AICISI COLLIRIO 10MG/ML 9ML
15,24 €
Prezzo indicativo
Data ultimo aggiornamento: 19/08/2026
Aicisi è indicato per ridurre l’elevata pressione intraoculare nei casi di: • ipertensione oculare • glaucoma ad angolo aperto come monoterapia nei pazienti adulti che non rispondono ai beta-bloccanti o nei pazienti adulti in cui i beta-bloccanti sono controindicati, o come terapia aggiuntiva ai beta-bloccanti o agli analoghi delle prostaglandine (vedere anche paragrafo 5.1).
Ogni mL di sospensione contiene 10 mg di brinzolamide. Ogni goccia di sospensione contiene circa 0,3 mg di brinzolamide. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Controindicazioni
- • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 • Accertata ipersensibilità alle solfonamidi (vedere anche paragrafo 4.4) • Compromissione renale grave • Acidosi ipercloremica
Posologia
- Posologia Quando usato in monoterapia o in terapia aggiuntiva, il dosaggio è di una goccia di Aicisi nel sacco congiuntivale dell’/degli occhio/i affetto/i due volte al giorno.
Alcuni pazienti possono avere una risposta migliore con la somministrazione di una goccia tre volte al giorno.
Popolazioni speciali Anziani Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti anziani.
Compromissione epatica e renale La brinzolamide non è stata studiata in pazienti con compromissione epatica e pertanto non è raccomandata in tali pazienti.
La brinzolamide non è stata studiata in pazienti con compromissione renale grave (clearance della creatinina <30 mL/min) o in pazienti con acidosi ipercloremica.
Poiché la brinzolamide ed il suo metabolita principale sono escreti in modo predominante dal rene, Aicisi è pertanto controindicato in tali pazienti (vedere anche paragrafo 4.3).
Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di brinzolamide nei neonati, nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 0 e 17 anni non sono state stabilite.
I dati al momento disponibili sono riportati nei paragrafi 4.8 e 5.1.
L’uso di Aicisi non è raccomandato nei neonati, nei bambini e negli adolescenti.
Modo di somministrazione Per uso oftalmico.
Si raccomanda l’occlusione nasolacrimale o la chiusura delicata della palpebra dopo l’instillazione.
Ciò può ridurre l’assorbimento sistemico dei medicinali somministrati per via oftalmica e comportare una riduzione degli effetti indesiderati sistemici.
Istruire il paziente ad agitare bene il flacone prima dell’uso.
Per prevenire la contaminazione della punta del contagocce e della sospensione, si deve fare attenzione a non toccare le palpebre, le aree circostanti o altre superfici con la punta del contagocce del flacone multidose.
Istruire i pazienti a conservare il flacone ben chiuso quando non lo si utilizza.
Quando Aicisi viene usato in sostituzione di un altro agente oftalmico antiglaucoma, interrompere la somministrazione dell’altro agente ed iniziare la terapia con Aicisi il giorno successivo.
Se viene usato più di un medicinale topico oftalmico, i medicinali devono essere somministrati ad almeno 5 minuti di distanza l’uno dall’altro.
Gli unguenti oftalmici devono essere somministrati per ultimi.
Se si salta una dose, proseguire il trattamento con la dose successiva come programmato.
La dose non dovrà essere superiore ad una goccia tre volte al giorno nell’/negli occhio/i affetto/i. Avvertenze e precauzioni
- Effetti sistemici La brinzolamide è una sulfonamide inibitore dell’anidrasi carbonica e, sebbene somministrata per via topica, è assorbita a livello sistemico.
Gli stessi tipi di reazioni avverse attribuibili alle sulfonamidi, possono verificarsi con la somministrazione topica del farmaco, inclusa la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN).
Al momento della prescrizione, i pazienti devono essere avvisati circa i segni e i sintomi e devono essere monitorati attentamente per le reazioni cutanee.
Se si manifestano segni di reazioni gravi o di ipersensibilità, Aicisi deve essere interrotto immediatamente.
Sono stati segnalati disturbi dell’equilibrio acido-base con l’uso orale di inibitori dell’anidrasi carbonica.
Usare con cautela in pazienti con rischio di compromissione renale a causa del possibile rischio di acidosi metabolica (vedere paragrafo 4.2).
La brinzolamide non è stata studiata nei neonati prematuri (di età gestazionale inferiore alle 36 settimane) o in quelli di età inferiore a 1 settimana.
Ai pazienti affetti da significativa immaturità o da anomalia tubulare renale, deve essere somministrata brinzolamide solo dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio a causa del possibile rischio di acidosi metabolica.
Gli inibitori orali dell’anidrasi carbonica possono compromettere la capacità di eseguire operazioni che richiedono attenzione mentale e/o coordinazione fisica.
La brinzolamide viene assorbita a livello sistemico e quindi ciò potrebbe verificarsi con la somministrazione topica.
Terapia concomitante Esiste la possibilità di un effetto additivo sugli effetti sistemici noti dell’inibizione dell’anidrasi carbonica, nei pazienti che ricevono un inibitore dell’anidrasi carbonica per via orale e brinzolamide.
La concomitante somministrazione di brinzolamide e degli inibitori orali dell’anidrasi carbonica non è stata studiata e non è raccomandata (vedere anche paragrafo 4.5).
La brinzolamide è stata valutata principalmente in somministrazione concomitante con timololo nella terapia aggiuntiva del glaucoma.
Inoltre, è stato, studiato l’effetto di riduzione della pressione intraoculare (PIO) della brinzolamide come terapia aggiuntiva all’analogo delle prostaglandine travoprost.
Non sono disponibili dati a lungo termine sull’uso di brinzolamide come terapia aggiuntiva a travoprost (vedere anche paragrafo 5.1).
Esiste un’esperienza limitata con brinzolamide nel trattamento di pazienti con glaucoma pseudoesfoliativo o pigmentario.
Si deve prestare attenzione nel trattare questi pazienti ed è raccomandato un attento monitoraggio della pressione intraoculare (PIO).
La brinzolamide non è stata studiata in pazienti con glaucoma ad angolo stretto e il suo utilizzo non è raccomandato in questi pazienti.
Il possibile ruolo della brinzolamide sulla funzione endoteliale corneale di pazienti con cornee compromesse (particolarmente in pazienti con bassa conta cellulare endoteliale) non è stato studiato.
Nello specifico, non sono stati studiati pazienti portatori di lenti a contatto e, in questi pazienti, è raccomandato un attento monitoraggio durante l’uso di brinzolamide, poiché gli inibitori dell’anidrasi carbonica possono influenzare l’idratazione corneale e l’uso di lenti a contatto potrebbe aumentare il rischio per la cornea.
È raccomandato un attento monitoraggio dei pazienti con cornee compromesse, come i pazienti affetti da diabete mellito o distrofie corneali.
Aicisi non è stato studiato in pazienti portatori di lenti a contatto.
Non sono stati studiati i potenziali effetti di rimbalzo dopo l’interruzione del trattamento con brinzolamide; si prevede che l’effetto di riduzione della pressione intraoculare possa durare 5-7 giorni.
Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Aicisi nei neonati, nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 0 e 17 anni non sono state stabilite ed il suo uso non è raccomandato nei neonati, nei bambini e negli adolescenti. Interazioni
- Non sono stati condotti studi specifici sull’interazione di altri medicinali con brinzolamide.
Negli studi clinici, la brinzolamide è stata utilizzata in concomitanza con analoghi delle prostaglandine e preparazioni oftalmiche a base di timololo senza evidenza di interazioni avverse.
L'associazione tra brinzolamide e miotici o agonisti adrenergici non è stata valutata durante la terapia aggiuntiva del glaucoma.
La brinzolamide è un inibitore dell’anidrasi carbonica e sebbene somministrato per via topica, viene assorbito a livello sistemico.
Disturbi dell’equilibrio acido/base sono stati riportati con l’uso orale di inibitori dell’anidrasi carbonica.
La possibilità di interazione deve essere considerata in pazienti in terapia con Aicisi.
Gli isoenzimi del citocromo P-450 responsabili del metabolismo della brinzolamide includono CYP3A4 (il principale), CYP2A6, CYP2C8 e CYP2C9.
Si prevede che gli inibitori di CYP3A4 come ketoconazolo, itraconazolo, clotrimazolo, ritonavir e troleandomicina possano inibire il metabolismo della brinzolamide da parte del CYP3A4.
È necessario prestare attenzione se si usano contemporaneamente gli inibitori del CYP3A4.
Tuttavia, dato che l’eliminazione avviene principalmente per via renale, l’accumulo di brinzolamide è poco probabile.
La brinzolamide non è un inibitore degli isoenzimi citocromo P-450. Effetti indesiderati
- Riepilogo del profilo di sicurezza Negli studi clinici che hanno coinvolto 2732 pazienti trattati con brinzolamide in monoterapia o come terapia aggiuntiva a timololo maleato 5 mg/mL, le reazioni avverse correlate al trattamento riportate più frequentemente sono state: disgeusia (6,0%) (gusto amaro o inusuale, vedere la descrizione riportata sotto) e temporaneo offuscamento della visione dopo l'instillazione (5,4%), della durata da pochi secondi a pochi minuti (vedere anche paragrafo 4.7).
Tabella riasssuntiva delle reazioni avverse Le seguenti reazioni avverse sono state segnalate con l’uso di brinzolamide 10 mg/mL collirio, sospensione e sono classificate in accordo con la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1,000 a <1/100), raro (da ≥1/10,000 a <1/1000), molto raro (<1/10,000), o non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.
Le reazioni avverse sono state riportate nel corso di studi clinici e come segnalazioni spontanee nel post-marketing.
Descrizione delle reazioni avverse selezionate La disgeusia (sapore amaro o inusuale in bocca in seguito all’instillazione) è stata la reazione avversa sistemica più frequentemente segnalata associata all’uso di brinzolamide durante gli studi clinici.Classificazione per sistemi e organi Termine Preferito MedDRA Infezioni ed infestazioni Non comune: nasofaringite, faringite, sinusite Non nota: rinite Patologie del sistema emolinfopoietico Non comune: conta eritrocitaria diminuita, cloruro ematico aumentato Disturbi del sistema immunitario Non nota: ipersensibilità Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non nota: riduzione dell’appetito Disturbi psichiatrici Non comune: apatia, depressione, umore depresso, diminuzione della libido, incubo, nervosismo Raro: insonnia Patologie del sistema nervoso Non comune: disfunzione motoria, amnesia, capogiro, parestesia, cefalea Raro: compromissione della memoria, sonnolenza Non nota: tremore, ipoestesia, ageusia Patologie dell'occhio Comune: visione offuscata, irritazione oculare, dolore oculare, sensazione di corpo estraneo nell’occhio, iperemia oculare Non comune: erosione corneale, cheratite, cheratite puntata, cheratopatia, deposito oculare, colorazione corneale, difetto dell’epitelio corneale, disturbo dell’epitelio corneale, blefarite, prurito oculare, congiuntivite, gonfiore oculare, meibomite, abbagliamento, fotofobia, secchezza oculare, congiuntivite allergica, pterigio, pigmentazione della sclera, astenopia, fastidio oculare, sensazione anomala agli occhi, cheratocongiuntivite secca, cisti sottocongiuntivale, iperemia congiuntivale, prurito palpebrale, secrezione oculare, formazione di croste del margine palpebrale, aumento della lacrimazione Raro: edema corneale, diplopia, ridotta acuità visiva, fotopsia, ipoestesia dell’occhio, edema periorbitale, aumento della pressione intraoculare, rapporto fovea/disco del nervo ottico aumentato Non nota: disturbo corneale, problemi visivi, allergia oculare, madarosi, disturbo palpebrale, eritema palpebrale Patologie dell'orecchio e del labirinto Raro: tinnito Non nota: vertigine Patologie cardiache Non comune: disturbo cardio-respiratorio, bradicardia, palpitazioni Raro: angina pectoris, frequenza cardiaca irregolare Non nota: aritmia, tachicardia, ipertensione, pressione arteriosa aumentata, pressione arteriosa ridotta, aumento della frequenza cardiaca Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: dispnea, epistassi, dolore orofaringeo, dolore faringolaringeo, irritazione della gola, sindrome delle vie aeree superiori con tosse, rinorrea, starnuto Raro: iperreattività bronchiale, congestione delle vie respiratorie superiori, congestione sinusale, congestione nasale, tosse, secchezza nasale Non nota: asma Patologie gastrointestinali Comune: disgeusia Non comune: esofagite, diarrea, nausea, vomito, dispepsia, dolore dell’addome superiore, disturbo addominale, disturbo allo stomaco, flatulenza, defecazioni frequenti, disturbo gastrointestinale, ipoestesia orale, parestesia orale, bocca secca Patologie epatobiliari Non nota: test di funzionalità epatica anormale Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: eruzione cutanea, eruzione maculo-papulare, tensione cutanea Raro: orticaria, alopecia, prurito generalizzato Non nota: sindrome di Stevens-Johnson (SJS)/necrolisi epidermica tossica (TEN) (vedere paragrafo 4.4.), dermatite, eritema Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune: dolore alla schiena, spasmi muscolari, mialgia Non nota: artralgia, dolore alle estremità Patologie renali e urinarie Non comune: dolore renale Non nota: pollachiuria Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Non comune: disfunzione erettile Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comune: dolore, fastidio al petto, affaticamento, sensazione di anormalità Raro: dolore al petto, sensazione di agitazione, astenia, irritabilità Non nota: edema periferico, malessere Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Non comune: corpo estraneo nell’occhio
È probabilmente causata dal passaggio del collirio nel nasofaringe attraverso il canale nasolacrimale.
L'occlusione nasolacrimale o la chiusura delicata della palpebra dopo l'instillazione possono aiutare a ridurre l'incidenza di questo effetto (vedere anche paragrafo 4.2).
La brinzolamide è una sulfonamide inibitore dell’anidrasi carbonica con assorbimento sistemico.
Effetti gastrointestinali, sul sistema nervoso, ematologici, renali e metabolici sono generalmente associati agli inibitori sistemici dell’anidrasi carbonica.
Lo stesso tipo di reazioni avverse attribuibili agli inibitori orali dell'anidrasi carbonica può verificarsi con la somministrazione topica.
Non è stata osservata alcuna reazione avversa inattesa con brinzolamide quando utilizzata come terapia aggiuntiva a travoprost.
Le reazioni avverse rilevate con la terapia aggiuntiva sono state osservate con ciascun singolo principio attivo.
Popolazione pediatrica In piccoli studi clinici a breve termine, è stato osservato che circa il 12,5% dei pazienti pediatrici ha manifestato reazioni avverse, la maggior parte delle quali erano reazioni oculari locali non gravi come iperemia congiuntivale, irritazione oculare, secrezione oculare e aumento della lacrimazione (vedere anche paragrafo 5.1).
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Gravidanza e allattamento
- Gravidanza Non vi sono o sono disponibli in numero limitato dati provenienti dall’uso oftalmico della brinzolamide in donne in gravidanza.
Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva in seguito a somministrazione per via sistemica (vedere anche paragrafo 5.3).
Aicisi non è raccomandato durante la gravidanza e in donne in età fertile che non usano misure contraccettive.
Allattamento Non è noto se la brinzolamide/i metaboliti siano escreti nel latte materno in seguito a somministrazione topica oftalmica.
Studi condotti sugli animali hanno mostrato escrezione di minime quantità di brinzolamide nel latte materno in seguito a somministrazione per via orale.
Non può essere escluso un rischio per i neonati/lattanti.
Si deve decidere se interrompere l’allattamento al seno o interrompere/astenersi dalla terapia con brinzolamide, tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino ed il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità Studi condotti sugli animali con brinzolamide non hanno mostrato effetti sulla fertilità.
Non sono stati effettuati studi per valutare l’effetto della somministrazione topica oftalmica di brinzolamide sulla fertilità umana. Conservazione
- Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.
