AMISULPRIDE MY 12CPR 50MG
12,40 €
Prezzo indicativo
Data ultimo aggiornamento: 14/02/2025
Amisulpride Mylan è indicata per il trattamento di disturbi schizofrenici acuti e cronici con: • sintomi positivi (come manie, allucinazioni, disturbi del pensiero, ostilità e diffidenza), e/o • sintomi negativi (sindrome da deficit) come appiattimento della sfera affettiva, isolamento emotivo e sociale. Questi includono i pazienti con sintomi negativi predominanti.
Ogni compressa contiene 50 mg di amisulpride. Ogni compressa contiene 200 mg di amisulpride. Ogni compressa contiene 400 mg di amisulpride. Eccipienti con effetto noto: Compressa da 50 mg: ogni compressa contiene 16,28 mg di lattosio monoidrato. Compressa da 200 mg: ogni compressa contiene 65,12 mg di lattosio monoidrato. Compressa da 400 mg: ogni compressa contiene 130,25 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Controindicazioni
- • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; • Tumori prolattino-dipendenti concomitanti, ad es.
prolattinomi dell’ipofisi e cancro della mammella; • Sono state segnalate gravi crisi ipertensive in pazienti con feocromocitoma trattati con medicinali antidopaminergici, tra cui alcuni benzamidi; pertanto, è opportuno astenersi dal prescrivere questo prodotto a pazienti con feocromocitoma noto o sospetto; • Bambini e adolescenti fino ai 15 anni d’età (vedere paragrafo 4.2); • In associazione con levodopa (vedere paragrafo 4.5).
• In associazione con i seguenti medicinali che possono indurre “torsioni di punta” (vedere paragrafo 4.5): - dopaminergici non utilizzati per il morbo di Parkinson (cabergolina e quinagolide), - citalopram, escitalopram, domperidone, idrossizina, piperachina (vedere paragrafo 4.5), - antiaritmici di classe Ia, come chinidina, disopiramide, - antiaritmici di classe III, come amiodarone e sotalolo, - altri medicinali come bepridil, cisapride, sultopride, tioridazina, metadone, eritromicina (somministrazione endovenosa), vincamina (somministrazione endovenosa), alofantrina, pentamidina, sparfloxacina, anti-micotici azolici. Posologia
- Posologia Sintomi positivi: Per gli episodi psicotici acuti, la dose giornaliera raccomandata varia da 400 a 800 mg/die.
In casi individuali la dose giornaliera può essere aumentata fino a 1 200 mg.
Dosi superiori a 1 200 mg al giorno non sono state estensivamente valutate per quanto riguarda la sicurezza e pertanto non devono essere usate.
Non è richiesta una titolazione specifica quando si inizia il trattamento.
Le dosi devono essere adattate a seconda della risposta individuale.
Nei pazienti con sintomi misti positivi e negativi, le dosi devono essere aggiustate per ottenere un controllo ottimale dei sintomi positivi.
Il trattamento di mantenimento deve essere stabilito individualmente in base alla dose minima efficace.
Sintomi prevalentemente negativi (sindrome da deficit) Si raccomanda una dose giornaliera tra 50 mg e 300 mg.
Le dosi devono essere aggiustate individualmente.
Amisulpride Mylan può essere somministrato per via orale una volta al giorno ad una dose fino a 300 mg.
Dosi più alte devono essere suddivise in 2 somministrazioni.
Deve essere usata la dose minima efficace.
Popolazioni speciali Pazienti anziani oltre 65 anni Il trattamento dei pazienti anziani non è raccomandato.
La sicurezza di amisulpride è stata valutata in un numero limitato di pazienti anziani.
Se il trattamento con amisulpride è assolutamente necessario, si richiede una particolare cautela a causa del possibile rischio di ipotensione o sedazione.
Può essere anche richiesta una riduzione del dosaggio a causa di insufficienza renale.
Popolazione pediatrica L’efficacia e la sicurezza di amisulpride in bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni d’età non sono ancora state stabilite.
Sono disponibili solo dati limitati sull’uso di amisulpride in adolescenti con schizofrenia.
Pertanto, amisulpride non deve essere usata in adolescenti da 15 a 18 anni fino a quando non saranno disponibili ulteriori dati.
Se assolutamente richiesto il trattamento di adolescenti deve essere iniziato da un medico con esperienza nel trattamento della schizofrenia in questo gruppo di età.
L’uso di amisulpride è controindicato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 15 anni (vedere paragrafo 4.3).
Insufficienza renale L’amisulpride è eliminata per via renale.
In caso di insufficienza renale, la dose deve essere ridotta della metà in pazienti con clearance della creatinina (CRCL) compresa tra 30 e 60 mL/min e ad un terzo nei pazienti con CRCL compresa tra 10 e 30 mL/min.
Poiché non vi è esperienza nei soggetti con grave compromissione renale (CRCL < 10 mL/min), amisulpride non è indicata in questi pazienti (vedere paragrafo 4.4).
Insufficienza epatica Poiché l’amisulpride è scarsamente metabolizzata, non dovrebbe essere necessaria una riduzione della dose.
Durata del trattamento Sono disponibili dati da studi clinici controllati che coprono un periodo di un anno.
La durata del trattamento deve essere determinata dal medico.
Per evitare sintomi da astinenza il trattamento deve essere sospeso gradualmente (vedere paragrafo 4.4).
Per dosi non praticabili con questo dosaggio, sono disponibili altri dosaggi di questo medicinale.
Modo di somministrazione Per uso orale.
Le compresse devono esser assunte intere o divise in due, con una sufficiente quantità di liquido.
Amisulpride Mylan può essere somministrato indipendentemente dai pasti. Avvertenze e precauzioni
- Epatotossicità: È stata riportata grave tossicità epatica con l'uso di amisulpride.
I pazienti devono essere istruiti a segnalare immediatamente a un medico segni quali astenia, anoressia, nausea, vomito, dolore addominale o ittero.
Indagini diagnostiche, che includono l'esame clinico e la valutazione biologica della funzionalità epatica, devono essere intraprese immediatamente (vedere paragrafo 4.8).
Sindrome neurolettica maligna potenzialmente fatale: Come con altri neurolettici, può manifestarsi la Sindrome Neurolettica Maligna (NMS).
Questa condizione è caratterizzata da ipertermia, rigidità muscolare e disfunzione del sistema nervoso autonomo, stato confusionale, rabdomiolisi ed aumento dei livelli ematici della creatinina fosfochinasi (CPK), ed è potenzialmente fatale.
Se il paziente sviluppa segni e sintomi indicativi di NMS, o se è presente una ipertermia inspiegabile, in particolare con elevate dosi giornaliere, la somministrazione di tutti i medicinali antipsicotici inclusa l’amisulpride deve essere sospesa.
La rabdomiolisi è stata osservata anche in pazienti senza sindrome neurolettica maligna.
Prolungamento dell’intervallo QT: Amisulpride produce un prolungamento dell’intervallo QT dose-dipendente (vedere paragrafo 4.8).
È noto che questo effetto potenzia il rischio di gravi aritmie ventricolari come le “torsioni di punta”.
Prima di una qualsiasi somministrazione e, se possibile, in base allo stato clinico del paziente, si raccomanda di escludere i seguenti fattori che possono favorire l’insorgenza di questi disturbi del ritmo: • bradicardia minore di 55 bpm; • malattia cardiaca o storia familiare di morte improvvisa o di prolungamento dell’intervallo QT; • squilibrio elettrolitico, in particolare ipopotassiemia; • prolungamento congenito dell’intervallo QT; • trattamento concomitante con medicinali che possono produrre una pronunciata bradicardia (< 55 bpm), ipopotassiemia, diminuzione della conduzione intracardiaca o prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafo 4.5).
Si raccomanda un ECG basale prima del trattamento in tutti i pazienti, specialmente negli anziani e nei pazienti con anamnesi personale o familiare positiva di malattie cardiache o risultati anormali all’esame clinico cardiaco.
Durante la terapia la necessità di un monitoraggio dell’ECG (ad es.
all’aumento della dose) deve essere valutata individualmente.
La dose di amisulpride deve essere ridotta se il QT è prolungato e sospesa se il QTc è > 500 ms.
Si raccomanda un monitoraggio periodico degli elettroliti in particolare se il paziente prende diuretici o durante malattie intercorrenti.
L’uso concomitante con antipsicotici deve essere evitato (vedere paragrafo 4.5).
Ictus: In studi clinici randomizzati vs placebo, condotti in una popolazione di pazienti anziani con demenza e trattati con alcuni medicinali antipsicotici atipici, è stato osservato un aumento di 3 volte del rischio di eventi cerebrovascolari.
Il meccanismo dell’aumento di tale rischio è sconosciuto.
Non può essere escluso un aumento del rischio con altri medicinali antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti.
Amisulpride deve essere usata con cautela in pazienti con fattori di rischio per l’ictus.
Pazienti anziani con demenza: Pazienti anziani con psicosi correlate alla demenza trattati con farmaci antipsicotici presentano un aumento del rischio di morte.
Le analisi di diciassette studi clinici controllati verso placebo (durata modale 10 settimane), su pazienti che, in gran parte, assumevano farmaci antipsicotici atipici, hanno rivelato un rischio di morte, nei pazienti trattati con il farmaco, da 1,6 a 1,7 volte rispetto a quello rilevato nei pazienti trattati con placebo.
Nel corso di uno studio controllato di 10 settimane, la percentuale dei decessi nei pazienti trattati con il farmaco è stata di circa il 4,5%, rispetto al 2,6% di quella del gruppo trattato con placebo.
Sebbene le cause di morte durante gli studi clinici con antipsicotici atipici siano state varie, la maggior parte è sembrata essere o di natura cardiovascolare (ad es.
insufficienza cardiaca, morte improvvisa) o infettiva (ad es.
polmonite).
Studi osservazionali suggeriscono che, come con i farmaci antipsicotici atipici, anche il trattamento con farmaci antipsicotici convenzionali possa incrementare la mortalità.
La misura in cui il rilievo di una maggiore mortalità negli studi osservazionali può essere attribuita ai farmaci antipsicotici piuttosto che ad alcune caratteristiche peculiari dei pazienti non è chiara.
Tromboembolia venosa: Casi di tromboembolia venosa (VTE) sono stati riportati con l’uso di farmaci antipsicotici.
Poiché i pazienti trattati con medicinali antipsicotici presentano spesso fattori di rischio acquisiti per VTE, tutti i possibili fattori di rischio per VTE devono essere identificati prima e durante il trattamento con Amisulpride Mylan e devono essere intraprese misure preventive.
Cancro al seno: L’amisulpride può incrementare i livelli di prolattina.
Pertanto, si consiglia cautela e i pazienti con storia personale o familiare di cancro al seno devono essere monitorati strettamente durante la terapia con amisulpride.
Iperglicemia/sindrome metabolica: In pazienti trattati con alcuni antipsicotici atipici, fra cui amisulpride, è stata osservata iperglicemia.
Pertanto, i pazienti con diagnosi certa di diabete mellito o con fattori di rischio per diabete devono essere sottoposti a un appropriato monitoraggio glicemico se in terapia con amisulpride.
Convulsioni: Amisulpride può abbassare la soglia epilettogena.
Pertanto, i pazienti con anamnesi positiva per episodi epilettici dovranno essere controllati attentamente durante la terapia con amisulpride.
Popolazioni speciali: Amisulpride è eliminata per via renale.
In caso di insufficienza renale la dose deve essere ridotta o può essere prescritto un trattamento intermittente (vedere paragrafo 4.2).
Negli anziani, la terapia con amisulpride, come con altri neurolettici, deve essere utilizzata con particolare cautela, a causa del possibile rischio di ipotensione o sedazione.
Una riduzione del dosaggio può essere necessaria anche in caso di insufficienza renale.
Come nel caso di altri dopamino-antagonisti, è richiesta particolare cautela nella prescrizione di amisulpride in pazienti con malattia di Parkinson, in quanto il medicinale può causare un peggioramento della malattia.
Amisulpride deve essere utilizzata soltanto quando il trattamento neurolettico non può essere evitato.
Sintomi da astinenza: Sintomi da astinenza, inclusi nausea, vomito ed insonnia, sono stati descritti in seguito ad interruzione improvvisa di alte dosi terapeutiche di medicinali antipsicotici.
Può verificarsi anche la ricomparsa dei sintomi psicotici, e con amisulpride è stata segnalata la comparsa di disturbi con movimenti involontari (come acatisia, distonia e discinesia).
Pertanto, si consiglia una sospensione graduale.
Iperprolattinemia: L'amisulpride può aumentare i livelli di prolattina (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti con anamnesi di iperprolattinemia e/o un tumore potenzialmente prolattino-dipendente devono essere monitorati attentamente durante il trattamento con amisulpride (vedere paragrafo 4.3).
Tumore pituitario benigno: L’amisulpride può aumentare i livelli di prolattina.
Durante la terapia con amisulpride sono stati osservati casi di tumore pituitario benigno come il prolattinoma (vedere paragrafo 4.8).
In caso di livelli molto elevati di prolattina o segni clinici di tumore pituitario (come difetti del campo visivo e cefalea), devono essere effettuati esami di diagnostica per immagini dell’ipofisi.
Se la diagnosi di tumore pituitario è confermata, il trattamento con amisulpride deve essere interrotto (vedere paragrafo 4.3).
Altro: Con gli antipsicotici, compresa amisulpride, sono state segnalate leucopenia, neutropenia e agranulocitosi.
Infezioni inspiegabili o febbre possono indicare discrasia ematica (vedere paragrafo 4.8), che richiedono un’immediata indagine ematologica.
Amisulpride Mylan contiene lattosio Pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficienza totale di lattasi o malassorbimento del glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Interazioni
- Medicinali sedativi Si deve tenere presente che gli effetti depressivi di molti medicinali o sostanze sul sistema nervoso centrale possono essere cumulativi e contribuire a una riduzione dell'attenzione.
Tra questi figurano oppioidi (antitussivi e terapie sostitutive), neurolettici, ansiolitici non benzodiazepinici (ad esempio, meprobamato), ipnotici, antidepressivi sedativi (amitriptilina, doxepina, mianserina, mirtazapina, trimipramina), baclofene e talidomide.
L'uso di un medicinale torsadogenico con un altro medicinale torsadogenico è controindicato in linea generale.
Tuttavia, alcuni di essi, a causa della loro natura inevitabile, rappresentano un'eccezione alla regola, in quanto sono sconsigliati solo in associazione ad altri torsadogenici.
Tra questi rientrano metadone, idrossiclorochina, antiparassitari (clorochina, alofantrina, lumefantrina e pentamidina) e neurolettici.
Tuttavia, citalopram, escitalopram, domperidone, idrossizina e piperachina non rientrano in questa eccezione e sono controindicati in associazione a tutti i torsadogenici.
Tabella 1: Associazioni controindicate (vedere anche paragrafo 4.3)
Tabella 2: Associazioni non raccomandateMedicinali Effetto dell’interazione Dopaminergici non utilizzati per il morbo di Parkinson (cabergolina, quinagolide) Antagonismo reciproco tra agonisti dopaminergici e neurolettici. Citalopram, escitalopram, domperidone, idrossizina, piperachina Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. Antiaritmici di classe Ia come chinidina, idrochinidina e disopiramide; Antiaritmici di classe III come amiodarone, dronedarone, dofetilide, ibutilide e sotalolo; Altri medicinali come bepridil, cisapride, sultopride, tioridazina, metadone, eritromicina (per via endovenosa), vincamina (per via endovenosa), alofantrina, pentamidina, sparfloxacina, antimicotici azolici. Medicinali che possono indurre torsioni di punta. Levodopa Antagonismo reciproco degli effetti tra levodopa e neurolettici.
L'amisulpride può contrastare l'effetto degli agonisti della dopamina, ad esempio bromocriptina e ropinirolo.
Tabella 3: Associazioni che richiedono precauzioni d’usoMedicinali Effetto dell’interazione Antiparassitari: clorochina, alofantrina, lumefantrina, pentamidina - Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. - Se possibile, interrompere uno dei due trattamenti. - Se la combinazione non può essere evitata, controllo preventivo dell'intervallo QT e monitoraggio ECG supervisionato. Agenti antiparkinsoniani dopaminergici: amantadina, apomorfina, bromocriptina, entacapone, lisuride, pergolide, piribedil, pramipexolo, rasagilina, ropinirolo, rotigotina, selegilina e tolcapone - Antagonismo reciproco tra agente dopaminergico e neurolettici. - L'agente dopaminergico può causare o aggravare disturbi psicotici.
Se è necessario un trattamento neurolettico per un paziente affetto da Parkinson trattato con dopaminergici, questi ultimi devono essere gradualmente ridotti fino alla loro interruzione (la loro interruzione improvvisa espone il paziente al rischio di "sindrome neurolettica maligna").Composti dell'arsenico: difemanil, dolasetron endovenoso, eritromicina endovenosa, levofloxacina, mequitazina, mizolastina, prucalopride, vincamina endovenosa, moxifloxacina, spiramicina endovenosa, toremifene, vandetanib - Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. Neurolettici: clorpromazina, ciamemazina, droperidolo, flupentixolo, flufenazina, levomepromazina, pipamperone, pipotiazina, sulpiride, sultopride, tiapride, zuclopentixolo - Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. Sodio oxibato - Aumento della depressione del sistema nervoso centrale.
L’attenzione compromessa può rendere pericolosa la guida di veicoli e l'uso di macchinari.Idrossiclorochina - Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. Medicinali che inducono bradicardia come beta-bloccanti, calcio-antagonisti che inducono bradicardia come diltiazem e verapamil, clonidina, guanfacina e digitale; Medicinali che inducono ipokaliemia o squilibrio elettrolitico: diuretici ipokaliemici, lassativi stimolanti, amfotericina B (somministrazione endovenosa), glucocorticoidi e tetracosactide; Antipsicotici come pimozide e aloperidolo; Antidepressivi a base di imipramina; Litio; Alcuni antistaminici come astemizolo e terfenadina; Meflochina. - Medicinali che aumentano il rischio di torsione di punta o che potrebbero prolungare l'intervallo QT. - L'ipokaliemia deve essere corretta. Alcol - L'amisulpride può potenziare gli effetti dell'alcol.
Pertanto, l’alcol non deve essere consumato durante il trattamento.- L'alcol aumenta l'effetto sedativo di queste sostanze. - Una ridotta capacità di attenzione può rendere pericolosa la guida di veicoli e l'uso di macchinari. - L’assunzione di bevande alcoliche e medicinali contenenti alcol deve essere evitata.
Tabella 4: Altre associazioni da tenere in considerazioneMedicinali Effetto dell’interazione e raccomandazioni per il monitoraggio Anagrelide - Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. - Monitoraggio clinico ed ECG durante la combinazione. Azitromicina, ciprofloxacina, claritromicina, levofloxacina, norfloxacina e roxitromicina. - Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. - Monitoraggio clinico ed ECG durante la combinazione. Beta-bloccanti nell'insufficienza cardiaca (bisoprololo, carvedilolo, metoprololo e nebivololo). - Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. - Inoltre, effetto vasodilatatore e rischio di ipotensione, soprattutto ortostatica (effetto additivo). - Monitoraggio clinico ed ECG. Medicinali che inducono bradicardia (in particolare antiaritmici di classe Ia, beta-bloccanti, alcuni antiaritmici di classe III, alcuni calcio-antagonisti, glicosidi cardiaci, pilocarpina e inibitori della colinesterasi). - Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. - Monitoraggio clinico ed ECG. Medicinali che causano deplezione di potassio (diuretici che causano deplezione di potassio, da soli o in combinazione, lassativi stimolanti, glucocorticoidi, tetracosactide e amfotericina B per via endovenosa). - Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. - L'eventuale ipokaliemia deve essere corretta prima di somministrare il prodotto e deve essere effettuato monitoraggio clinico, elettrolitico ed ECG. Ondansetrone - Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. - Monitoraggio clinico ed ECG durante la combinazione. Deprimenti del SNC, tra cui narcotici, anestetici, analgesici, antistaminici sedativi H1, barbiturici, benzodiazepine e altri ansiolitici, clonidina e derivati. - Può portare al potenziamento dell'effetto. Farmaci antipertensivi e altri medicinali ipotensivi. - Può portare al potenziamento dell'effetto. Clozapina - La somministrazione concomitante di amisulpride e clozapina può portare ad un aumento dei livelli plasmatici di amisulpride e al potenziamento dell'effetto. Medicinali Effetto dell’interazione Altri medicinali sedativi - Aumento della depressione del sistema nervoso centrale. - La compromissione dell'attenzione può rendere pericolosa la guida e l'uso di macchinari. Orlistat - Rischio di fallimento terapeutico in caso di trattamento concomitante con orlistat. Effetti indesiderati
- Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la loro incidenza usando la seguente convenzione: Molto comune (≥1/10); Comune (≥1/100, <1/10); Non comune (≥1/1000, <1/100); Raro (≥1/10 000, <1/1 000); Molto raro (<1/10 000); Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
¹ Questi sintomi sono generalmente lievi a dosaggi ottimali e parzialmente reversibili senza sospendere l’amisulpride, dopo somministrazione di un medicinale anti-parkinson.Classi di organi e sistemi Frequenza Reazione avversa Patologie del sintema emolinfopoietico Non comune Leucopenia, neutropenia (vedere paragrafo 4.4) Rara Agranulocitosi (vedere paragrafo 4.4) Disturbi del sistema immunitario Non comune Reazione allergica Patologie endocrine Comune Aumento dei livelli plasmatici di prolattina che è reversibile dopo la sospensione di amisulpride.
Questo può causare: - Galattorrea, - amenorrea o disturbi mestruali, - ginecomastia, - dolore o ingrossamento al seno, - disfunzione erettileRara Tumore benigno dell’ipofisi come prolattinoma (vedere paragrafi 4.3 e 4.4) Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non comune Iperglicemia (vedere paragrafo 4.4), ipertrigliceridemia e ipercolesterolemia Rara Iposodiemia, Sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH) Disturbi psichiatrici Comune Insonnia, Ansia, Agitazione, Disfunzione dell’orgasmo Non comune Confusione Patologie del sistema nervoso Molto comune Possono comparire sintomi extrapiramidali¹: - tremore, - rigidità, - ipocinesia, - ipersalivazione, - acatisia, - discinesia Comune Può comparire distonia acuta² (torcicollo da spasmo, crisi oculogire, trisma), Sonnolenza Non comune È stata riscontrata discinesia tardiva caratterizzata da movimenti ritmici involontari, principalmente della lingua e/o del viso, di solito dopo somministrazione a lungo termine³.
Convulsioni.Rara Sintomi della sindrome neurolettica maligna (vedere paragrafo 4.4) che è una complicazione potenzialmente fatale. Non nota Sindrome delle gambe senza riposo Patologie oculari Comune Visione annebbiata (vedere paragrafo 4.7) Patologie cardiache Non comune Bradicardia Rara Prolungamento dell’intervallo QT, Aritmie ventricolari come “torsione di punta”, tachicardia ventricolare, che può causare fibrillazione ventricolare o arresto cardiaco, morte improvvisa (vedere paragrafo 4.4) Patologie vascolari Comune Ipotensione Non comune Aumento della pressione sanguigna Rara Tromboembolia venosa, compresa embolia polmonare, a volte fatale, e trombosi venosa profonda (vedere paragrafo 4.4) Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune Congestione nasale, Polmonite da aspirazione (principalmente in associazione con altri antipsicotici e depressori del SNC) Patologie gastrointestinali Comune Stipsi, Nausea, Vomito, Secchezza delle fauci Patologie epatobiliari Non comune Lesione epatocellulare Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Rara Angioedema, Orticaria Non nota Reazione di fotosensibilità Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune Osteopenia, Osteoporosi Non nota Rabdomiolisi Patologie renali e urinarie Non comune Ritenzione urinaria Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali Non nota Sindrome da astinenza neonatale (vedere paragrafo 4.6) Esami diagnostici Comune Aumento di peso Non comune Aumento degli enzimi epatici, principalmente delle transaminasi Non nota Aumento dei livelli ematici della creatina fosfochinasi Traumi, avvelenamento e complicazioni procedurali Non nota Cadute a causa di reazioni avverse che influiscono sull'equilibrio del corpo
L’incidenza dei sintomi extrapiramidali, che è dose dipendente, rimane molto bassa nel trattamento di pazienti con sintomi prevalentemente negativi con dosi di 50-300 mg/die.
² Questo è reversibile senza l’interruzione di amisulpride dopo trattamento con un agente antiparkinsoniano.
³ I farmaci antiparkinsoniani non dovrebbero essere usati perché sono inefficaci o potrebbero indurre un aggravamento dei sintomi.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Gravidanza e allattamento
- Gravidanza Sono disponibili solo dati limitati sull’uso di amisulpride nelle donne in gravidanza.
La sicurezza dell’amisulpride durante la gravidanza non è stata stabilita.
L’uso dell’amisulpride durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano adeguati mezzi contraccettivi non è raccomandato a meno che i benefici giustifichino i potenziali rischi.
Amisulpride attraversa la placenta.
Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
I neonati esposti ad antipsicotici, inclusa l’amisulpride, durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di reazioni avverse come sintomi extrapiramidali e/o sindrome da astinenza che possono variare per gravità e durata dopo il parto (vedere paragrafo 4.8).
Sono stati segnalati agitazione, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, distress respiratorio, o disturbi alimentari.
Di conseguenza, i neonati devono essere attentamente monitorati.
Allattamento Amisulpride viene escreta nel latte materno in quantità piuttosto elevate, in alcuni casi al di sopra del valore accettato del 10% della dose materna aggiustata secondo il peso, ma le concentrazioni ematiche nei neonati allattati al seno non sono state valutate.
Non ci sono informazioni sufficienti sugli effetti di amisulpride nei neonati/bambini.
La decisione di interrompere l'allattamento o astenersi dalla terapia con amisulpride va presa tenendo in considerazione il beneficio dell'allattamento al seno per il bambino e il beneficio della terapia per la madre.
Fertilità È stato osservato un calo di fertilità legato agli effetti farmacologici del farmaco (effetto mediato dalla prolattina) negli animali trattati. Conservazione
- Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

