BENAZEPRIL SAND 28CPR RIV 5MG
5,18 €
Prezzo indicativo
Data ultimo aggiornamento: 11/04/2009
Trattamento dell’ipertensione essenziale. Trattamento adiuvante dell’insufficienza cardiaca congestizia (New York Hearth Association (NYHA) classe II-IV).
Ogni compressa rivestita con film contiene 5 mg di benazepril cloridrato Eccipiente con effetto noto Ogni compressa rivestita con film contiene 53,26 mg di lattosio (come monoidrato). Ogni compressa rivestita con film contiene 10 mg di benazepril cloridrato Eccipiente con effetto noto Ogni compressa rivestita con film contiene 106,15 mg di lattosio (come monoidrato). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1
Controindicazioni
- • ipersensibilità al principio attivo, ad un qualsiasi altro ACE inibitore, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, • anamnesi di angioedema (ereditario, idiopatico o dovuto ad un angioedema precedente conad ACE inibitori o antagonisti del recettore dell’angiotensina II (AIIRAs)), • stenosi dell’arteria renale (bilaterale o unilaterale nel caso di un unico rene funzionante), • trapianto renale, • stenosi aortica e della valvola mitrale emodinamicamente rilevante/cardiomiopatia ipertrofica, • iperaldosteronismo primario, • l’uso concomitante di BENAZEPRIL SANDOZ con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (velocità di filtrazione glomerulare GFR <60 ml/min/1.73 m²) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1), • secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6), uso concomitante con terapia a base di sacubitril/valsartan.
BENAZEPRIL SANDOZ non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere anche paragrafi 4.4 e 4.5). Posologia
- Posologia Ipertensione La dose iniziale raccomandata per i pazienti non trattati con diuretici tiazidici è di 10 mg una volta al giorno.
La dose può essere aumentata a 20 mg al giorno.
Il dosaggio deve essere aggiustato in base alla risposta pressoria, generalmente ad intervalli di 1-2 settimane.
In alcuni pazienti, l'effetto antipertensivo può diminuire verso la fine dell'intervallo di dosaggio.
Il dosaggio totale giornaliero deve inoltre essere diviso in due dosi uguali.
La dose giornaliera massima raccomandata di benazepril in pazienti ipertesi è di 40 mg, somministrata in singola dose o in due dosi.
Se da solo benazepril non produce una caduta sufficiente della pressione sanguigna, può essere somministrato un altro medicinale antipertensivo in concomitanza, come per esempio un diuretico tiazidico o un calcio antagonista (inizialmente a una dose bassa).
Una posologia prudente o la riduzione del dosaggio devono essere considerati quando si inizia un trattamento con benazepril in pazienti in trattamento preesistente con diuretici in particolare in pazienti con grave deplezione di sodio e/o di volume.
Questo può includere una riduzione temporanea della dose o la sospensione del trattamento diuretico (es.
2-3 giorni) prima dell’inizio della terapia con benazepril o la riduzione della dose iniziale di benazepril a 5 mg (invece di 10 mg) al fine di evitare un'eccessiva ipotensione.
Una deplezione di volume e/o di sale deve essere corretta prima di iniziare la terapia con benazepril (vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.5 e 5.1).
Si raccomanda la dose abituale di benazepril nei pazienti con una clearance della creatinina ≥ 30 ml/min.
Pazienti con danno renale (clearance della creatinina <30 ml/min) La dose iniziale è di 5 mg.
La dose può essere aumentata fino a 10 mg al giorno.
Per ogni ulteriore riduzione della pressione arteriosa deve essere aggiunto un diuretico non tiazidico o un altro medicinale antiipertensivo.
Insufficienza cardiaca congestizia (ICC) La dose iniziale raccomandata è di 2,5 mg una volta al giorno.
A causa del rischio di un forte calo della pressione arteriosa in risposta alla prima dose, i pazienti che assumono benazepril per la prima volta devono essere attentamente monitorati (vedere paragrafo 4.4).
La dose può essere aumentata a 5 mg una volta al giorno dopo 2-4 settimane, se non vengono adeguatamente alleviati sintomi di insufficienza cardiaca, a condizione che il paziente non abbia sviluppato ipotensione sintomatica o altri eventi avversi inaccettabili.
A seconda della risposta clinica, la dose può essere ulteriormente aumentata a 10 mg e poi a 20 mg una volta al giorno ad intervalli appropriati.
La monosomministrazione giornaliera è generalmente efficace.
Alcuni pazienti possono rispondere meglio ad un regime posologico di due volte al giorno.
Studi clinici controllati indicano che i pazienti con insufficienza cardiaca più grave (classe NYHA IV) di solito richiedono dosi minori di benazepril rispetto ai pazienti con insufficienza cardiaca lieve o moderata (NYHA classe II e III).
Si raccomanda particolare cautela nella somministrazione e nella sorveglianza quando benazepril viene aggiunto alla terapia diuretica preesistente soprattutto in pazienti con grave deplezione di sodio e/o di volume.
A seconda della situazione clinica possono essere considerati una riduzione della dose o la sospensione temporanea del trattamento diuretico prima dell’inizio della cura con benazepril.
La deplezione di volume e/o di sale deve essere corretta prima di iniziare la terapia con benazepril.
Pazienti con danno renale (clearance della creatinina <30 ml/min) Nei pazienti con ICC con una clearance della creatinina <30 ml/min la dose giornaliera può essere aumentata a 10 mg, ma la somministrazione di una ridotta dose iniziale (2,5 mg una volta al giorno) può risultare essere ottimale (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica Gli effetti antipertensivi di benazepril sono stati valutati in uno studio in doppio cieco in pazienti pediatrici dai 7 a 16 anni di età.
La dose iniziale abituale è di 0,2 mg/kg (fino ad una dose massima di 10 mg/die).
Il dosaggio è stato aggiustato in base alla risposta della pressione arteriosa fino ad una dose massima di 0,6 mg/kg (o una dose massima giornaliera di 40 mg) (vedere paragrafo 5.1).
La farmacocinetica di benazepril è stata valutata in pazienti pediatrici da 6 a 16 anni di età (vedere paragrafo 5.2).
Il trattamento con benazepril non è raccomandato in pazienti pediatrici con meno di 7 anni di età (peso corporeo <25 kg), e nei bambini con tasso di filtrazione glomerulare <30 ml/min in quanto non vi sono dati sufficienti per poter raccomandare un dosaggio in questi gruppi.
I bambini che non possono deglutire le compresse, o per i quali la dose calcolata (mg/kg) non corrisponde ai dosaggi disponibili delle compresse, non devono ricevere benazepril compresse.
La sicurezza e l'efficacia non sono state stabilite nei bambini con ICC.
Non ci sono informazioni circa la somministrazione a lungo termine in pazienti pediatrici (vedere paragrafi 4.8 e 5.1).
Anziani La dose abituale iniziale per il trattamento dell’ipertensione è 5 mg una volta al giorno, che può essere aumentata a 10 mg.
Modo di somministrazione BENAZEPRIL SANDOZ deve essere assunto alla stessa ora ogni giorno, preferibilmente la mattina con un bicchiere di acqua. Avvertenze e precauzioni
- Gravidanza La terapia con ACE inibitori non deve essere iniziata durante la gravidanza.
Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore.
Quando viene diagnosticata una gravidanza,il trattamento con ACE inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6).
Reazioni anafilattoidi e affini Presumibilmente perché gli ACE- inibitori influenzano ilmetabolismo degli eicosanoidi e dei polipeptidi, compresa la bradichinina endogena, i pazienti trattati con ACE inibitori (incluso benazepril) possono manifestare una serie di reazioni avverse, alcune delle quali gravi.
Ipersensibilità/Angioedema L'angioedema può manifestarsi durante le prime settimanedi trattamento.
In rari casi, tuttavia, l'angioedema puòmanifestarsi anche dopo un uso prolungato.
In alcuni casi, i sintomi sono stati osservati fino a 2 anni dopo l'inizio del trattamento.
È stato segnalato angioedema di viso, labbra, lingua, glottide e laringe in pazienti trattati con ACE inibitori, incluso benazepril.
In tali casi benazepril deve essere immediatamente interrotto e bisogna fornire una terapia e un monitoraggio appropriato fino a risoluzione completa e permanente dei segnie dei sintomi.
Laddove il gonfiore sia limitato al viso e alle labbra, la condizione si risolve generalmente senza trattamento o con antistaminici.
L'angioedema con edema laringeo può essere fatale.
Deve essere somministrata immediatamente una terapia appropriata laddove la lingua, la glottide o la laringe siano coinvolte, ad esempio tramite un’iniezione di adrenalinasottocutanea 1:1000 (0,3-0,5 ml) e/o misure per garantire la pervietà delle vie aeree.
I pazienti con una storia di angioedema non correlato alla terapia con ACE-inibitori possono essere ad aumentato rischio di angioedema durante l’assunzione di un ACE-inibitore (vedere paragrafo 4.3).
Sono state segnalate altre reazioni di ipersensibilità.
L'incidenza di angioedema durante la terapia con ACE-inibitori è stata segnalata essere più alta nei pazienti neri di origine africana che in pazienti non neri.
L’uso concomitante degli ACE-inibitori e di sacubitril/valsartan è controindicato in considerazione dell’aumento del rischio di angioedema.
Il trattamento con sacubitril/valsartan non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di BENAZEPRIL SANDOZ.
Il trattamento con BENAZEPRIL SANDOZ non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere paragrafi 4.3 e 4.5).
L’uso concomitante di ACE-inibitori e racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin può determinare un aumento del rischio di angioedema (rigonfiamento delle vie aeree o della lingua, associato o meno a difficoltà respiratorie) (vedere paragrafo 4.5).
Occorre cautela nell’iniziare la terapia con racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin in un paziente che sta già assumendo un ACE-inibitore.
Reazioni anafilattoidi durante desensibilizzazione La probabilità e la gravità delle reazioni anafilattichee anafilattoidi al veleno degli insetti e ad altri allergeni aumentano con durante la terapia ACE inibitori.
Due pazienti sottoposti a trattamento desensibilizzante al veleno di imenotteri mentre ricevevano un trattamento a base di ACE-inibitori hanno manifestato reazioni anafilattoidi pericolose per la vita.
Negli stessi pazienti, queste reazioni sono state evitate quando gli ACE-inibitori sono stati temporaneamente sospesi, ma sono ricomparse in seguito a riesposizione accidentale del paziente.
Deve essere presa in considerazione una temporanea sospensione di benazepril prima di iniziare la terapia di desensibilizzazione.
Poiché l'esperienza terapeutica è insufficiente, Benazepril Sandoz non deve essere utilizzato nei seguenti casi: - Dialisi (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni), - Malattia epatica primaria o insufficienza epatica, - Insufficienza cardiaca scompensata non trattata.
Benazepril Sandoz non deve essere utilizzato nei bambini di età inferiore a 7 anni (vedere paragrafo 4.2).
Nei seguenti casi, Benazepril Sandoz deve essere utilizzato solo dopo una valutazione altamente critica dei rischi e dei benefici e con un monitoraggio regolare dei marcatori clinici e di laboratorio rappresentativi: - Squilibrio elettrolitico clinicamente rilevante (ad es.
iperkaliemia, iponatriemia), - Risposta immunitaria compromessa o malattia del collagene (ades.
lupus eritematoso sistemico, sclerodermia), - Trattamento sistemico concomitante con medicinali che sopprimono la risposta immunitaria (ad es.
corticoidi, citostatici, antimetaboliti), allopurinolo, procainamide o litio.
Reazioni anafilattoidi durante esposizione a membrana Reazioni anafilattoidi sono state segnalate in pazienti dializzati con membrane ad alto flusso durante la terapia con un ACE-inibitore.
Reazioni anafilattoidi sono state segnalate anche in pazienti sottoposti ad aferesi di lipoproteine a bassa densità con destran solfato.
L'uso concomitante di Benazepril Sandozo altri ACE-inibitori e metodi terapeutici extracorporei che comportano il contatto del sangue con superfici caricate negativamente deve essere evitato, poiché possono verificarsi gravi reazioni anafilattoidi, tra cui shock potenzialmente letale (vedere gli esempi seguenti): Durante il trattamento con Benazepril Sandoz non devono essere eseguite dialisi o emofiltrazione con membrane ad alto flusso inpoli(acrilonitrile, sodio-2-metilallil-solfonato) (ad es.
“AN-69”) né aferesi delle LDL (lipoproteine a bassa densità) con solfato di destrano.
Ipotensione sintomatica Come con altri ACE -inibitori, l'ipotensione sintomatica è stata osservata in rari casi, tipicamente in pazienti con deplezione di volume o sali a seguito di una prolungata terapia diuretica, dieta iposodica, dialisi, diarrea o vomito.
La deplezione di volume e/o sale deve essere corretta prima di iniziare la terapia con benazepril.
Se si verifica ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione supina e, se necessario, somministrare soluzione fisiologica di cloruro di sodio IV.
Il trattamento con benazepril può proseguire quando pressione e volumetornano alla normalità.
In pazienti con grave insufficienza cardiaca congestizia, la terapia con ACE-inibitori può causare ipotensione eccessivache può essere associata a oliguria e/o a progressiva azotemia e (raramente) ad insufficienza renale acuta.
In questi pazienti, la terapia deve essere iniziata sotto stretto controllo medico, e devono essere seguiti attentamente per le prime 2 settimane di trattamento e ogni volta che si aumenta la dose di benazepril o di diuretico.
Nei pazienti con aumento dell'attività del sistema renina-angiotensina, esiste il rischio di un improvviso calo pronunciato della pressione arteriosa e di un deterioramento della funzionalità renale dovuto all'inibizione dell'ACE.
Se Benazepril Sandoz viene utilizzato in questi casi per la prima volta, oper la prima volta a un dosaggio più elevato, la pressione arteriosa deve essere attentamente monitorata fino a quando non è più prevedibile un'ulteriore riduzione acuta della pressione arteriosa.
È prevedibile un aumento dell'attività del sistema renina-angiotensina, ad esempio nei seguenti casi: - Pazienti precedentemente trattati con diuretici, - Pazienti con carenza di sale e/o liquidi, - Pazienti con ipertensione grave, - Pazienti con insufficienza cardiaca, - Pazienti con ostruzione del flusso in entrata o in uscita dalventricolo sinistro (ad es.
stenosi della valvola aortica o mitrale, cardiomiopatia ipertrofica), - Pazienti con stenosi dell'arteria renale rilevante dal punto di vista emodinamico.
(Potrebbe essere necessario interrompere qualsiasi trattamento diuretico in corso).
I seguenti pazienti devono essere monitorati con particolare attenzione all'inizio del trattamento: - Pazienti anziani (di età superiore ai 65 anni).
- Pazienti che sarebbero particolarmente a rischio in caso di calo della pressione arteriosa più marcato del previsto (ad es.
pazienti con stenosi delle arterie coronarie o dei vasi che irrorano il cervello).
In questi pazienti, specialmente se affetti da ipertensione o diabete mellito, la pressione arteriosa deve essere misurata in posizione seduta e in piedi prima del trattamento.
Se si verificaun'ipotensione ortostatica sintomatica con un calo della pressione sistolica > 10 mmHg, associata a vertigini e affaticamento, si deve prendere in considerazione la possibilità di puntare a un valore target di pressione arteriosa più elevato.
Agranulocitosi/neutropenia Un altro ACE inibitore, captopril, ha dimostrato di causare agranulocitosi e depressione midollare; tali effetti si verificano più frequentemente nei pazienti con insufficienza renale,soprattutto se hanno anche una malattia collageno-vascolare come il lupus eritematoso o sclerodermia sistemica.
Non sono disponibili dati sufficienti da studi clinici per mostrare se benazepril sia o no causa di una simile incidenza di agranulocitosi.
Le concentrazioni sieriche di elettroliti e creatinina, nonché l'emocromo (in particolare la conta dei globuli bianchi),devono essere controllate con urgenza, soprattutto all'inizio del trattamento, nei pazienti a rischio (pazienti con insufficienza renale, in particolare con trattamento diuretico concomitante, malattie del collagene) e in quelli trattati con altri medicinali che possono causare alterazioni dell'emocromo (ad es.
immunosoppressori, citostatici, allopurinolo, procainamide).
Se nel corso del trattamento con Benazepril Sandoz si manifestano sintomi quali febbre, ingrossamento dei linfonodi e/o faringite, è necessario eseguire immediatamente un esame della conta leucocitaria.
Epatite e insufficienza epatica Ci sono state rare segnalazioni di epatite prevalentemente colestatica e casi isolati di insufficienza epatica acuta, alcuni dei quali fatali, in pazienti trattati con ACE-inibitori.
Il meccanismo non è noto.
I pazienti in trattamento con ACE inibitori che sviluppano ittero o marcato innalzamento degli enzimi epatici devono sospendere l'ACE inibitore ed essere tenuti sotto sorveglianza medica.
Compromissione della funzionalità renale Cambiamenti nella funzionalità renale possono verificarsi in pazienti suscettibili.
In pazienti con grave insufficienza cardiaca congestizia, la cui funzionalità renale può dipendere dall'attività del sistema renina - angiotensina - aldosterone, il trattamento con ACE inibitori può essere associato a oliguria e/o progressiva azotemia e (raramente) insufficienza renale acuta.
In un piccolo studio su pazienti ipertesi con stenosi dell'arteria renale in un rene o stenosi bilaterale dell'arteria renale, il trattamento con benazepril è stato associato ad un aumento di azotemia e creatininemia; questi aumenti erano reversibili con la sospensione del benazepril o della terapia diuretica, o di entrambi.
Se questi pazienti vengono trattati con ACE-inibitori, la funzionalità renaledeve essere monitorata durante le prime settimane di terapia.
In alcuni pazienti ipertesi senza un'apparente malattia vascolarerenale preesistente si sono sviluppati elevati livelli di azotemia e creatininemia (generalmente lievi e transitori), soprattutto quando il benazepril è stato somministrato con un diuretico.
Questo è più probabile che si verifichi in pazienti con compromissione renale preesistente.
Può essere necessaria una riduzione della dose di benazepril e/o la sospensione del diuretico.
La valutazione del paziente iperteso devesempre includere un esame della funzionalità renale (vedere paragrafo 4.2).
Tosse È stata segnalata tosse secca persistente con ACE inibitori, presumibilmente a causa di inibita degradazione della bradichinina endogena.
Questa tosse si risolve sempre dopo l'interruzione della terapia.
La tosse indotta da ACE-inibitori deve essere considerata nella diagnosi differenziale della tosse.
Chirurgia/anestesia Il benazepril può causare ipotensione o persino shock ipotensivo nei pazienti sottoposti a interventi di chirurgia maggiore o in anestesia, potenziando altri effetti ipotensivi.
Prima dell'intervento chirurgico l'anestesista deve essere informato che il paziente è in cura con un ACE-inibitore.
Durante l'anestesia con agenti che inducono ipotensione, gli ACE-inibitoripossono bloccare la formazione di angiotensina II, secondaria al rilascio compensatorio di renina.
L'ipotensione che si manifesta a causa di questo meccanismo deve essere corretta mediante espansione del volume.
Iperpotassiemia Durante il trattamento con ACE-inibitori, sono stati osservati in rare occasioni elevati livelli sierici di potassio.
Negli studi clinici per l’ipertensione non è stata segnalatanessuna interruzione di benazepril per iperpotassiemia.
Gli ACE-inibitori possono provocare iperkaliemia poiché inibiscono il rilascio di aldosterone.
Tale effetto non è solitamente significativo nei pazienti con una funzione renale nella norma.
Tuttavia, nei pazienti con una funzione renale compromessa e/o nei pazienti che assumono integratori di potassio (inclusi sostituti del sale), diuretici risparmiatori del potassio, trimetoprim o cotrimoxazolo, noto anche come trimetoprim/sulfametoxazolo, e soprattutto antagonisti dell’aldosterone o bloccanti del recettore dell’angiotensina, si può verificare iperkaliemia (vedere paragrafo 4.5).
In uno studio su pazienti con malattia renale cronica progressiva, alcuni pazienti hanno interrotto il trattamento a causa di iperpotassiemia.
Nei pazienti con progressiva malattia renale cronica si deve monitorare il potassio sierico.
I diuretici risparmiatori del potassio e i bloccanti del recettore dell’angiotensina devono essere usati con cautela nei pazienti in terapia con ACE-inibitori e si devono contestualmente monitorare il potassio sierico e la funzione renale (vedere paragrafo 4.5).
Stenosi aortica o mitralica Come per tutti gli altri vasodilatatori, si consiglia particolare cautela nei pazienti affetti da stenosi aortica o mitralica (vedere paragrafo 4.3).
Pazienti diabetici Nei pazienti diabetici trattati con agenti antidiabetici orali o insulina, devono essere attentamente monitorati i livelli di glicemia durante il primo mese di trattamento con ACE-inibitori (vedere paragrafo 4.5).
Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) Esiste l’evidenza che l'uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta).
Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinatodi ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.3, 4.5 e 5.1).
Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna.
Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica (vedere paragrafo 4.3).
Lattosio Questo medicinale contiene lattosio.
I pazienti affetti da rariproblemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale. Interazioni
- Diuretici I pazienti in trattamento con diuretici o i pazienti con deplezione di liquidi possono manifestare occasionalmente un'eccessiva riduzione della pressione sanguigna all’inizio del trattamento con un ACE-inibitore.
La possibilità di effetti ipotensivi in tali pazienti può essere minimizzata interrompendo la terapia diuretica 2-3 giorni prima di iniziare il trattamento con benazepril (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).
Diuretici risparmiatori del potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio Sebbene il potassio sierico si mantenga generalmente nei limiti della norma, in alcuni pazienti trattati con benazepril si può sviluppare iperkaliemia.
I diuretici risparmiatori del potassio (come spironolattone, triamterene o amiloride), gli integratori di potassio o i sostituti del sale contenenti potassio possono determinare aumenti significativi del potassio sierico.
Occorre esercitare la debita cautela anche nel somministrare benazepril in concomitanza con altri agenti che aumentano il potassio sierico, come trimetoprim e cotrimoxazolo (trimetoprim/sulfametoxazolo), in quanto è noto che trimetoprim agisce da diuretico risparmiatore del potassio come l’amiloride.
L’associazione di benazepril con i medicinali sopra citati non è pertanto raccomandata.
Se è indicato l’uso concomitante, occorre esercitare la debita cautela e monitorare frequentemente il potassio sierico.
Vasopressori simpaticomimetici (ad es.
principi attivi presenti in alcuni colliri nasali, epinefrina) Riduzione dell‘ effetto antiipertensivo (si raccomanda un monitoraggio frequente della pressione arteriosa).
Allopurinolo, procainamide, terapia citostatica, medicinali immunosoppressori, corticosteroidi sistemici e altri medicinali che influenzano l’assetto ematico.
Possibile aumento delle reazioni ematologiche, specialmente leucocitosi e leucopenia.
Medicinali anti-infiammatori non steroidei (FANS) incluso acido acetilsalicilico utilizzato come prodotto mediciale antiinfiammatorio Quando gli ACE-inibitori vengono somministrati contemporaneamente con farmaci anti-infiammatori non steroidei, può verificarsi un'attenuazione dell'effetto antipertensivo.
L'utilizzo concomitante di ACE-inibitori e FANS può condurre a un aumento del rischio di peggioramento della funzione renale, compresa una possibile insufficienza renale acuta, e un aumento del potassio sierico, in particolare in pazienti con una precaria funzione renale preesistente.
L'associazione deve essere somministrata con cautela, in particolare negli anziani.
I pazienti devono essere adeguatamente idratati e si deve prestare attenzione al monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia concomitante e periodicamente nel prosieguo.
Ciclosporina Durante l’uso concomitante di ACE-inibitori e ciclosporina si può manifestare iperkaliemia.
Si raccomanda il monitoraggio del potassio sierico.
Eparina Durante l’uso concomitante di ACE-inibitori ed eparina si può manifestare iperkaliemia.
Si raccomanda il monitoraggio del potassio sierico.
Litio L'aumento dei livelli sierici di litio e sintomi di tossicità da litio (effetti cardio- e neurotossici) sono stati segnalati in pazienti trattati con ACE-inibitori (incluso benazepril) durante la terapia con il litio.
Questi medicinali devono essere somministrati contemporaneamente con cautela e si raccomanda il monitoraggio frequente dei livelli sierici di litio.
Se viene usato anche un diuretico, il rischio di tossicità da litio può essere aumentato.
Medicinali che aumentano il rischio di angioedema L’uso concomitante di ACE-inibitori e sacubitril/valsartan è controindicato poiché aumenta il rischio di angioedema (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
L’uso concomitante di ACE-inibitori e racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin può determinare un aumento del rischio di angioedema (vedere paragrafo 4.4).
Terapia concomitante con ACE-inibitori e antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren. I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta) rispetto all'uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1).
Altri agenti con proprietà antiipertensive (in particolare i diuretici) Benazepril può aumentare l'effetto ipotensivo di altri agenti antipertensivi (ad es.
nitrati, antidepressivi triciclici).
I dosaggi devono essere adeguati di conseguenza.
Si raccomanda un monitoraggio regolare della concentrazione sierica di sodio durante il trattamento concomitante con diuretici.
Antidiabetici La somministrazione concomitante di ACE-inibitori e medicinali antidiabetici (insulina, agenti ipoglicemizzanti orali) può causare un aumento dell’effetto della diminuzione del glucosio nel sangue con rischio di ipoglicemia a causa di una possibile riduzione della resistenza all'insulina.
Questo fenomeno può essere più probabile durante le prime settimane di trattamento combinato ed in pazienti con compromissione della funzionalità renale.
Tali pazienti pertanto devono essere informati circa la possibilità di reazioni ipoglicemiche e devono essere di conseguenza monitorati.
Eritropoietina La risposta del paziente all’eritropoietina potrebbe diminuire se usata in concomitanza con ACE inibitori (incluso benazepril).
Oro Reazioni nitritoidi (i sintomi includono vampate, nausea, vomito e ipotensione) sono state segnalate raramente in pazienti in terapia con oro iniettabile (aurotiomalato di sodio) e concomitante terapia con ACE inibitori.
Probenecid Il pretrattamento con probenecid può aumentare la risposta farmacodinamica degli ACE-inibitori.
Può essere necessario un aggiustamento della dose.
La farmacocinetica di benazepril cloridrato non è influenzata dai seguenti medicinali: idroclorotiazide, furosemide, clortalidone, digossina, propranololo, atenololo, nifedipina, amlodipina, naprossene, acido acetilsalicilico, o cimetidina.
Allo stesso modo la somministrazione di benazepril cloridrato non influenza sostanzialmente la farmacocinetica di questi medicinali (le cinetiche di cimetidina non sono state studiate).
Sale da cucina Riduzione dell’effetto ipotensivo e riduzione di efficacia sui sintomi dell'insufficienza cardiaca. Alcol Aumento dell’effetto ipotensivo e degli effetti dell'alcol. Ipnotici, narcotici, anestetici Incremento dell’effetto di riduzione della pressione sanguigna.
L’anestesista deve essere informato che il paziente è in trattamento con Benazepril Sandoz (vedere paragrafo 4.4). Effetti indesiderati
- Benazepril è ben tollerato.
Le reazioni avverse associate con benazepril e altri ACE-inibitori sono elencate di seguito.
Il profilo degli eventi avversi per i pazienti pediatrici sembra essere simile a quello osservato nei pazienti adulti.
Non ci sono informazioni circa la somministrazione a lungo termine nei pazienti pediatrici e degli effetti sulla crescita, la pubertà e sviluppo generale.
Le reazioni avverse (Tabella 1) sono state classificate in base alla frequenza, le più frequenti per prime, utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, <1/10), non comune (≥ 1/1000, <1/100), raro (≥ 1/10.000, <1/1000), molto raro (<1/10.000), compresi casi isolati.
All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.
Tabella 1 Reazioni avverse a benazepril da fonti multiple
Reazioni avverse con benazepril dall’esperienza post-marketing Le seguenti reazioni avverse (Tabella 2) sono state segnalate durante l’uso post-marketing.Patologie del sistema emolinfopoietico Comune Riduzione dell’emoglobina, dell’ematocrito, dei leucociti e conta piastrinica Non comune Anemia, anemia aplastica, leucopenia, trombocitopenia, neutropenia, eosinofilia, molto raramente agranulocitosi o pancitopenia.
Ciò vale in particolare per i pazienti con insufficienza renale, disturbi del collagene o in terapia concomitante con allopurinolo, procainamide o determinati medicinali che sopprimono la risposta immunitaria.Molto raro Emolisi, anemia emolitica, (vedere paragrafo 4.4), anche in relazione al deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, sono state segnalate senza che sia stata stabilita una relazione causale con l'ACE inibitore. Disturbi del sistema immunitario Raro Angioedema che coinvolge labbra, viso e/o le estremità (vedere paragrafo 4.4) Molto raro Reazioni anafilattoidi, angioedema che coinvolge la laringe, la gola e/o la lingua (vedere paragrafo 4.4).
È stata segnalata una maggiore incidenza di angioedema con il trattamento con ACE-inibitori nei pazienti neri rispetto ai pazienti non neri.Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non comune Perdita di appetito Patologie endocrine Frequenza non nota Sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH) Disturbi psichiatrici Comune Apatia Non comune Depressione, disturbi del sonno, nervosismo, stato confusionale, alterazioni dell'umore, ansia Raro Insonnia e parestesia Patologie del sistema nervoso Comune Cefalea, sonnolenza Non comune Vertigini, parestesia, disturbi dell'equilibrio, disturbi del gusto o perdita temporanea del gusto Disturbi degli occhi Non comune Visione offuscata Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune Tinnito Patologie cardiache Comune Soprattutto all'inizio del trattamento con benazepril e nei pazienti con carenza di sale e/o liquidi (ad es.
vomito, diarrea, pretrattamento con diuretici), insufficienza cardiaca, ipertensione grave ma anche quando si aumenta la dose di benazepril e/o diuretici, può verificarsi un'eccessiva riduzione della pressione sanguigna (ipotensione, ortostasi), con sintomi quali vertigini, debolezza, disturbi visivi, palpitazioni, sintomi ortostatici, raramente anche con sincope, vampate di calore.Molto raro In relazione a un aumento della riduzione della pressione sanguigna: infarto del miocardio, tachicardia, palpitazioni, accidente cerebrovascolare, aritmie cardiache, angina pectoris, attacco ischemico transitorio Nei pazienti con insufficienza cardiaca, il trattamento con ACE-inibitori può provocare ipotensione grave, che può essere associata a oliguria o azotemia, portando raramente a insufficienza renale acuta e morte. Patologie vascolari Comune Vampate Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune Tosse secca, sintomi da infezione del tratto respiratorio superiore, bronchiti Non comune Dispnea, sinusite, rinite Molto raro Broncospasmo, glossite, xerostomia Patologie gastrointestinali Comune Nausea, fastidio addominale e patologie gastrointestinali Non comune Vomito, diarrea e costipazione.
L'angioedema intestinale è stato identificato come causa del dolore addominale durante il trattamento con ACE-inibitori, pancreatite e anoressiaRaro Diarrea, stipsi, nausea, vomito, dolore addominale Molto raro Ileo, glossite, bocca secca Patologie epatobiliari Non comune Colecistite (soprattutto in presenza di colelitiasi preesistente) Durante il trattamento con ACE-inibitori è stata osservata una sindrome che inizia con ittero colestatico e progredisce fino alla necrosi epatica (talvolta con esito fatale).
Il nesso causale non è chiaro.Raro Epatiti (principalmente colestatica), ittero colestatico (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego, epatiti e insufficienza epatica) Molto raro Funzionalità epatica compromessa, epatite Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Eruzione cutanea, prurito, reazioni di fotosensibilità Non comune Reazioni allergiche cutanee, quali esantema, prurito Raro Pemfigo, orticaria, sindrome di Stevens-Johnson Molto raro Reazioni cutanee gravi, come l'eritema multiforme, I cambiamenti cutanei possono essere accompagnati da febbre, mialgia, artralgia/artrite, vasculite, eosinofilia, leucocitosi, titoli elevati di anticorpi antinucleari (ANA) e velocità di eritrosedimentazione (VES) elevata, fotosensibilità, iperidrosi, alopecia, alterazioni cutanee psoriasiformi, onicolisi ed esacerbazione dei sintomi del fenomeno di Raynaud. Non noto Esacerbazione della psoriasi Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune Crampi muscolari, debolezza muscolare, mialgia e paresi Raro Artralgia, artriti, mialgia Patologie renali e urinarie Comune Pollachiuria, può verificarsi o aggravarsi un'insufficienza renale, che in casi molto rari può portare a insufficienza renale acuta Non comune Proteinuria, talvolta con concomitante deterioramento della funzionalità renale Raro Aumento dell’azoto ureico nel sangue, aumento della creatinina nel sangue, uremia Molto raro Compromissione renale (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego) Patologie del sistema riproduttivo e allattamento Non comune Impotenza, disfunzione erettile Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Affaticamento, astenia
Poiché queste reazioni sono state segnalate spontaneamente da una popolazione di dimensioni incerte, non è sempre possibile stimare in modo affidabile le loro frequenze.
Tabella 2 Reazioni avverse con benazepril da esperienza di post marketing (frequenza non nota)
Indagini diagnostiche Non comune: Le concentrazioni sieriche di urea, creatinina e potassio (iperkaliemia) possono aumentare e le concentrazioni sieriche di sodio possono diminuire, in particolare nei pazienti con insufficienza renale.Patologie del sangue e del sistema linfatico Agranulocitosi, neutropenia (vedere paragrafo 4.4) Patologie del sistema immunitario Angioedema dell'intestino tenue, reazione anafilattoide (vedere paragrafo 4.4) Patologie del metabolismo e della nutrizione Iperkalemia (vedere paragrafo 4.4) Patologie dell’occhio Compromissione della vista
Molto raro: Può verificarsi un aumento delle concentrazioni di bilirubina e degli enzimi epatici.
È stato osservato un aumento del potassio sierico nei pazienti con diabete mellito.
Può verificarsi un aumento dell'escrezione di proteine nelle urine.
Note I dati di laboratorio sopra menzionati devono essere controllati prima e regolarmente durante il trattamento con Benazepril Sandoz.
Se si sospetta una reazione cutanea grave bisogna consultare immediatamente il medico curante e, se necessario, interrompere il trattamento con Benazepril Sandoz.
In caso di ittero o di aumento significativo degli enzimi epatici, il trattamento con l'ACE-inibitore deve essere interrotto e i pazienti devono essere monitorati da un medico.
Esami di laboratorio Come con altri ACE inibitori, in < 0,1% dei pazienti in trattamento per l’ipertensione essenziale con benazepril da solo è stato osservato un piccolo aumento dell’azoto ureico nel sangue (BUN) e della creatinina sierica, che sono risultati reversibili con l’interruzione della terapia.
Gli aumenti sono molto più probabili in pazienti in trattamento anche con diuretico o in pazienti con stenosi dell’arteria renale (vedere paragrafo 4.4).
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Gravidanza e allattamento
- Gravidanza L'uso di ACE-inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4).
L'uso di ACE-inibitori è controindicato durante il 2° e 3° trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio.
Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore.
Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa.
È noto che nella donna l’esposizione ad ACE inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperpotassiemia) (vedere paragrafo 5.3).
Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio.
I neonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l’ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
Allattamento Limitati dati di farmacocinetica dimostrano concentrazioni molto basse nel latte materno (vedere paragrafo 5.2).
Sebbene queste concentrazioni sembrino essere clinicamente irrilevanti, l’uso di BENAZEPRIL SANDOZ in allattamento non è raccomandato per i neonati pretermine e nelle prime settimane dopo il parto, a causa del rischio ipotetico di effetti cardiovascolari e renali e perché non c’è abbastanza esperienza clinica.
Nei neonati più grandi, se ritenuto necessario per la madre, BENAZEPRIL SANDOZ può essere assunto durante l'allattamento, ma in questo caso il neonato deve essere seguito per la possibile comparsa di eventi avversi. Conservazione
- Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.
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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

