BLENREP EV 1FL POLV 70MG

33.061,27 €

Prezzo indicativo

Principio attivo: BELANTAMAB MAFODOTIN
  • ATC: L01FX15
  • Descrizione tipo ricetta: OSP - USO OSPEDALIERO
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio:

Data ultimo aggiornamento: 19/12/2025

Blenrep è indicato negli adulti per il trattamento del mieloma multiplo recidivato o refrattario: • in associazione a bortezomib e desametasone nei pazienti che hanno ricevuto almeno una terapia precedente; e • in associazione a pomalidomide e desametasone nei pazienti che hanno ricevuto almeno una terapia precedente comprendente lenalidomide.
Belantamab mafodotin è un coniugato farmaco-anticorpo (ADC) che contiene belantamab, un anticorpo IgG1κ monoclonale umanizzato afucosilato specifico per l’antigene di maturazione dei linfociti B (B Cell Maturating Antigen, BCMA), prodotto mediante tecnologia del DNA ricombinante in una linea cellulare di mammifero (ovaio di criceto cinese), che è coniugato con maleimidocaproil monometil auristatina F (mcMMAF). Blenrep 70 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione Un flaconcino di polvere contiene 70 mg di belantamab mafodotin.Dopo la ricostituzione con 1,4 mL di acqua per preparazioni iniettabili, ogni mL di soluzione contiene 50 mg di belantamab mafodotin. Eccipiente con effetti noti Un flaconcino di soluzione ricostituita contiene 0,28 mg di polisorbato 80 per 1,4 mL di soluzione estraibile. Blenrep 100 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione Un flaconcino di polvere contiene 100 mg di belantamab mafodotin. Dopo la ricostituzione con 2 mL di acqua per preparazioni iniettabili, ogni mL di soluzione contiene 50 mg di belantamab mafodotin. Eccipiente con effetti noti Un flaconcino di soluzione ricostituita contiene 0,4 mg di polisorbato 80 per 2 mL di soluzione estraibile. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Posologia

Il trattamento con Blenrep è iniziato e supervisionato da medici con esperienza nel trattamento del mieloma multiplo.
Cure di supporto raccomandate I pazienti devono sottoporsi ad esame oftalmico (che includa acuità visiva ed esame alla lampada a fessura) eseguito da uno specialista oftalmologo prima di ciascuna delle prime 4 dosi di trattamento con Blenrep e, successivamente, come clinicamente indicato (vedere paragrafo 4.4).
Posologia La somministrazione di Blenrep deve proseguire secondo lo schema raccomandato fino a progressione di malattia o tossicità inaccettabile.
Blenrep è somministrato in associazione ad altri trattamenti (vedere Tabella 1).
Per altri prodotti medicinali somministrati con Blenrep, vedere paragrafo 5.1 e il rispettivo Riassunto delle caratteristiche del prodotto attuale.
Tabella 1: Schema posologico iniziale raccomandato per Blenrep in associazione ad altre terapie
Regime di associazione Schema posologico iniziale raccomandato
Con bortezomib e desametasone (BVd)a (Durata del ciclo = 3 settimane) 2,5 mg/kg somministrati una volta ogni 3 settimane
Con pomalidomide e desametasone (BPd) (Durata del ciclo = 4 settimane) Ciclo 1: 2,5 mg/kg somministrato una volta.
Dal ciclo 2 in poi: 1,9 mg/kg somministrati una volta ogni 4 settimane.
a Bortezomib e desametasone sono somministrati per i primi 8 cicli.
Se una dose programmata di Blenrep viene saltata per motivi diversi dalle reazioni avverse, si raccomanda di riprendere Blenrep con l’inizio del ciclo di trattamento successivo previsto.Se una dose programmata di Blenrep viene saltata a causa di reazioni avverse, si raccomanda di riprendere Blenrep con l’inizio del ciclo di trattamento successivo previsto dopo la risoluzione delle reazioni avverse (vedere Tabella 3).
Modifiche posologiche Sono necessarie modifiche posologiche per quasi tutti i pazienti al fine di gestire la sicurezza e la tollerabilità.
Nella Tabella 2 sono riportati i livelli di riduzione della dose per Blenrep.
Le modifiche raccomandate per la gestione delle reazioni avverse sono riportate nella Tabella 3.
Tabella 2: Schema di riduzione della dose per Blenrep
  Associazione con bortezomib e desametasone Associazione con pomalidomide e desametasone
Schema posologico iniziale raccomandato 2,5 mg/kg ogni 3 settimane 2,5 mg/kg una volta al ciclo 1, poi 1,9 mg/kg ogni 4 settimane a partire dal ciclo 2
Dose ridotta livello 1 1,9 mg/kg ogni 3 settimane 1,9 mg/kg ogni 8 settimane
Dose ridotta livello 2 NAa 1,4 mg/kg ogni 8 settimane
NA = non applicabile.
a Non vi è una dose ridotta livello 2.
Reazioni avverse oculari Gli eventi oculari sono stati classificati in base ai risultati dell’esame oftalmico, che includono la combinazione dei risultati dell’esame corneale e la migliore acuità visiva corretta (Best Corrected Visual Acuity, BCVA).
I risultati dell’esame oftalmico del paziente devono essere esaminati dal medico prima di stabilire la dose di Blenrep.
I risultati dell’esame corneale possono essere accompagnati o meno da alterazioni della BCVA.
La severità delle reazioni avverse oculari è definita sulla base dell’occhio colpito più severamente, in quanto può non esservi lo stesso grado di interessamento ad entrambi gli occhi.
Nel valutare posticipi della somministrazione o riduzioni della dose, è importante che i medici prendano in considerazione non solo i risultati dell’esame corneale, ma anche le variazioni dell’acuità visiva e i sintomi riferiti dal paziente.
Non deve essere effettuato un nuovo incremento della dose dopo una riduzione determinata da reazioni avverse oculari.
L’eventuale nuovo incremento della dose in seguito a reazioni avverse non oculari deve basarsi sul giudizio clinico, se appropriato.Tabella 3: Modifiche posologiche raccomandate in caso di reazioni avverse
Reazione avversa Severitàa Modifiche posologiche raccomandate
Reazioni avverse ocularib (vedere paragrafo 4.4) Lieve (Grado 1) Il trattamento deve essere continuato alla dose attuale.
Risultati dell’esame corneale: Cheratopatia puntata superficiale lieve con un peggioramento rispetto al basale, con o senza sintomi.
Variazione della BCVA: Riduzione rispetto al basale di 1 linea dell’acuità visiva secondo snellen.
Moderata (Grado 2) Sospendere il trattamento fino al miglioramento sia dei risultati dell’esame corneale che della BCVA a severità lieve o migliore.
Riprendere il trattamento alla dose ridotta livello 1, come da Tabella 2.
Se viene rilevata tossicità prima del ciclo di somministrazione 2 per BPd, ridurre la dose di Blenrep a 1,9 mg/kg ogni 4 settimane per il ciclo 2 e tutti i cicli successivi.
Risultati dell’esame corneale: Cheratopatia puntata superficiale moderata, depositi a chiazze simili a microcisti, offuscamento subepiteliale periferico o nuova opacità stromale periferica.
Variazione della BCVA: Riduzione rispetto al basale di 2 linee (e acuità visiva secondo snellen non peggiore di 20/200).
Oppure Severa (Grado 3) - Risultati dell’esame corneale: Cheratopatia puntata superficiale severa, depositi diffusi simili a microcisti con interessamento della cornea centrale, offuscamento subepiteliale centrale o nuova opacità stromale centrale.
Variazione della BCVA: Riduzione rispetto al basale di 3 o più linee (e acuità visiva secondo snellen non peggiore di 20/200).
Difetto dell’epitelio corneale come ulcere corneali o variazione della BCVA peggiore di 20/200 (Grado 4) Sospendere il trattamento fino al miglioramento sia dei risultati dell’esame corneale che della BCVA a severità lieve o migliore.
Riprendere il trattamento alla dose ridotta livello 1 per BVd e alla dose ridotta livello 2 per BPd come da Tabella 2, se applicabile.
In caso di peggioramento dei sintomi non responsivi a un trattamento adeguato, considerare l’interruzione permanente del trattamento.
Risultati dell’esame corneale: Difetto dell’epitelio corneale come ulcere corneali.b
Variazione della BCVA: Riduzione dell’acuità visiva secondo snellen a un valore peggiore di 20/200.
Trombocitopeniac (vedere paragrafo 4.4) Grado 3 Senza sanguinamento:
• Per i pazienti in trattamento a 2,5 mg/kg, ridurre Blenrep a 1,9 mg/kg.
Per BVd, si può valutare il ripristino della dose precedente, se appropriato, quando la trombocitopenia migliora a Grado 2 o inferiore.
• Per i pazienti in trattamento a 1,9 mg/kg o meno, proseguire alla stessa dose.
Con sanguinamento:
• Sospendere Blenrep fino a un miglioramento a Grado 2 o inferiore.
Per i pazienti precedentemente in trattamento a 2,5 mg/kg, riprendere Blenrep a 1,9 mg/kg.
Per i pazienti in trattamento a 1,9 mg/kg o meno, riprendere alla stessa dose.
Valutare un trattamento di supporto supplementare (ad esempio, trasfusione), secondo indicazione clinica e secondo la prassi locale.
Grado 4 Sospendere la somministrazione.
Considerare di riprendere il trattamento in caso di miglioramento a Grado 3 o inferiore e solo in assenza di sanguinamento attivo al momento della ripresa.
Per i pazienti precedentemente in trattamento a 2,5 mg/kg, riprendere Blenrep a 1,9 mg/kg.
Per i pazienti in trattamento a 1,9 mg/kg o meno, riprendere alla stessa dose.
Reazioni correlate all’infusione (vedere paragrafo 4.4) Grado 2 Interrompere l’infusione e somministrare un trattamento di supporto.
Una volta che i sintomi si sono risolti a Grado 1 o inferiore, riprendere l’infusione a una velocità ridotta di almeno il 50% ed eventualmente considerare una premedicazione.
Grado 3 Interrompere l’infusione e somministrare un trattamento di supporto.
Dopo risoluzione, riprendere la somministrazione a velocità di infusione più lenta.
Per le infusioni successive valutare una premedicazione.
Grado 4 Interrompere Blenrep in modo permanente.
• In caso di reazione anafilattica o potenzialmente fatale correlata all’infusione, interrompere in modo permanente l’infusione e istituire immediatamente cure di emergenza adeguate.
Polmonite (vedere paragrafo 4.8) Grado ≥3 Interrompere Blenrep in modo permanente.
Altre reazioni avverse (vedere paragrafo 4.8) Grado 3 Sospendere Blenrep fino a un miglioramento a Grado 1 o inferiore.
Per i pazienti precedentemente in trattamento a 2,5 mg/kg, riprendere Blenrep a 1,9 mg/kg.
Per i pazienti in trattamento a 1,9 mg/kg o meno, riprendere alla stessa dose.
Grado 4 Considerare l’interruzione permanente di Blenrep.
Se si prosegue il trattamento, sospendere Blenrep fino a un miglioramento a Grado 1 o inferiore.
Per i pazienti precedentemente in trattamento a 2,5 mg/kg, riprendere Blenrep a 1,9 mg/kg.
Per i pazienti in trattamento a 1,9 mg/kg o meno, riprendere alla stessa dose.
BCVA = migliore acuità visiva corretta; BPd = Blenrep con pomalidomide e desametasone; BVd = Blenrep con bortezomib e desametasone.
a Le reazioni avverse non oculari sono state classificate secondo il National Cancer Institute Common Terminology Criteria for Adverse Events (CTCAE).
b Un difetto corneale può portare a ulcere corneali.
Queste devono essere gestite tempestivamente e secondo le indicazioni cliniche dello specialista oftalmologo.
Per definizione, l’ulcera corneale è un difetto dell’epitelio corneale con infiltrazione nello stroma sottostante.
c Se la trombocitopenia è considerata correlata alla patologia, non è accompagnata da sanguinamento e con trasfusione si risolve a >25 x109/L di piastrine, si può valutare il proseguimento del trattamento alla dose attuale.
Popolazioni speciali Anziani Non sono raccomandati aggiustamenti della dose per i pazienti di età pari o superiore a 65 anni (vedere paragrafi 4.8 e 5.2).
Compromissione renale Non sono raccomandati aggiustamenti della dose nei pazienti con compromissione renale lieve (eGFR 60-89 mL/min), moderata (eGFR 30-59 mL/min), severa (eGFR <30 mL/min senza necessità di dialisi) o con malattia renale allo stadio terminale (eGFR < 15 mL/min con necessità di dialisi) (vedere paragrafo 5.2).
Compromissione epatica Non sono raccomandati aggiustamenti della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve (bilirubina totale maggiore del limite superiore della norma [ULN] fino a ≤ 1,5 x ULN, con qualsiasi valore di aspartato aminotransferasi [AST], oppure bilirubina totale ≤ ULN con AST > ULN).
Sono disponibili dati limitati nei pazienti con compromissione epatica moderata (bilirubina totale superiore a 1,5 x ULN fino a ≤ 3,0 x ULN e qualsiasi livello di AST) o nei pazienti con compromissione epatica severa (bilirubina totale > 3,0 x ULN e qualsiasi livello di AST) per poter formulare una raccomandazione posologica; in questi pazienti Blenrep deve essere usato solo se i potenziali benefici superano i potenziali rischi (vedere paragrafo 5.2).
Peso corporeo Blenrep viene somministrato in base al peso corporeo effettivo al basale ed è stato studiato in pazienti con peso corporeo compreso tra 37 e 170 kg (vedere paragrafo 5.2).
In caso di variazioni del peso corporeo >10% durante il trattamento, la dose deve essere ricalcolata in base al peso corporeo effettivo al momento della somministrazione.
Popolazione pediatrica Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di Blenrep nella popolazione pediatrica per il trattamento del mieloma multiplo recidivato o refrattario.
Modo di somministrazione Blenrep è esclusivamente per infusione endovenosa ed è somministrato mediante pompa per infusione endovenosa impiegando un set da infusione in polivinil cloruro o in poliolefina in circa 30 minuti.
In caso di reazione correlata all’infusione (IRR), il tempo di somministrazione può essere prolungato oltre i 30 minuti, a condizione che il tempo totale di utilizzo, inclusi preparazione e somministrazione della dose, non superi le 6 ore consentite.
Blenrep non deve essere somministrato per via endovenosa rapida o in bolo.
Blenrep deve essere diluito prima della somministrazione.
Non è richiesta filtrazione della soluzione diluita.
Tuttavia, se la soluzione diluita viene filtrata, si raccomanda un filtro in polietersulfone (PES) da 0.2 mcm o 0.22 mcm.
Per le istruzioni sulla diluizione, le precauzioni prima della manipolazione o la somministrazione del medicinale, il maneggiamento e lo smaltimento dei flaconcini, vedere paragrafo 6.6.

Avvertenze e precauzioni

Tracciabilità Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Reazioni avverse oculari Reazioni avverse oculari (ad esempio, visione offuscata, occhio secco, irritazione oculare e fotofobia) sono state segnalate con l’impiego di Blenrep.
I risultati più comunemente osservati all’esame corneale comprendono cheratopatia puntata superficiale, alterazioni epiteliali simili a microcisti e opacità, con o senza variazioni dell’acuità visiva o sintomi.
Modifiche clinicamente rilevanti dell’acuità visiva possono essere associate a difficoltà temporanee nella guida di veicoli o nell’utilizzo di macchinari (vedere paragrafi 4.7 e 4.8).
I pazienti devono essere informati di evitare temporaneamente attività come guidare o utilizzare macchinari se si verificano sintomi visivi (vedere paragrafo 4.7) e di segnalare tempestivamente ogni modifica della vista.
Si raccomanda un monitoraggio oftalmologico regolare.
I medici devono inoltre invitare i pazienti a informarli della comparsa di qualsiasi sintomo oculare.
Gli esami oftalmici, compresi la valutazione dell’acuità visiva e l’esame alla lampada a fessura, devono essere eseguiti prima di ciascuna delle prime 4 dosi di Blenrep e durante il trattamento, come clinicamente indicato.
Ai pazienti deve essere consigliato di utilizzare lacrime artificiali prive di conservanti almeno 4 volte al giorno durante il trattamento.
I pazienti devono evitare l’uso di lenti a contatto fino alla conclusione del trattamento.
Le lenti a contatto terapeutiche possono essere utilizzate sotto la supervisione di un oftalmologo.
I pazienti che presentano eventi all’esame corneale (come cheratopatia puntata superficiale o depositi simili a microcisti), con o senza variazioni dell’acuità visiva, possono richiedere una modifica della dose (posticipo e/o riduzione) o l’interruzione del trattamento, in base alla severità dei risultati (vedere Tabella 3).
Sono stati segnalati casi di alterazioni del plesso nervoso sub-basale della cornea (ad esempio, frammentazione e perdita delle fibre nervose) con conseguente ipoestesia corneale e casi di ulcere corneali (cheratiti ulcerative e infettive) (vedere paragrafo 4.8).
Tali condizioni devono essere gestite tempestivamente e secondo le indicazioni cliniche dell’oftalmologo.
Il trattamento con Blenrep deve essere interrotto fino alla guarigione delle ulcere corneali (vedere Tabella 3).
Trombocitopenia Eventi trombocitopenici (trombocitopenia e conta delle piastrine diminuita) sono stati segnalati durante il trattamento con Blenrep.
La trombocitopenia può causare gravi eventi di sanguinamento, inclusi sanguinamenti gastrointestinali e intracranici (vedere paragrafo 4.8).
L’emocromo completo (Complete blood counts, CBC), con i conteggi differenziali e con inclusa la conta piastrinica, deve essere frequentemente monitorato nel corso del trattamento.
I pazienti che presentano trombocitopenia di Grado 3 o 4 oppure coloro in trattamento anticoagulante concomitante possono richiedere un monitoraggio più frequente e possono essere gestiti con un posticipo della somministrazione o una riduzione della dose (vedere Tabella 3).
Può essere somministrata una terapia di supporto (ad esempio, trasfusioni di piastrine) secondo la comune pratica clinica.
Reazioni correlate all’infusione Reazioni correlate all’infusione (Infusion-Related Reactions, IRR) sono state riportate con l’uso di Blenrep.
La maggior parte delle IRR è risultata di Grado 1 o 2 e si è risolta lo stesso giorno (vedere paragrafo 4.8).
In caso di reazione correlata all’infusione di Grado 2 o superiore insorta durante la somministrazione, ridurre la velocità di infusione o interrompere l’infusione, a seconda della severità dei sintomi.
Avviare il trattamento medico appropriato e, una volta stabilizzata la condizione del paziente, riprendere l’infusione a una velocità più lenta.
In caso di IRR di Grado 2 o superiore, valutare una premedicazione per le infusioni successive (vedere Tabella 3).
Polmonite Durante il trattamento con Blenrep sono stati osservati casi di polmonite, inclusi eventi ad esito fatale.
Nel caso di comparsa o peggioramento di sintomi polmonari inspiegabili (ad esempio, tosse, dispnea), i pazienti devono essere sottoposti a valutazione per escludere una possibile polmonite.
In caso di polmonite sospetta o confermata di Grado 3 o superiore, si raccomanda l’interruzione del trattamento con Blenrep e l’inizio di una terapia adeguata.
Riattivazione del virus dell’epatite B La riattivazione del virus dell’epatite B (HBV) può verificarsi nei pazienti trattati con medicinali diretti contro i linfociti B, incluso Blenrep e, in alcuni casi, può evolvere in epatite fulminante, insufficienza epatica e morte.
I pazienti con sierologia positiva per HBV devono essere monitorati per la comparsa di segni clinici e di laboratorio indicativi di riattivazione dell’HBV, secondo le linee guida cliniche.
Nei pazienti che sviluppano una riattivazione dell’HBV durante il trattamento con Blenrep, il trattamento deve essere sospeso e i pazienti devono essere trattati in accordo alle linee guida cliniche.
Eccipienti con effetti noti Polisorbato 80 Questo medicinale contiene polisorbato 80 (E433) che può provocare reazioni allergiche.
Il flaconcino da 70 mg contiene 0,28 mg di polisorbato 80 (E433) in 1,4 mL di soluzione ricostituita estraibile e il flaconcino da 100 mg contiene 0,4 mg di polisorbato 80 (E433) in 2 ml di soluzione ricostituita estraibile.
Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per unità posologica, cioè essenzialmente “senza sodio”.

Interazioni

Non sono stati effettuati studi d’interazione.
Sulla base dei dati disponibili in vitro e clinici, il rischio di interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche con belantamab mafodotin è considerato basso.
Le valutazioni cliniche di farmacocinetica di belantamab mafodotin in associazione a bortezomib, lenalidomide, pomalidomide e/o desametasone non hanno indicato interazioni farmacologiche clinicamente rilevanti tra belantamab mafodotin e questi medicinali a piccole molecole.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse più comuni (di qualsiasi grado) sono state risultati all’esame corneale (compresa cheratopatia) (84%), acuità visiva ridotta (81%), trombocitopenia (62%), visione offuscata (52%), occhio secco (36%), sensazione di corpo estraneo negli occhi (32%), fotofobia (30%), irritazione oculare (28%), neutropenia (27%), anemia (23%), diarrea (23%), neuropatie (23%) e dolore oculare (21%).
Le reazioni avverse gravi più comuni (di qualsiasi grado) sono state: polmonite (9%), piressia (4%), COVID-19 (3%), polmonite da COVID-19 (3%) e trombocitopenia (2%).
La percentuale di soggetti con interruzione del trattamento dovuta a reazioni avverse è stata del 24%.
La reazione avversa più comune che ha portato all’interruzione del trattamento è rappresentata da eventi oculari (7%).
La frequenza di riduzione della dose dovuta a reazioni avverse è stata del 63%.
Le reazioni avverse più comuni che hanno determinato una riduzione della dose sono state: eventi oculari (39%), trombocitopenia (12%), conta delle piastrine diminuita (6%), insonnia (5%), neuropatia sensoriale periferica (5%), neuropatia periferica (5%), neutropenia (4%), stanchezza (3%) e riduzione della conta dei neutrofili (2%).
La frequenza di posticipo della somministrazione dovuto a reazioni avverse è stata del 83%.
Le reazioni avverse più comuni che hanno determinato un posticipo della somministrazione sono state: eventi oculari (67%), trombocitopenia (16%), COVID-19 (11%), conta delle piastrine diminuita (8%), neutropenia (8%), infezione delle vie respiratorie superiori (7%), polmonite (7%), diarrea (4%), piressia (4%), conta dei neutrofili diminuita (4%), neuropatia sensoriale periferica (4%), bronchite (3%), polmonite da COVID-19 (3%), cataratta (3%), neuropatia periferica (3%) e alanina aminotransferasi aumentata (3%).
Tabella delle reazioni avverse Le frequenze delle reazioni avverse sono basate sulle frequenze degli eventi avversi per ogni causa, da pazienti con mieloma multiplo esposti a belantamab mafodotin, per i quali, dopo attenta valutazione, una correlazione causale tra il medicinale e l’evento avverso è ritenuta almeno ragionevolmente possibile.
La sicurezza di belantamab mafodotin è stata valutata in più di 7500 pazienti con mieloma multiplo, includendo 516 pazienti che avevano ricevuto belantamab mafodotin in combinazioni in tripletta come parte degli studi DREAMM-6 (uno studio di fase 1/2, in aperto, di esplorazione della dose), DREAMM-7 e DREAMM-8, 312 pazienti che avevano ricevuto belantamab mafodotin come monoterapia negli studi DREAMM-2 e DREAMM-3 e includendo i pazienti trattati nel contesto post-commercializzazione.
Le reazioni avverse sono elencate nella Tabella 4 in base alla classificazione per sistemi e organi e per frequenza.
All’interno di ciascuna categoria di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.
Le frequenze sono definite come segue: Molto comune (≥1/10); Comune (≥1/100, <1/10); Non comune (≥1/1 000, <1/100); Raro (≥1/10 000, <1/1 000); Molto raro (<1/10 000); Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tabella 4: Reazioni avverse nei pazienti con mieloma multiplo trattati con belantamab mafodotin negli studi clinici e dopo la commercializzazione
Classificazione per sistemi e organi (SOC) Reazione avversa Frequenza Incidenza (%)
Qualsiasi grado Grade 3-4
Infezioni ed infestazioni COVID-19 Molto comune 18 3
Infezione delle vie respiratorie superiori Molto comune 15 <1
Polmonite Molto comune 13 7
Infezione delle vie urinarie Comune 9 2
Bronchite Comune 5 <1
Polmonite da COVID-19 Comune 3 2
Riattivazione dell’epatite B Non comune <1 <1
Patologie del sistema emolinfopoietico Trombocitopeniaa Molto comune 62 47
Neutropeniab Molto comune 27 22
Anemia Molto comune 23 12
Linfocitopeniac Molto comune 10 7
Leucopeniad Comune 9 4
Neutropenia febbrile Comune 1 1
Disturbi del sistema immunitario Ipogammaglobulinemia Comune 2 <1
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Appetito ridotto Comune 8 <1
Disturbi psichiatrici Insonnia Molto comune 13 1
Patologie del sistema nervoso Neuropatiee Molto comune 23 2
Patologie dell’occhio Risultati dell’esame corneale (inclusa cheratopatia)f,g Molto comune 84 62
Acuità visiva ridottaf Molto comune 81 50
Visione offuscata Molto comune 52 13
Occhio secco Molto comune 36 5
Sensazione di corpo estraneo negli occhi Molto comune 32 2
Fotofobia Molto comune 30 1
Irritazione oculare Molto comune 28 3
Dolore oculare Molto comune 21 <1
Cataratta Molto comune 13 4
Compromissione della vista Comune 8 5
Lacrimazione aumentata Comune 5 <1
Diplopia Comune 3 <1
Prurito oculare Comune 2 <1
Fastidio oculare Comune 1 <1
Ulcera cornealeh Comune 1 <1
Ipoestesia corneale Non nota - -
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Tosse Molto comune 11 <1
Dispnea Comune 9 1
Polmonite Non comune <1 <1
Patologie gastrointestinali Diarrea Molto comune 23 2
Nausea Molto comune 17 <1
Stipsi Molto comune 15 <1
Vomito Comune 7 <1
Patologie epatobiliari Aspartato aminotransferasi aumentata Molto comune 15 2
Alanina aminotransferasi aumentata Molto comune 13 3
Gamma-glutamiltransferasi aumentata Molto comune 11 5
Disturbo vascolare porto-sinusoidalei Non comune <1 <1
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea Comune 4 <1
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Artralgia Molto comune 11 <1
Dolore dorsale Molto comune 11 1
Creatin fosfochinasi aumentata Comune 3 1
Patologie renali e urinarie Albuminuriaj Comune 3 <1
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Stanchezza Molto comune 19 3
Piressia Molto comune 18 <1
Astenia Comune 6 1
Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura Reazioni correlate all’infusionek Molto comune 11 <1
a Include trombocitopenia e conta delle piastrine ridotta.
b Include neutropenia e conta dei neutrofili ridotta.c Include linfocitopenia e conta dei linfociti ridotta.
d Include leucopenia e conta dei globuli bianchi ridotta.
e Include neuropatia sensoriale periferica, neuropatia periferica, nevralgia, polineuropatia, neuropatia motoria periferica, perdita sensoriale, neuropatia sensitivo-motoria periferica.
f Sulla base dei risultati dell’esame oftalmico.
g Include cheratopatia puntata superficiale, modifiche epiteliali simili a microcisti, pattern di colorazione a vortice punteggiato, offuscamento sub-epiteliale, difetti dell'epitelio corneale e opacità dello stroma con o senza cambiamenti nell'acuità visiva.
h Include cheratite infettiva e cheratite ulcerativa.i Segni o sintomi possono includere prove della funzionalità epatica anormali, ipertensione portale, varici e ascite.
j Include albuminuria, presenza di albumina nelle urine, rapporto albumina/creatinina nelle urine aumentato e microalbuminuria.
k Include le reazioni avverse ritenute correlate all’infusione.
Le reazioni all’infusione possono includere, ma non sono limitate a, piressia, brividi, diarrea, nausea, astenia, ipertensione, letargia e tachicardia.
Descrizione di reazioni avverse selezionate Reazioni avverse oculari Sulla base dei dati aggregati provenienti da 3 studi clinici condotti con belantamab mafodotin in associazione ad altre terapie (n = 516), gli studi DREAMM-6 (studio di Fase 1/2, in aperto, di esplorazione del dosaggio), DREAMM-7 e DREAMM-8, sono stati segnalati eventi oculari, comprendenti i risultati dell’esame oftalmico e le reazioni avverse oculari.
Le più comuni (>25%) sono state acuità visiva ridotta (90%), risultati dell’esame corneale sulla base dei risultati dell’esame oftalmico (89%), visione offuscata (62%), occhio secco (44%), sensazione di corpo estraneo negli occhi (40%), fotofobia (37%), irritazione oculare (35%) e dolore oculare (27%).
I risultati dell’esame corneale (cheratopatie quali cheratopatia puntata superficiale e depositi simili a microcisti) sono state segnalate in base ai risultati dell’esame oftalmico come Grado 1 nel 5% dei pazienti, Grado 2 nel 14%, Grado 3 nel 59%, Grado 4 nel 12%.
Sono stati segnalati casi di ulcera corneale (cheratiti ulcerative o infettive) in < 1% dei pazienti (n = 5).
Almeno 1 risultato dell’esame corneale o evento correlato a BCVA (Grado ≥ 2) è stato segnalato nell’86% dei pazienti.
La Tabella 5 riporta un riepilogo degli eventi di visione diminuita nei pazienti con valori normali al basale (acuità visiva secondo snellen 20/25 o migliore in almeno un occhio) e dei risultati dell’esame corneale osservati nei dati aggregati di belantamab mafodotin in associazione ad altre terapie.
Tabella 5: Durata e risoluzione mediane dei primi eventi oculari negli studi clinici (DREAMM-6, DREAMM-7, DREAMM-8; n = 516)
  Riduzione bilaterale nella BCVA Risultati dell’esame corneale (eventi di grado 2+)
20/50 o peggiore 20/200 o peggiore
Pazienti con evento, n (%) 161 (31) 8 (2) 423 (82)
Tempo mediano alla prima insorgenza (giorni) 85 99 43
Miglioramento del primo eventoa, n (%) 155 (96) 8 (100) NA
Risoluzione del primo evento b, n (%) 145 (90)c 6 (75)c 355 (84)d
Tempo mediano alla risoluzione del primo evento, giorni (intervallo) 57 (8-908) 86,5 (22-194) 106 (8-802)
Primo evento in corso b, n (%) 16 (10) 2 (25) 68 (16)
In trattamento e follow-up in corso, n (%) 3 (2) - 4 (< 1)
Trattamento interrotto e follow-up in corso, n (%) 2 (1) - 8 (2)
Trattamento interrotto e follow-up concluso, n (%) 11 (7) 2 (25) 56 (13)
NA = non applicabile.
a Miglioramento definito come non presentare più un’acuità visiva di 20/50, 20/200 o inferiore in almeno un occhio.
b Al momento del cut-off dei dati (DREAMM-6: 28 FEB 2023; DREAMM-7: 02 OTT 2023; DREAMM-8: 29 GEN 2024).
c Risoluzione della BCVA definita come 20/25 o superiore in almeno un occhio.
d Risoluzione dei risultati dell’esame corneale definita come Grado 1 o inferiore dei risultati dell’esame oftalmico.
Reazioni correlate all’infusione Negli studi DREAMM-6, DREAMM-7 e DREAMM-8 (n = 516), l’incidenza delle IRR è stata del 6%.
Quasi tutte le IRR sono state segnalate come di Grado 1 (2%) e di Grado 2 (4%), mentre < 1% ha manifestato IRR di Grado 3.
Un paziente ha interrotto il trattamento a causa di IRR.
L’incidenza delle IRR è stata del 4% durante la prima infusione, < 1% durante la seconda infusione e del 2% durante le infusioni successive.
Le IRR sono state gestite nel 3% dei pazienti con un evento mediante riduzione della dose e nel 41% mediante posticipo della somministrazione, mentre il 50% ha avuto bisogno di premedicazione aggiuntiva.
Trombocitopenia Negli studi DREAMM-6, DREAMM-7 e DREAMM-8 (n = 516), gli eventi trombocitopenici (trombocitopenia e conta delle piastrine diminuita) si sono verificati nel 74% dei pazienti.
Gli eventi trombocitopenici di Grado 2 si sono verificati nel 10% dei pazienti, quelli di Grado 3 nel 26% e quelli di Grado 4 nel 33%.
Un sanguinamento clinicamente significativo (≥ Grado 2) si è verificato nel 5% dei pazienti con concomitanti bassi livelli piastrinici (Gradi 3-4).
Tali eventi di sanguinamento clinicamente significativi hanno incluso: trombocitopenia, conta delle piastrine diminuita, epistassi, emorragia delle vie urinarie, emorragia emorroidaria, emorragia gastrointestinale, emorragia dalla bocca, emorragia cerebrale ed ematuria, e sono risultati di Grado 2 in < 1%, di Grado 3 nel 2%, di Grado 4 nel 3% e di Grado 5 in < 1% dei pazienti.
Il tempo mediano di prima insorgenza di trombocitopenia è stato di 8 giorni (intervallo: 1-659 giorni).
La durata mediana di prima insorgenza di trombocitopenia è stata di 15 giorni (intervallo: 1-361 giorni).
La trombocitopenia è stata gestita nel 35% dei pazienti con un evento mediante riduzione della dose e nel 44% mediante posticipo della somministrazione, mentre il 2% ha richiesto l’interruzione permanente del trattamento.
Infezioni Negli studi DREAMM-6, DREAMM-7 e DREAMM-8 (n = 516), il COVID-19 è stato segnalato nel 23% dei pazienti con il 4% di Grado 3 e < 1% di Grade 4.
Un esito fatale si è verificato in < 1% dei pazienti, il 16% ha avuto un evento che ha portato a posticipo della somministrazione, mentre < 1% ha richiesto l’interruzione permanente.
Negli studi DREAMM-6, DREAMM-7 e DREAMM-8 (n = 516), la polmonite è stata riportata nel 18% dei pazienti con il 9% di Grado 3 e < 1% di Grado 4.
Degli eventi di polmonite verificatisi, il 2% ha avuto un esito fatale, < 1% ha portato a una riduzione della dose, 11% ha comportato un posticipo della somministrazione, mentre il 2% ha richiesto l’interruzione permanente del trattamento.
Negli studi DREAMM-6, DREAMM-7 e DREAMM-8 (n = 516) la polmonite da COVID-19, è stata segnalata nel 5% dei pazienti con il 3% di Grado 3 e < 1% di Grado 4.
Un esito fatale si è verificato nell’1% dei pazienti, il 4% ha avuto un evento che ha portato a posticipo della somministrazione, mentre < 1% ha richiesto l’interruzione permanente.
Anziani Negli studi DREAMM-6, DREAMM-7 e DREAMM-8 (n = 516), 226 pazienti avevano meno di 65 anni di età, 211 pazienti avevano età compresa tra 65 anni e meno di 75 e 79 pazienti avevano età pari o superiore a 75 anni.
Eventi avversi gravi si sono verificati nel 45% dei pazienti con meno di 65 anni rispetto al 60% in quelli di età compresa tra 65 anni e meno di 75 e al 56% in quelli di età pari o superiore a 75 anni.
La reazione avversa grave più comune è stata la polmonite nel 9% dei pazienti con meno di 65 anni, nel 17% nel gruppo di età compresa tra 65 anni e meno di 75 e nel 9% nel gruppo di età pari o superiore a 75 anni.
Eventi oculari (Grado 3 o 4) si sono verificati nel 76% dei pazienti con meno di 65 anni di età, rispetto al 79% in quelli di età compresa tra 65 anni e meno di 75 e al 71% di quelli di età pari o superiore a 75 anni.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sito web dell’Agenzia Italiana del Farmaco, https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Gravidanza e allattamento

Donne in età fertile/Contraccezione in donne e uomini Donne Lo stato di gravidanza nelle donne in età fertile deve essere verificato prima di iniziare la terapia con Blenrep.
Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento con Blenrep e per almeno 4 mesi dopo l’ultima dose.
Uomini Gli uomini con partner di sesso femminile in età fertile devono utilizzare un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento con Blenrep e per almeno 6 mesi dopo l’ultima dose.
Gravidanza Non sono disponibili dati sull’uso di belantamab mafodotin nelle donne in gravidanza.
Sulla base del meccanismo d’azione del componente citotossico monometil auristatina F (MMAF), belantamab mafodotin può causare danni embrio-fetali se somministrato durante la gravidanza (vedere paragrafo 5.3).
È noto che le immunoglobuline umane (IgG) attraversano la barriera placentare, pertanto è possibile che belantamab mafodotin, in quanto IgG, venga trasmesso dalla madre al feto in via di sviluppo.
Blenrep non è raccomandato durante la gravidanza a meno che il beneficio per la madre non superi i potenziali rischi per il feto.
Se una donna in gravidanza necessita del trattamento, quest’ultima deve essere informata chiaramente del potenziale rischio per il feto.
Allattamento Non è noto se belantamab mafodotin sia escreto nel latte materno.
Le immunoglobuline G (IgG) sono presenti in piccole quantità nel latte materno.
Poiché belantamab mafodotin è un anticorpo monoclonale umanizzato di tipo IgG e considerando il suo meccanismo d’azione, esso può potenzialmente causare reazioni avverse gravi nei neonati e nei bambini piccoli allattati da madri in terapia.
Blenrep non deve essere utilizzato durante l’allattamento e l’allattamento deve essere evitato per almeno 3 mesi dopo l’ultima dose di Blenrep.
Fertilità Sulla base dei risultati negli animali e del meccanismo d’azione, belantamab mafodotin può compromettere la fertilità sia nelle donne che negli uomini in età riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Pertanto, i medici possono fornire consulenza alle donne e agli uomini in età fertile in trattamento con Blenrep che desiderano avere figli in futuro, in merito alla preservazione della fertilità.

Conservazione

Conservare in frigorifero (2 °C - 8 °C).
Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.