CAMCEVI SC 1SIR 42MG+AGO

404,93 €

Prezzo indicativo

Principio attivo: LEUPRORELINA MESILATO
  • ATC: L02AE02
  • Descrizione tipo ricetta:
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio:

Data ultimo aggiornamento: 04/01/2023

CAMCEVI è indicato per il trattamento del cancro della prostata ormono-dipendente avanzato e per il trattamento del carcinoma della prostata ormono-dipendente localizzato ad alto rischio e localmente avanzato in associazione a radioterapia.
Ogni siringa preriempita con sospensione a rilascio prolungato per iniezione contiene leuprorelina mesilato equivalente a 42 mg di leuprorelina (in un volume erogabile di circa 0,33 mL). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Controindicazioni

CAMCEVI è controindicato nelle donne e nei pazienti pediatrici.
Ipersensibilità al principio attivo, ad altri agonisti del GnRH o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Pazienti precedentemente sottoposti a orchiectomia (come per altri agonisti del GnRH, leuprorelina non provoca un’ulteriore riduzione del testosterone sierico in caso di castrazione chirurgica).
Come trattamento unico nei pazienti con cancro della prostata e compressione del midollo spinale o evidenza di metastasi spinali (vedere anche paragrafo 4.4).

Posologia

Posologia Pazienti adulti con cancro della prostata CAMCEVI deve essere somministrato sotto la direzione di un operatore sanitario con adeguate competenze per il monitoraggio della risposta al trattamento.
CAMCEVI 42 mg viene somministrato mediante iniezione sottocutanea singola ogni sei mesi.
La sospensione iniettata forma un depot solido per l’erogazione del medicinale e fornisce un rilascio costante di leuprorelina per un periodo di sei mesi.
Di regola, il trattamento del cancro della prostata avanzato con leuprorelina è a lungo termine e non deve essere interrotto in caso di remissione o miglioramento.
Leuprorelina può essere utilizzata per la terapia neoadiuvante o adiuvante in associazione a radioterapia nel trattamento del cancro della prostata localizzato ad alto rischio e localmente avanzato.
La risposta a leuprorelina deve essere monitorata da parametri clinici e mediante la misurazione dei livelli sierici dell’antigene prostatico specifico (PSA).
Studi clinici hanno mostrato un aumento dei livelli di testosterone durante i primi 3 giorni di trattamento nella maggioranza dei pazienti non orchiectomizzati e una successiva diminuzione al di sotto dei livelli di castrazione medica entro 3-4 settimane.
Una volta raggiunti, i livelli di castrazione sono stati mantenuti per tutta la durata del trattamento con leuprorelina (< 1% di episodi di aumento del testosterone).
In caso di risposta subottimale da parte del paziente, è necessario verificare che i livelli di testosterone sierico abbiano raggiunto o rimangano ai livelli di castrazione.
In pazienti con cancro della prostata metastatico resistente alla castrazione non castrati chirurgicamente e trattati con un agonista dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH), come leuprorelina, e idonei al trattamento con inibitori della biosintesi degli androgeni o inibitori del recettore degli androgeni, il trattamento con un agonista GnRH può essere continuato.
Popolazioni speciali Compromissione epatica/renale Non sono stati condotti studi clinici su pazienti con compromissione renale o epatica.
Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di leuprorelina nei bambini di età compresa tra 0 e 18 anni non sono state ancora stabilite (vedere anche paragrafo 4.3).
Non ci sono dati disponibili.
Modo di somministrazione CAMCEVI deve essere somministrato per via sottocutanea esclusivamente da operatori sanitari aventi familiarità con queste procedure.
Per istruzioni sulla somministrazione del medicinale, vedere paragrafo 6.6.
L’iniezione endoarteriosa o endovenosadevono essere rigorosamente evitata.
Come per tutti gli altri medicinali somministrati per iniezione sottocutanea, è necessario cambiare periodicamente il sito di iniezione.

Avvertenze e precauzioni

La terapia di deprivazione androgenica può prolungare l’intervallo QT In pazienti con anamnesi o fattori di rischio di prolungamento QT e in pazienti trattati con medicinali concomitanti che possono prolungare l’intervallo QT (vedere paragrafo 4.5), i medici devono valutare il rapporto beneficio/rischio, compreso il potenziale di Torsione di punta prima di iniziare il trattamento con leuprorelina.
È opportuno considerare di effettuare un monitoraggio periodico di elettrocardiogramma ed elettroliti.
Disturbi cardiovascolari In associazione all’uso di agonisti del GnRH negli uomini, è stato segnalato un aumento del rischio di sviluppare infarto miocardico, morte cardiaca improvvisa e ictus.
Il rischio è considerato basso in base ai rapporti di probabilità riportati e deve essere valutato attentamente assieme ai fattori di rischio cardiovascolare quando si considera il trattamento dei pazienti con cancro della prostata.
I pazienti trattati con agonisti del GnRH devono essere monitorati per sintomi e segni che suggeriscono lo sviluppo di un disturbo cardiovascolare e devono essere gestiti in accordo alle attuali linee guida cliniche.
Aumento transitorio del testosterone Leuprorelina, come altri agonisti del GnRH, causa un aumento transitorio delle concentrazioni sieriche di testosterone, diidrotestosterone e fosfatasi acida durante la prima settimana di trattamento.
I pazienti possono manifestare un peggioramento della sintomatologia o l’insorgenza di nuovi sintomi, compreso dolore osseo, neuropatia, ematuria o ostruzione dello sbocco vescicale o dell’uretere (vedere paragrafo 4.8).
Questi sintomi generalmente si attenuano con il proseguimento della terapia.
L’ulteriore somministrazione di un antiandrogeno appropriato deve essere valutata a partire da 3 giorni prima dell’inizio del trattamento con leuprorelina e continuando per le prime due o tre settimane di trattamento.
Ciò previene le conseguenze di un aumento iniziale di testosterone sierico.
In seguito a castrazione chirurgica, leuprorelina non causa alcuna ulteriore diminuzione dei livelli di testosterone sierico in pazienti maschi.
Densità ossea Una diminuzione della densità ossea è stata riportata nella letteratura medica negli uomini sottoposti a orchiectomia o a trattamento con agonisti del GnRH (vedere paragrafo 4.8).
La terapia anti-androgenica aumenta significativamente il rischio di fratture dovute all’osteoporosi.
Sono disponibili solo dati limitati su tale argomento.
Le fratture dovute all’osteoporosi sono state osservate nel 5% dei pazienti dopo 22 mesi di terapia di deprivazione androgenica farmacologica e nel 4% dei pazienti dopo 5-10 anni di trattamento.
Il rischio di fratture dovute all’osteoporosi è generalmente più elevato di quello di fratture patologiche.
Oltre alla carenza di testosterone a lungo termine, l’età avanzata, il fumo e il consumo di alcolici, l’obesità e l’attività fisica insufficiente possono avere un effetto sullo sviluppo dell’osteoporosi.
Apoplessia dell’ipofisi Durante la sorveglianza post-marketing, dopo la somministrazione di agonisti del GnRH sono stati segnalati rari casi di apoplessia dell’ipofisi (una sindrome clinica conseguente all’infarto della ghiandola pituitaria), che per la maggior parte si sono verificati entro 2 settimane dalla dose iniziale, e alcuni di essi si sono manifestati entro la prima ora.
In questi casi, l’apoplessia dell’ipofisi si è manifestata con cefalea improvvisa, vomito, alterazioni della vista, oftalmoplegia, stato mentale alterato e talvolta collasso cardiovascolare.
È necessario l’immediato intervento di un medico.
Cambiamenti metabolici L’iperglicemia e un aumento del rischio di sviluppare il diabete sono stati riportati negli uomini trattati con agonisti del GnRH.
L’iperglicemia può segnalare lo sviluppo del diabete mellito o il peggioramento del controllo glicemico nei pazienti diabetici.
È necessario monitorare periodicamente la glicemia e/o l’emoglobina glicosilata (HbA1c) nei pazienti trattati con un agonista GnRH e gestire i pazienti conformemente alla prassi attuale per il trattamento dell’iperglicemia o del diabete.
I cambiamenti metabolici associati all’uso di agonisti del GnRH possono anche includere la steatosi epatica.
Convulsioni Sono stati riportati casi post-marketing di convulsioni in pazienti che assumevano leuprorelina con o senza anamnesi di fattori predisponenti (vedere paragrafo 4.8).
Le convulsioni devono essere gestite in accordo con la prassi clinica attuale.
Ipertensione endocranica idiopatica Nei pazienti che hanno assunto leuprorelina sono stati segnalati casi di ipertensione endocranica idiopatica (pseudotumor cerebri).
È necessario avvertire i pazienti in merito ai segni e ai sintomi di ipertensione endocranica idiopatica, inclusa cefalea severa o ricorrente, disturbi della visione e tinnito.
In caso di ipertensione endocranica idiopatica, deve essere presa in considerazione la sospensione della somministrazione di leuprorelina.
Reazioni avverse cutanee severe In associazione al trattamento con leuprorelina sono state riportate reazioni avverse cutanee severe (Severe cutaneous adverse reactions, SCAR), inclusa la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN), che possono essere potenzialmente letali o letali.
Al momento della prescrizione i pazienti devono essere informati sui segni e sintomi e monitorati attentamente per reazioni cutanee severe.
Se si manifestano segni e sintomi che suggeriscono l’insorgenza di queste reazioni, è necessario sospendere immediatamente il trattamento con leuprorelina e prendere in considerazione un trattamento alternativo (come opportuno).
Altri eventi Casi di ostruzione dell’uretere e di compressione del midollo spinale, che possono contribuire a paralisi con o senza complicazioni fatali, sono stati riportati con gli agonisti del GnRH.
In caso di insorgenza di compressione del midollo spinale o compromissione renale, è necessario avviare i trattamenti standard previsti per tali complicanze.
I pazienti con metastasi vertebrali e/o cerebrali e quelli con ostruzione delle vie urinarie devono essere monitorati attentamente durante le prime settimane di trattamento.

Interazioni

Non sono stati effettuati studi farmacocinetici diinterazione farmaco-farmaco.
Non sono state segnalate interazioni di leuprorelina con altri medicinali.
La terapia di deprivazione androgenica può prolungare l’intervallo QT, pertanto l’uso concomitante di leuprorelina con medicinali noti per prolungare l’intervallo QT o medicinali capaci di indurre Torsione di punta, come i medicinali antiaritmici di classe IA (ad es.
chinidina, disopiramide) o classe III (ad es.
amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide), metadone, moxifloxacina, antipsicotici ecc., deve essere valutato attentamente (vedere paragrafo 4.4).

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse osservate con i medicinali contenenti leuprorelina sono principalmente legate all’azione farmacologica specifica di leuprorelina, ovvero aumenti e diminuzioni di alcuni livelli ormonali.
Le reazioni avverse più frequentemente riportate sono vampate di calore, nausea, malessere e stanchezza e irritazione locale transitoria in sede di iniezione.
Vampate di calore lievi o moderate si verificano in circa il 58% deipazienti.
Tabella delle reazioni avverse I seguenti effetti indesiderati sono stati riportati nel corso di studi clinici con medicinali iniettabili contenenti leuprorelina, in pazienti con cancro della prostata in stadio avanzato.
Gli effetti indesiderati sono classificati, in base alla frequenza, come: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1 000, < 1/100), raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000) e molto raro (< 1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tabella 1.
Effetti indesiderati riportati per medicinali contenenti leuprorelina per iniezione
Infezioni ed infestazioni 
comune rinofaringite
non comune infezione delle vie urinarie, infezione cutanea locale
Patologie del sistema emolinfopoietico 
comune variazioni ematologiche, anemia
Disturbi del metabolismo e della nutrizione 
non comune diabete mellito aggravato
Disturbi psichiatrici 
non comune sogni anormali, depressione, libido diminuita
Patologie del sistema nervoso 
non comune capogiro, cefalea, ipoestesia, insonnia, disturbo del gusto, disturbo dell’olfatto, vertigine
raro movimenti involontari anormali
non nota ipertensione endocranica idiopatica (pseudotumor cerebri) (vedere paragrafo 4.4)
Patologie cardiache 
non nota prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.5), infarto miocardico (vedere paragrafo 4.4)
Patologie vascolari 
molto comune vampate di calore
non comune ipertensione, ipotensione
raro sincope, collasso
Patologierespiratorie, toraciche e mediastiniche 
non comune rinorrea, dispnea
non nota malattia polmonare interstiziale
Patologie gastrointestinali 
comune nausea, diarrea, gastroenterite/colite
non comune stipsi, bocca secca, dispepsia, vomito
raro flatulenza, eruttazione
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo 
molto comune Chiazze ecchimotiche, eritema
comune prurito, sudorazioni notturne
noncomune vischiosità, sudorazione aumentata
raro alopecia, eruzione cutanea
non nota Sindrome di Stevens-Johnson/necrolisi epidermica tossica (SJS/TEN) (vedere paragrafo 4.4), eruzione cutanea tossica, eritema multiforme
Patologie delsistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo 
comune artralgia, dolore agli arti, mialgia, rigidità, debolezza
non comune dolore dorsale, crampimuscolari
Patologie renali e urinarie 
comune scarsafrequenza della minzione, minzione difficoltosa, disuria, nicturia, oliguria
non comune spasmo vescicale, ematuria, frequenza urinaria aggravata, ritenzione urinaria
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella 
comune dolorabilità mammaria, atrofia testicolare, dolore testicolare, infertilità, ipertrofia mammaria, disfunzione erettile, dimensioni ridotte del pene
non comune ginecomastia, impotenza, disturbi testicolari
raro dolore mammario
Patologiegenerali e condizioni relative alla sede di somministrazione 
molto comune stanchezza, bruciore in sede di iniezione, parestesia in sede di iniezione
comune malessere, dolore in sede di iniezione, lividura in sede di iniezione, dolore pungente in sede di iniezione
non comune prurito in sede di iniezione, indurimento in sede di iniezione, letargia, dolore, piressia
raro ulcerazione in sede di iniezione
molto raro necrosi in sede di iniezione
Esami diagnostici 
comune aumento della creatinfosfochinasi nel sangue, tempo di coagulazione prolungato
non comune alanina aminotransferasi aumentata, trigliceridi ematici aumentati, tempo di protrombina prolungato, peso aumentato
Descrizione di reazioni avverse selezionate Altri effetti indesiderati che in genere sono stati riportati in associazione al trattamento con leuprorelina includono edema periferico, embolia polmonare, palpitazioni, mialgia, alterazionedella sensibilità cutanea, debolezza muscolare, brividi,eruzione cutanea, amnesia e disturbi visivi.
L’atrofia muscolare è stata osservata con l’uso a lungo terminedei medicinali appartenenti a questa classe.
L’infarto diun adenoma ipofisario preesistente è stato riportato raramente in seguito alla somministrazione di agonisti del GnRH a breve e lunga azione.
Sono state rare le segnalazioni di trombocitopenia e leucopenia.
Sono state riportate alterazioni della tolleranza al glucosio.
A seguito della somministrazione di analoghi agonisti del GnRH,sono state riportate convulsioni (vedere paragrafo 4.4).
Le reazioni avverse locali riportate dopo l’iniezione di medicinali contenenti leuprorelina sono simili a quelle associate a medicinali simili iniettati per via sottocutanea.
In genere le reazioni avverse locali verificatesi dopo l’iniezione sottocutanea sono lievi e possono essere descritte come di breve durata.
Le reazioni anafilattiche/anafilattoidi sono state riportate raramente dopo la somministrazione di analoghi agonisti del GnRH.
Alterazioni della densità ossea Una diminuzione della densità ossea è stata riportata nella letteratura medica negli uomini sottoposti a orchiectomia o trattati con un analogo del GnRH.
Si prevede che lunghi periodi di trattamento con leuprorelina possano far riscontrare segni crescenti di osteoporosi.
Riguardo all’aumento del rischio di fratture dovute a osteoporosi, vedere il paragrafo 4.4.
Aggravamento di segni e sintomi della malattia Il trattamento con leuprorelina può causare un aggravamento dei segni e sintomi della malattia durante le prime settimane.
In caso di aggravamento di condizioni quali metastasi vertebrali e/o ostruzione urinaria o ematuria, possono verificarsi problemi neurologici, tra cui debolezza e/o parestesia degli arti inferiori o aggravamento dei sintomi urinari.
Esperienza clinica sulla tollerabilità cutanea localecon CAMCEVI La tollerabilità cutanea locale di CAMCEVI è stata valutata nello studio principale FP01C-13001 in base a quattroaspetti: prurito, eritema, bruciore e pizzicore.
Dei 137 soggetti che hanno ricevuto iniezioni sottocutanee di CAMCEVI, la maggioranza ha manifestato irritazione cutanea da assente a lieve inseguito all’iniezione.
In generale, gli eventi localizzati riportati sono stati da lievi a moderati e si sono risolti.
Segnalazione delle reazioni averse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramiteAgenzia Italiana del Farmaco Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Gravidanza e allattamento

CAMCEVI è controindicato nelle donne.
Sulla base dei risultati sugli animali e del meccanismo di azione, leuprorelina può compromettere la fertilità nei maschi potenzialmente fertili (vedere paragrafo 5.3).

Conservazione

Conservare in frigorifero (2 °C - 8 °C).
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
Una volta tolto dal frigorifero, questo prodotto può essere conservato nella sua confezione originale a temperatura ambiente (inferiore a 25 °C) per un massimo di otto settimane; se non viene utilizzato entro otto settimane, gettarlo via.

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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.