AMILORIDE ID AU 20CPR 5MG+50MG
1,82 €
Prezzo indicativo
Data ultimo aggiornamento: 14/04/2026
Amiloride e Idroclorotiazide Aurobindo può essere usato da solo o in combinazione con altri medicinali per il trattamento di pazienti adulti affetti da: - ipertensione; - edema di origine cardiaca; - edema associato a cirrosi epatica (inclusa ascitogena). Amiloride e Idroclorotiazide Aurobindo, che contiene il risparmiatore di potassio amiloride cloridrato, è particolarmente indicato per il trattamento di pazienti che soffrono delle condizioni sopra menzionate, in cui si può sospettare o prevedere una deplezione del potassio, e per quei casi in cui l’effetto positivo sull’equilibrio del potassio è particolarmente importante.
Ogni compressa contiene 5,68 mg di amiloride cloridrato diidrato, pari a 5 mg di amiloride cloridrato, e 50 mg di idroclorotiazide. Eccipienti con effetto noto: Ogni compressa contiene 94,320 mg di lattosio monoidrato (pari a 89,60 mg di lattosio). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Controindicazioni
- - Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, oppure ad altri medicinali derivati dalla sulfonamide.
- Iperkaliemia (potassio plasmatico superiore a 5,5 mEq/L) (vedere paragrafo 4.4).
- Contemporanea somministrazione di altri medicinali risparmiatori di potassio (spironolattone, triamterene) o terapie di integrazione del potassio (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).
- Iponatriemia.
- Ipercalcemia.
- Disturbi renali (anuria, insufficienza renale acuta, malattia renale progressiva grave e nefropatia diabetica) (vedere paragrafo 4.4).
- Pazienti con urea ematica superiore a 10 mmol/L, pazienti con diabete mellito o con creatinina sierica superiore a 130 mcmol/L, in cui i livelli sierici di elettroliti e urea ematica non possono essere monitorati attentamente e frequentemente.
- Grave insufficienza epatica, pre-coma associato a cirrosi epatica.
- Morbo di Addison.
Per l’uso in gravidanza e durante l’allattamento, vedere il paragrafo 4.6 “Gravidanza e allattamento”. Posologia
- Posologia Ipertensione La posologia abituale è 5 mg/50 mg una volta al giorno.
Alcuni pazienti potrebbero aver bisogno solo di 2,5 mg/25 mg una volta al giorno.
Si osserva un basso effetto ipotensivo con dosi giornaliere di idroclorotiazide superiori a 50 mg, a meno che il paziente sia soggetto ad una dieta ricca di sodio.
Edema di origine cardiaca La terapia con Amiloride e Idroclorotiazide Aurobindo deve iniziare con 5 mg/50 mg al giorno.
Se necessario, questa posologia può essere successivamente aumentata, ma non deve superare i 10 mg/100 mg al giorno.
Il dosaggio ottimale è determinato dalla risposta diuretica e dal livello di potassio plasmatico.
Una volta raggiunta la diuresi iniziale, si può cercare di ridurre il dosaggio per la terapia di mantenimento, che potrà essere effettuata in modo non continuativo.
Pazienti con cirrosi epatica ascitogena (vedere paragrafo 4.4) La terapia deve iniziare con una dose bassa di Amiloride e Idroclorotiazide Aurobindo (5 mg/50 mg al giorno).
Se necessario, il dosaggio potrà essere gradualmente aumentato fino ad ottenere una diuresi efficace.
Il dosaggio non deve superare i 10 mg/100 mg al giorno.
Il dosaggio di mantenimento può essere inferiore a quello richiesto per provocare la diuresi; di conseguenza, si dovrà cercare di ridurre la dose quando il peso del paziente si sarà stabilizzato.
La riduzione graduale del peso corporeo nei pazienti cirrotici è particolarmente auspicabile per ridurre la probabilità di reazioni sfavorevoli associate alla terapia diuretica.
Popolazione pediatrica Non sono disponibili dati sulla somministrazione di amiloride cloridrato/idroclorotiazide in bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni.
Amiloride e Idroclorotiazide Aurobindo non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti (sotto i 18 anni) perché la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite. Avvertenze e precauzioni
- Iperkaliemia È stata osservata iperkaliemia (potassio sierico > 5,5 mEq/L) in pazienti trattati con amiloride cloridrato, sia da sola che in associazione ad altri diuretici.
In particolare, l’iperkaliemia è stata osservata nei pazienti anziani o in pazienti ospedalizzati con cirrosi epatica o edema cardiaco con coinvolgimento renale, che erano gravemente malati o ricevevano un trattamento diuretico energico.
Tali pazienti devono essere attentamente monitorati al fine di rilevare segni clinici ed elettrocardiografici (ECG) di iperkaliemia.
In questo gruppo di pazienti si sono verificati alcuni decessi.
Apporti supplementari di potassio, sottoforma di medicinali o di una dieta ricca di potassio, non devono essere adottati con amiloride cloridrato/idroclorotiazide (vedere paragrafo 4.3), eccetto che nei casi di ipokaliemia grave e/o refrattaria.
Se vengono somministrati integratori di potassio, si raccomanda un attento monitoraggio del potassio sierico.
Trattamento dell’iperkaliemia Qualora si presenti iperkaliemia nei pazienti in trattamento con amiloride cloridrato e idroclorotiazide, il medicinale dovrà essere immediatamente sospeso e, se necessario, dovranno essere prese misure attive per riportare il potassio ematico a valori normali.
Funzionalità renale compromessa La funzionalità renale deve essere monitorata, perché l’uso di amiloride cloridrato e idroclorotiazide in un quadro di funzione renale compromessa può provocare un rapido sviluppo di iperkaliemia.
I diuretici tiazidici diventano inefficaci quando i livelli di creatinina scendono al di sotto di 30 mL/min (vedere paragrafo 4.3).
Squilibrio elettrolitico Sebbene la probabilità di squilibrio elettrolitico sia diminuita con amiloride cloridrato e idroclorotiazide, si dovranno controllare attentamente i segni di squilibrio idroelettrolitico quali: iponatriemia, alcalosi ipocloremica, ipokaliemia ed ipomagnesemia.
È particolarmente importante eseguire le analisi quantitative degli elettroliti sierici e delle urine quando il paziente vomita in modo eccessivo o riceve liquidi per via parenterale.
Segni e sintomi di allarme di squilibrio idroelettrolitico comprendono: secchezza della mucosa orale, debolezza, letargia, sonnolenza, agitazione, convulsioni, confusione, crampi muscolari o altri dolori, faticabilità muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia e disturbi gastrointestinali come nausea e vomito.
L’ipokaliemia può svilupparsi con idroclorotiazide, così come con qualsiasi altro diuretico, specialmente a seguito di diuresi intensa, dopo trattamento prolungato o in presenza di una cirrosi grave.
L’ipokaliemia può sensibilizzare o aumentare la risposta del cuore agli effetti tossici della digitale (per es.
aumentata irritabilità ventricolare).
L’iponatriemia indotta da diuretici è solitamente lieve e asintomatica.
In alcuni pazienti può diventare severa o sintomatica.
Questi casi richiederanno perciò attenzione immediata e trattamento appropriato.
I tiazidici possono ridurre l’escrezione urinaria di calcio.
I tiazidici possono causare un aumento intermittente e lieve del calcio sierico in assenza di disturbi noti del metabolismo del calcio.
La terapia deve essere interrotta prima di eseguire i test per la funzionalità paratiroidea.
Azotemia L’azotemia può essere precipitata o aumentata dall’idroclorotiazide.
Nei pazienti con funzionalità renale compromessa possono svilupparsi effetti cumulativi del medicinale.
Se si verifica un innalzamento dell’azotemia e oliguria durante il trattamento della malattia renale, il diuretico deve essere sospeso.
Malattia epatica I tiazidici devono essere usati con cautela nei pazienti con funzionalità epatica compromessa o malattia epatica progressiva, poiché alterazioni minori dell’equilibrio idroelettrolitico possono precipitare il coma epatico.
Metabolismo In alcuni pazienti in trattamento con tiazidici può verificarsi iperuricemia, oppure la gotta può essere precipitata o aggravata.
La terapia con tiazidici può compromettere la tolleranza al glucosio.
Il diabete mellito può essere precipitato o aggravato dalla terapia con amiloride cloridrato e idroclorotiazide e può essere necessario un aggiustamento del dosaggio degli agenti antidiabetici, inclusa l’insulina (vedere paragrafo 4.5).
Aumenti dei livelli di colesterolo e trigliceridi possono essere associati alla terapia con diuretici tiazidici.
Per ridurre al minimo il rischio di iperkaliemia nei pazienti diabetici o sospetti diabetici, lo stato della funzionalità renale deve essere determinato prima di iniziare la terapia con amiloride cloridrato e idroclorotiazide.
La terapia deve essere interrotta almeno tre giorni prima di eseguire un test di tolleranza al glucosio.
La terapia di risparmio del potassio deve essere iniziata solo con cautela nei pazienti gravemente malati in cui può verificarsi acidosi metabolica o respiratoria, come i pazienti con malattia cardiopolmonare o i pazienti con diabete non adeguatamente controllato.
Le variazioni dell’equilibrio acido-base alterano l’equilibrio del potassio extracellulare/intracellulare e lo sviluppo di acidosi può essere associato a rapidi aumenti del potassio plasmatico.
Reazioni di ipersensibilità Con l’uso dei tiazidici è stata riferita la possibilità di attivazione o esacerbazione del lupus eritematoso sistemico.
Cancro della pelle non melanoma In due studi epidemiologici basati sui dati del Registro nazionale dei tumori danese è stato osservato un aumento del rischio di cancro della pelle non-melanoma (NMSC) [carcinoma basocellulare (BCC) e carcinoma a cellule squamose (SCC)] associato all’aumento cumulativo della dose di idroclorotiazide (HCTZ) assunta.
L’effetto fotosensibilizzante dell’HCTZ potrebbe rappresentare un possibile meccanismo dell’NMSC.
I pazienti che assumono HCTZ devono essere informati del rischio di NMSC e consigliati di sottoporre a controllo regolare la cute per verificare la presenza di nuove lesioni e segnalare immediatamente eventuali lesioni cutanee sospette.
Al fine di minimizzare il rischio di cancro cutaneo, occorre consigliare ai pazienti l’adozione di possibili misure preventive quali l’esposizione limitata alla luce solare e ai raggi UV e, in caso di esposizione, una protezione adeguata.
Eventuali lesioni cutanee sospette devono essere esaminate immediatamente, possibilmente con l’ausilio di esami istologici su biopsie.
Può essere inoltre necessario riconsiderare l’utilizzo di HCTZ nei pazienti che hanno manifestato NMSC in precedenza (vedere anche paragrafo 4.8).
Effusione coroidale, miopia acuta e glaucoma ad angolo chiuso secondario I farmaci sulfamidici o derivati da sulfamidici possono causare una reazione idiosincrasica che determina effusione coroidale con difetti del campo visivo, miopia transitoria e glaucoma acuto ad angolo chiuso.
I sintomi comprendono insorgenza acuta di acuità visiva diminuita o dolore oculare e in genere si manifestano in un periodo che va da qualche ora a settimane dall’inizio dell’assunzione del medicinale.
Il glaucoma acuto ad angolo chiuso non trattato può portare a una perdita permanente della vista.
Il trattamento primario è interrompere l’assunzione del medicinale il prima possibile.
Se la pressione intraoculare rimane incontrollata può essere necessario considerare un immediato trattamento medico o chirurgico.
I fattori di rischio per lo sviluppo di glaucoma acuto ad angolo chiuso possono comprendere una storia di allergia alla sulfonamide o alla penicillina.
Tossicità respiratoria acuta Dopo l’assunzione di idroclorotiazide sono stati segnalati casi severi molto rari di tossicità respiratoria acuta, compresa la sindrome da distress respiratorio acuto (acute distress respiratory syndrome, ARDS).
L’edema polmonare si sviluppa generalmente entro pochi minuti od ore dall’assunzione di idroclorotiazide.
All’esordio i sintomi comprendono dispnea, febbre, deterioramento polmonare e ipotensione.
Se si sospetta la diagnosi di ARDS, Amiloride e Idroclorotiazide Aurobindo deve essere interrotto e deve essere somministrato un trattamento appropriato.
Non deve essere somministrato idroclorotiazide a pazienti che in precedenza hanno manifestato ARDS in seguito all’assunzione di idroclorotiazide.
Popolazione pediatrica Poiché la sicurezza di amiloride cloridrato per l’uso nei bambini non è stata stabilita, Amiloride e Idroclorotiazide Aurobindo non è raccomandato per i bambini di età inferiore a 18 anni (vedere paragrafo 4.2).
Eccipienti Amiloride e Idroclorotiazide Aurobindo 5 mg/50 mg compresse contiene lattosio monoidrato.
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
Per chi svolge attività sportiva: L’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping. Interazioni
- Litio - generalmente, non deve essere somministrato con i diuretici.
Gli agenti diuretici riducono la clearance renale del litio e aggiungono un alto rischio di tossicità da litio.
Fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto dei preparati al litio prima di farne uso.
Agenti antinfiammatori non steroidei, compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2 (COX-2) La somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei può diminuire l’effetto dei medicinali antiipertensivi, compresi gli effetti diuretici, natriuretici e antipertensivi dei diuretici.
La somministrazione concomitante di agenti antinfiammatori non steroidei (FANS) e agenti risparmiatori di potassio, compresa l’amiloride cloridrato, può causare iperkaliemia, specie nei pazienti anziani.
Quindi, qualora si somministri amiloride cloridrato in concomitanza a FANS, i livelli sierici di potassio devono essere attentamente monitorati.
In alcuni pazienti con compromissione della funzione renale (come, ad esempio, gli anziani o i pazienti che sono volume depleti, compresi quelli in terapia diuretica) che sono in trattamento con farmaci antinfiammatori non steroidei, compresi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2, la somministrazione concomitante di antagonisti del recettore dell’angiotensina II o di ACE inibitori può causare un ulteriore deterioramento della funzione renale, inclusa possibile insufficienza renale acuta.
Pertanto, nei pazienti con funzione renale compromessa la somministrazione concomitante deve essere utilizzata con cautela.
Amiloride cloridrato Quando amiloride cloridrato viene usato in concomitanza di un inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina, un antagonista del recettore dell’angiotensina II, trilostano, ciclosporina o tacrolimus, il rischio di iperkaliemia può essere aumentato.
Quindi, se l’uso concomitante di questi agenti è indicato a causa di ipokaliemia accertata, devono essere usati con cautela e con un frequente monitoraggio del potassio sierico.
Idroclorotiazide I seguenti medicinali, se somministrati in concomitanza, possono interagire con i diuretici tiazidici: Citostatici (es.
ciclofosfamide, fluorouracile, metotrexato): Quando somministrati in concomitanza con citostatici (ad es.
ciclofosfamide, fluorouracile, metotrexato), la tossicità verso il midollo osseo, in particolare la granulocitopenia, può essere aumentata.
Alcol, barbiturici o narcotici: Può verificarsi un potenziamento dell’ipotensione ortostatica.
Medicinali antidiabetici (agenti orali e insulina): Può richiedersi un aggiustamento del dosaggio con l’uso concomitante (vedere paragrafo 4.4).
L’amiloride cloridrato e l’idroclorotiazide possono agire sinergicamente con la clorpropamide, aumentando il rischio di iponatremia.
Altri medicinali antipertensivi: Possono avere un effetto additivo.
Pertanto, può essere necessario ridurre il dosaggio di questi agenti, in particolare i bloccanti adrenergici, quando amiloride cloridrato e idroclorotiazide vengono aggiunti al regime.
La terapia diuretica deve essere interrotta per 2-3 giorni prima dell’inizio della terapia con un ACE inibitore, per ridurre la probabilità di ipotensione alla prima dose.
Colestiramina e resine di colestipolo: L’assorbimento di idroclorotiazide viene compromesso dalla presenza di resine a scambio anionico.
Dosi singole sia di colestiramina che di colestipolo si legano con l’idroclorotiazide e ne riducono l’assorbimento a livello del tratto gastrointestinale fino all’85% e al 43%, rispettivamente.
Quando la colestiramina viene somministrata 4 ore dopo l’idroclorotiazide, l’assorbimento di idroclorotiazide si riduce del 30-35%.
Metildopa: Sono stati segnalati casi isolati di emolisi dovuta alla formazione di anticorpi contro l’idroclorotiazide durante l’uso concomitante di metildopa.
Corticosteroidi o ACTH: Possono intensificare la deplezione elettrolitica indotta dai tiazidici, in particolare l’ipokaliemia.
Allopurinolo: L’uso concomitante di diuretici tiazidici può aumentare l’incidenza di reazioni di ipersensibilità all’allopurinolo.
Amantadina: I diuretici tiazidici possono aumentare il rischio di eventi avversi causati dall’amantadina.
Carbamazepina: L’uso concomitante di idroclorotiazide con carbamazepina può ridurre i livelli sierici di sodio.
Pertanto, i livelli sierici di sodio devono essere monitorati.
Amine pressorie (come epinefrina (adrenalina)): Può manifestarsi una riduzione della risposta arteriosa alle amine pressorie, ma non tale da precluderne la somministrazione.
Miorilassanti non depolarizzanti (come tubocurarina): Il rilassamento muscolare può essere aumentato.
Interazioni farmacologiche con esami di laboratorio: A causa dei loro effetti sul metabolismo del calcio, i tiazidici possono interferire con gli esami di laboratorio per la funzione paratiroidea (vedere paragrafo 4.4). Effetti indesiderati
- Sebbene gli effetti indesiderati minori siano relativamente comuni, gli effetti indesiderati significativi sono rari.
Gli effetti indesiderati riportati sono generalmente associati alla diuresi, alla terapia con tiazidici o alla malattia di fondo.
Non è stato osservato alcun aumento del rischio di reazioni avverse rispetto a quelli dei singoli componenti.
I seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati con amiloride cloridrato e idroclorotiazide.
Le reazioni avverse di seguito sono classificate, se del caso, in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza secondo la seguente convenzione: Molto comune: ≥1/10; Comune: ≥1/100, <1/10; Non comune: ≥1/1.000, <1/100; Raro: ≥1/10.000, <1/1.000; Molto raro: <1/10.000; Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili.
Tabella delle reazioni avverse
Queste sono le reazioni avverse segnalate più di frequente nel corso degli studi clinici controllati con amiloride/idroclorotiazide.Classificazione sistemica organica Comune Non comune Raro Molto raro Non nota Patologie del sistema emolinfopoietico Trombocitopenia, anemia emolitica, agranulocitosi, anemia aplastica Disturbi del sistema immunitario Reazioni anafilattiche Patologie endocrine Iperglicemia Diminuzione della tolleranza al glucosio, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia Disturbi del metabolismo e della nutrizione Iperuricemia, iperkaliemia Sete, disidratazione, gotta, iponatriemia Ipokaliemia, alcalosi ipocloremica, ipomagnesiemia, ipercalcemia, acidosi metabolica Disturbi psichiatrici Disturbi del sonno, nervosismo, depressione, confusione Patologie del sistema nervoso Parestesia, stupore Tremori, encefalopatia Patologie dell’occhio Disturbi della vista Xantopsia Pressione intraoculare aumentata Patologie dell’orecchio e del labirinto Tinnito Patologie cardiache Aritmie cardiache Tachicardia, angina pectoris Patologie vascolari Ipotensione ortostatica Sincope, vasculite Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea Singhiozzo, naso chiuso Tosse Edema polmonare non cardiogeno, polmonite Patologie gastrointestinali Nausea, anoressia, diarrea, dolore addominale Gusto cattivo, bocca secca, vomito, pienezza addominale, costipazione, flatulenza, dispepsia Sanguinamento gastrointestinale, attivazione di ulcera Stomatite, ulcere orali, sialoadenite Patologie epatobiliari Colestasi, ittero Pancreatite Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Esantema, prurito Diaforesi Orticaria Eritema, porpora, fotosensibilità, alopecia Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Dolore agli arti Crampi muscolari, artralgia, dolore al petto, dolore alla schiena Patologie renali e urinarie Nocturia, disuria, incontinenza Funzionalità renale diminuita Nefrite interstiziale Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Impotenza Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Cefalea, debolezza, vertigini, stanchezza Esami diagnostici Livelli di potassio plasmatico elevati (> 5,5 mEq per litro) Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Tossicità da digitale
Di seguito sono elencati altri effetti indesiderati, che sono stati segnalati con i componenti somministrati da soli.
Amiloride
IdroclorotiazideClassificazione sistemica organica Comune Non comune Raro Molto raro Non nota Patologie del sistema emolinfopoietico Neutropenia Disturbi psichiatrici Diminuzione della libido, sonnolenza Patologie cardiache Palpitazioni Un paziente con blocco cardiaco parziale ha sviluppato un blocco cardiaco completo Patologie renali e urinarie Spasmo vescicale, poliuria, frequenza urinaria aumentata
Descrizione di reazioni avverse selezionate Cancro cutaneo non melanoma: sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici, è stata osservata un’associazione tra HCTZ e NMSC, correlata alla dose cumulativa assunta (vedere anche i paragrafi 4.4.Classificazione sistemica organica Comune Non comune Raro Molto raro Non nota Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) Cancro cutaneo non melanoma (carcinoma basocellulare e carcinoma a cellule squamose) Patologie del sistema emolinfopoietico Leucopenia Porpora, trombocitopenia Disturbi psichiatrici Irrequietezza Patologie dell’occhio Visione offuscata transitoria, xantopsia Effusione coroidale, miopia acuta e glaucoma acuto secondario ad angolo chiuso Patologie vascolari Angite necrotizzante (vasculite, vasculite cutanea) Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) (vedere paragrafo 4.4) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Necrolisi epidermica tossica Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Febbre
e 5.1).
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Gravidanza e allattamento
- Gravidanza Diuretici L’uso abituale di diuretici nelle donne sane in gravidanza, con o senza edema di lieve entità, non è raccomandato, perché può essere associato ad ipovolemia, aumento della viscosità del sangue e diminuzione della perfusione placentare.
I diuretici non impediscono lo sviluppo della tossiemia gravidica e non c’è evidenza soddisfacente della loro utilità nel trattamento.
L’esperienza nella somministrazione di idroclorotiazide durante la gravidanza, in particolare durante il primo trimestre, è limitata.
Gli studi sugli animali sono insufficienti.
L’idroclorotiazide attraversa la placenta.
Sulla base del meccanismo d’azione farmacologico dell’idroclorotiazide, il suo uso durante il secondo e il terzo trimestre può compromettere la perfusione feto-placentare e può causare effetti fetali e neonatali come ittero, disturbi dell’equilibrio elettrolitico, depressione del midollo osseo e trombocitopenia.
L’idroclorotiazide non deve essere utilizzata per l’edema gestazionale, l’ipertensione gestazionale o la preeclampsia, a causa del rischio di diminuzione del volume plasmatico e di ipoperfusione placentare, senza un effetto benefico sul decorso della malattia.
L’idroclorotiazide non deve essere utilizzata per l’ipertensione essenziale nelle donne in gravidanza, tranne in rare situazioni in cui non è possibile utilizzare nessun altro trattamento.
Allattamento Sebbene non sia noto se l’amiloride cloridrato venga escreto nel latte materno, è noto che l’idroclorotiazide viene escreta nel latte umano in piccole quantità.
I tiazidici ad alte dosi, provocando una diuresi intensa, possono inibire la produzione di latte.
L’uso di amiloride cloridrato e idroclorotiazide durante l’allattamento al seno non è raccomandato.
Se l’amiloride cloridrato e l’idroclorotiazide vengono utilizzate durante l’allattamento, le dosi devono essere mantenute le più basse possibile. Conservazione
- Conservare a temperatura inferiore ai 30 °C.
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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

