ACTILYSE EV FL 50MG+FL 50ML

809,51 €

Prezzo indicativo

Principio attivo: ALTEPLASI
  • ATC: B01AD02
  • Descrizione tipo ricetta: OSP - USO OSPEDALIERO
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio: No Il farmaco non contiene lattosio

Data ultimo aggiornamento: 01/10/2006

Trattamento trombolitico nell'infarto miocardico acuto (IMA) • regime di somministrazione in 90 minuti (accelerato) (vedere paragrafo 4.2): nei pazienti in cui il trattamento può essere iniziato entro 6 ore dall'insorgenza della sintomatologia; • regime di somministrazione in 3 ore (vedere paragrafo 4.2): nei pazienti in cui il trattamento può essere iniziato tra 6 e 12 ore dall'insorgenza della sintomatologia purché la diagnosi sia stata confermata. Actilyse ha dimostrato di ridurre la mortalità a 30 giorni nei pazienti con infarto miocardico acuto. Trattamento trombolitico nell'embolia polmonare massiva acuta con compromissione emodinamica (EP) Ove possibile, la diagnosi deve essere confermata con metodi oggettivi quali angiografia polmonare o non invasivi come la scintigrafia polmonare. Non è evidenziata riduzione della mortalità e della morbilità tardiva associata ad embolia polmonare. Trattamento trombolitico dell’ictus ischemico acuto entro 4,5 ore dall’esordio dei sintomi e dopo avere escluso una emorragia intracranica.
1 flaconcino di polvere contiene rispettivamente: 10 mg alteplase (corrispondenti a 5 800 000 IU), o 20 mg di alteplase (corrispondenti a 11 600 000 UI), o 50 mg di alteplase (corrispondenti a 29 000 000 UI). Alteplase è prodotto con la tecnica del DNA ricombinante utilizzando la linea cellulare dell’ovaio dell’hamster cinese. L'attività specifica della sostanza di riferimento interna di alteplase è di 580.000 UI/mg. Ciò è stato confermato dal confronto con il secondo standard internazionale dell'OMS per t-PA. L'attività specifica di alteplase ha un valore compreso tra 522 000 e 696 000 UI/mg. Eccipienti con effetto noto Ogni flaconcino da 10 mg contiene 1,0 mg di polisorbato 80 (E 433). Ogni flaconcino da 20 mg contiene 2,0 mg di polisorbato 80 (E 433). Ogni flaconcino da 50 mg contiene 5,0 mg di polisorbato 80 (E 433). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Controindicazioni

Ipersensibilità nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Controindicazioni nell’infarto miocardico acuto, nell’embolia polmonare acuta massiva e nell’ictus ischemico acuto: Actilyse è controindicato in situazioni associate ad alto rischio di sanguinamento, come: • significativo disturbo della coagulazione in atto o negli ultimi 6 mesi; • diatesi emorragica nota; • sanguinamento recente o in atto, grave o pericoloso; • qualsiasi storia di danno al sistema nervoso centrale (come neoplasia, aneurisma, intervento chirurgico cerebrale o spinale); • recente (meno di 10 giorni) parto, puntura recente di un vaso sanguigno non comprimibile (ad esempio vena succlavia o giugulare); • ipertensione arteriosa grave non controllata (vedere paragrafo 4.4); • endocardite batterica, pericardite; • pancreatite acuta; • malattia ulcerosa del tratto gastroenterico attiva, varici esofagee, aneurisma arterioso e/o malformazioni venose o arteriose note; • neoplasia con aumentato rischio di emorragie; • grave epatopatia, compresa insufficienza epatica, cirrosi, ipertensione portale (varici esofagee) ed epatite attiva; • intervento chirurgico maggiore o trauma grave negli ultimi 3 mesi.
Ulteriori controindicazioni nell’infarto miocardico acuto e nell’embolia polmonare acuta massiva: • qualsiasi storia nota di ictus emorragico o ictus di origine sconosciuta; • storia nota di ictus ischemico o di attacco ischemico transitorio (TIA) nei 6 mesi precedenti, eccetto ictus ischemico acuto corrente entro 4,5 ore; • pazienti che ricevono un trattamento anticoagulante orale efficace (per es.
antagonisti della vitamina K con INR > 1,3) (vedere paragrafo 4.4).
Ulteriori controindicazioni nell’ictus ischemico acuto: • deficit neurologico minore o sintomi in rapido miglioramento prima dell’inizio dell’infusione; • ictus di grave entità sulla base di valutazioni cliniche (ad es.
NIHSS>25) e/o di adeguate tecniche di imaging;• storia nota o sospetto di emorragia intracranica; • evidenza di emorragia intracranica (ICH) all’esame TAC; • sintomi indicativi di emorragia subaracnoidea, anche se l’immagine alla TAC risulta negativa; • pazienti che ricevono un’anticoagulazione efficace (per es.
antagonisti della vitamina K con INR > 1,7) (vedere paragrafo 4.4); • somministrazione di eparina entro le precedenti 48 ore e tempo di tromboplastina più elevato del limite superiore di normalità per il laboratorio; • pazienti con storia di ictus precedente e di diabete concomitante; • ictus precedente negli ultimi 3 mesi; • conta piastrinica inferiore a 100 000/mm³; • valori di pressione arteriosa (PA) sistolica > 185 mmHg o PA diastolica > 110 mmHg o casi in cui non sia possibile ridurre la PA al di sotto di questi limiti con un attento trattamento; • glicemia <50 mg/dL (vedere paragrafo 4.4) o >400 mg/dL (<2,8 mM o >22,2 mM).
Utilizzo nei bambini e negli adolescenti Actilyse non è indicato nel trattamento dell’ictus ischemico acuto nei bambini di età inferiore a 16 anni (per gli adolescenti di età ≥16 anni vedere il paragrafo 4.4).

Posologia

Actilyse deve essere prescritto da medici esperti nell'uso del trattamento trombolitico e che dispongano delle strutture necessarie per monitorarne l'utilizzo.
Infarto miocardico acuto Posologia a) Regime di somministrazione in 90 minuti (accelerato) nei pazienti con infarto miocardico acuto, nei quali il trattamento può essere iniziato entro 6 ore dall'insorgenza della sintomatologia.
Nei pazienti con peso corporeo ≥ 65 kg:
  Volume da somministrare in base alla concentrazione di alteplase
1 mg/ml 2 mg/ml
15 mg come bolo endovenoso, immediatamente seguito da 15 ml 7,5 ml
50 mg come infusione endovenosa a velocità costante nei primi 30 minuti, immediatamente seguita da 50 ml 25 ml
35 mg come infusione endovenosa a velocità costante nei successivi 60 minuti, fino alla dose massima totale di 100 mg 35 ml 17,5 ml
Nei pazienti con peso corporeo <65 kg la dose totale va aggiustata come segue:
  Volume da somministrare in base alla concentrazione di alteplase
1 mg/ml 2 mg/ml
15 mg come bolo endovenoso, immediatamente seguito da 15 ml 7,5 ml
0,75 mg/kg peso corporeo come infusione endovenosa a velocità costante nei primi 30 minuti, immediatamente seguita da 0,75 ml/kg peso corporeo 0,375 ml/kg peso corporeo
0,5 mg/kg peso corporeo come infusione endovenosa a velocità costante nei successivi 60 minuti 0,5 ml/kg peso corporeo 0,25 ml/kg peso corporeo
b) Regime di somministrazione in 3 ore, per i pazienti con infarto miocardico acuto, nei quali il trattamento può essere iniziato nel periodo compreso tra 6 e 12 ore dopo l'insorgenza della sintomatologia.
Nei pazienti con peso corporeo ≥ 65 kg:
  Volume da somministrare in base alla concentrazione di alteplase
1 mg/ml 2 mg/ml
10 mg come bolo endovenoso, immediatamente seguito da 10 ml 5 ml
50 mg come infusione endovenosa a velocità costante nella prima ora, immediatamente seguita da 50 ml 25 ml
40 mg come infusione endovenosa a velocità costante nelle successive 2 ore, fino ad una dose massima totale di 100 mg 40 ml 20 ml
Nei pazienti con peso corporeo <65 kg:
  Volume da somministrare in base alla concentrazione di alteplase
1 mg/ml 2 mg/ml
10 mg come bolo endovenoso, immediatamente seguito da 10 ml 5 ml
un’infusione endovenosa a velocità costante nelle successive 3 ore fino ad una dose massima totale di 1,5 mg/kg di peso corporeo 1,5 ml/kg peso corporeo 0,75 ml/kg peso corporeo
Terapia aggiuntiva: La terapia antitrombotica aggiuntiva è raccomandata in accordo alle attuali linee guida internazionali di trattamento relative alla gestione dei pazienti con infarto miocardico con elevazione del tratto ST.
Modo di somministrazione La soluzione ricostituita deve essere somministrata per via endovenosa ed è per uso immediato.
I flaconcini di alteplase da 2 mg non sono autorizzati per questa indicazione.
Per le istruzioni prima della ricostituzione/somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
Embolia polmonare acuta massiva Posologia Nei pazienti con peso corporeo ≥ 65 kg: Una dose totale di 100 mg di alteplase deve essere somministrata in 2 ore.
La maggior parte dell'esperienza di impiego del farmaco si riferisce al seguente regime di somministrazione:
  Volume da somministrare in base alla concentrazione di alteplase
1 mg/ml 2 mg/ml
10 mg come bolo endovenoso nei primi 1-2 minuti, immediatamente seguito da 10 ml 5 ml
90 mg come infusione endovenosa a velocità costante nelle successive due ore fino alla dose massima totale di 100 mg 90 ml 45 ml
Nei pazienti con peso corporeo <65 kg:
  Volume da somministrare in base alla concentrazione di alteplase
1 mg/ml 2 mg/ml
10 mg come bolo endovenoso nei primi 1-2 minuti, immediatamente seguito da 10 ml 5 ml
un’infusione endovenosa a velocità costante nelle successive 2 ore fino ad una dose massima totale di 1,5 mg/kg di peso corporeo 1,5 ml/kg peso corporeo 0,75 ml/kg peso corporeo
Terapia aggiuntiva: Dopo trattamento con Actilyse, la terapia con eparina deve essere iniziata (o ripresa) quando i valori dell’aPTT sono inferiori al doppio del limite superiore normale.
L'infusione deve essere regolata per mantenere l’aPTT fra 50 - 70 secondi (da 1,5 a 2,5 volte il valore di riferimento).
Modo di somministrazione La soluzione ricostituita deve essere somministrata per via endovenosa ed è per uso immediato.
I flaconcini di alteplase da 2 mg non sono autorizzati per questa indicazione.
Per le istruzioni prima della ricostituzione/somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
Ictus ischemico acuto Il trattamento deve essere effettuato esclusivamente sotto la responsabilità ed il controllo di un medico addestrato ed esperto nella cura delle patologie neurovascolari, vedere i paragrafi 4.3 e 4.4.
Il trattamento con Actilyse per adulti e per adolescenti ≥ 16 anni deve essere iniziato il prima possibile e comunque non oltre 4,5 ore dall'insorgenza dei sintomi e dopo avere escluso una emorragia intracranica mediante idonee tecniche di imaging (vedere paragrafo 4.3 e 4.4).
Oltre le 4,5 ore dall’insorgenza dei sintomi dell’ictus, il rapporto beneficio/rischio associato alla somministrazione di Actilyse è negativo e pertanto non deve essere somministrato (vedere paragrafo 5.1).
Posologia La dose raccomandata totale è di 0,9 mg di alteplase/kg peso corporeo (massimo di 90 mg), iniziando con il 10% della dose totale come bolo endovenoso iniziale, immediatamente seguito dal resto della dose somministrata come infusione endovenosa per 60 minuti.
TABELLA POSOLOGICA PER L’ICTUS ISCHEMICO ACUTO
Utilizzando la concentrazione standard raccomandata di 1 mg/ml, il volume (ml) da somministrare è uguale al dosaggio raccomandato (mg)
Peso (kg) Dose totale (mg) Dose in bolo (mg) Dose di infusione* (mg)
40 36,0 3,6 32,4
42 37,8 3,8 34,0
44 39,6 4,0 35,6
46 41,4 4,1 37,3
48 43,2 4,3 38,9
50 45,0 4,5 40,5
52 46,8 4,7 42,1
54 48,6 4,9 43,7
56 50,4 5,0 45,4
58 52,2 5,2 47,0
60 54,0 5,4 48,6
62 55,8 5,6 50,2
64 57,6 5,8 51,8
66 59,4 5,9 53,5
68 61,2 6,1 55,1
70 63,0 6,3 56,7
72 64,8 6,5 58,3
74 66,6 6,7 59,9
76 68,4 6,8 61,6
78 70,2 7,0 63,2
80 72,0 7,2 64,8
82 73,8 7,4 66,4
84 75,6 7,6 68,0
86 77,4 7,7 69,7
88 79,2 7,9 71,3
90 81,0 8,1 72,9
92 82,8 8,3 74,5
94 84,6 8,5 76,1
96 86,4 8,6 77,8
98 88,2 8,8 79,4
100+ 90,0 9,0 81,0
*somministrata nella concentrazione di 1 mg/ml per 60 min come infusione a velocità costante.
Terapia aggiuntiva Medicinali che influenzano la coagulazione/la funzione delle piastrine La sicurezza e l’efficacia di questo schema terapeutico con la somministrazione contemporanea di eparina o di inibitori dell’aggregazione delle piastrine come l’acido acetilsalicilico nelle prime 24 ore dopo il trattamento con Actilyse non sono state sufficientemente valutate.
Pertanto, la somministrazione di eparina per via endovenosa o di inibitori dell’aggregazione delle piastrine come l’acido acetilsalicilico deve essere evitata nelle prime 24 ore dopo il trattamento con Actilyse per il maggior rischio di emorragia.
Se l’eparina è richiesta per altre indicazioni (per esempio prevenzione della trombosi venosa profonda), la dose non deve eccedere le 10.000 UI al giorno, e deve essere somministrata per via sottocutanea.
Modo di somministrazione La soluzione ricostituita deve essere somministrata per via endovenosa ed è per uso immediato.
I flaconcini di alteplase da 2 mg non sono autorizzati per questa indicazione.
Per le istruzioni prima della ricostituzione/somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
Popolazione pediatrica Vi è esperienza limitata sull’utilizzo di Actilyse nei bambini e negli adolescenti.
Actilyse è controindicato per il trattamento dell’ictus ischemico acuto nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 16 anni (vedere paragrafo 4.3).
La dose per adolescenti di età ≥ 16 anni è uguale a quella utilizzata per gli adulti (vedere paragrafo 4.4 per le raccomandazioni relative alle tecniche di imaging da utilizzare prima).

Avvertenze e precauzioni

Tracciabilità Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Si deve scegliere con attenzione la confezione adatta del medicinale, secondo l’utilizzo previsto.
Il flaconcino di alteplase da 2 mg non è indicato per l’uso nell’infarto miocardico acuto, nella embolia polmonare acuta massiva o nell’ictus ischemico acuto (a causa del rischio di sotto dosaggio massivo).
Solo i flaconcini da 10 mg, 20 mg e 50 mg sono autorizzati per queste indicazioni.
Si raccomanda, in caso di somministrazione di Actilyse, che siano sempre disponibili le attrezzature standard per la rianimazione e la farmacoterapia.
Ipersensibilità Le reazioni di ipersensibilità immunomediate associate alla somministrazione di Actilyse possono essere causate dal principio attivo alteplase o da uno qualsiasi degli eccipienti.
Dopo il trattamento non è stata osservata la formazione prolungata di anticorpi verso la molecola dell'attivatore ricombinante del plasminogeno umano tissutale.
Non vi è un'esperienza sistematica con la risomministrazione di Actilyse.
Vi è anche il rischio di reazioni di ipersensibilità mediate, attraverso un meccanismo non immunologico.
L'angioedema è la reazione di ipersensibilità più comune segnalata con Actilyse.
Tale rischio può essere aumentato nell'indicazione per l'ictus ischemico acuto e/o dal trattamento concomitante con ACE inibitori (vedere paragrafo 4.5).
I pazienti trattati con Actilyse devono essere monitorati per la comparsa di angioedema durante l'infusione e fino a 24 ore dopo di essa.
Qualora si manifesti una reazione di ipersensibilità severa (ad es.
angioedema), sospendere l’infusione ed adottare immediatamente opportuna terapia, che può includere l’intubazione.
Sanguinamento La complicanza più comune riscontrata durante la terapia con Actilyse è il sanguinamento.
L’uso concomitante di altre sostanze attive che influenzano la coagulazione o la funzione piastrinica può contribuire al sanguinamento (vedere paragrafo 4.3) (vedere paragrafo 4.2 per AIS).
A seguito della lisi della fibrina durante la terapia con Actilyse, può verificarsi sanguinamento dai recenti siti di iniezione.
Pertanto, la terapia trombolitica richiede particolare attenzione a tutti i possibili siti di sanguinamento (inclusi quelli derivanti da inserimento di catetere, taglio da puntura arteriosa e venosa, puntura da ago).
L’uso di cateteri rigidi, le iniezioni intramuscolari e la manipolazione non essenziale del paziente devono essere evitati durante il trattamento con Actilyse.
Se si verifica un sanguinamento potenzialmente pericoloso, in particolare emorragia cerebrale, la terapia fibrinolitica deve essere interrotta e la somministrazione concomitante di eparina deve essere sospesa immediatamente.
In generale, tuttavia, data la breve emivita di Actilyse e il minimo effetto sui fattori sistemici della coagulazione, non è necessario reintegrare i fattori di coagulazione.
La maggior parte dei casi di emorragia possono essere controllati interrompendo la terapia trombolitica e anticoagulante, ripristinando il volume plasmatico, e applicando manualmente una compressione al vaso responsabile dell'emorragia.
Se nelle 4 ore precedenti il fenomeno emorragico è stata somministrata eparina, si deve prendere in considerazione la somministrazione di protamina.
Nei rari casi che non rispondono a queste misure conservative, può essere opportuna una trasfusione, da effettuare con estrema cautela.
La trasfusione di crioprecipitati, plasma fresco congelato e piastrine, deve essere considerata, effettuando una rivalutazione mediante esami clinici e di laboratorio dopo ogni somministrazione.
Il livello di fibrinogeno da ottenere mediante infusione di crioprecipitati è di 1 g/l.
Come ultima alternativa sono disponibili gli agenti antifibrinolitici.
Il rischio di emorragia intracranica è aumentato nei pazienti anziani; pertanto, in questi pazienti la valutazione del rapporto beneficio/rischio deve essere considerata attentamente.
Il beneficio terapeutico atteso deve essere attentamente valutato rispetto al potenziale rischio, specialmente nei pazienti con:• piccoli traumi recenti, quali biopsie, puntura di vasi sanguigni maggiori, iniezioni intramuscolari; • rianimazione cardiopolmonare o massaggio cardiaco prolungati (> 2 minuti) o traumatici; • pazienti che assumono anticoagulanti orali: l’uso di Actilyse può essere preso in considerazione qualora la dose o il tempo intercorso dall’ultima assunzione del trattamento anticoagulante rendano improbabile una efficacia residua, come confermato da appropriato/i test dell’attività anticoagulante per il/i prodotto/i interessato/i che non mostrino un’attività clinicamente rilevante sul sistema della coagulazione (per es.
INR ≤ 1,3 (IMA e EP) o INR ≤ 1,7 (AIS) per gli antagonisti della vitamina K o altro/i test rilevante/i per altri anticoagulanti orali rientranti nel rispettivo limite superiore di normalità).
Tromboembolia L’uso di Actilyse può aumentare il rischio di eventi tromboembolici in pazienti con trombi preesistenti, per es.
trombo cardiaco sinistro (stenosi mitralica o fibrillazione atriale, ecc.).
Popolazione pediatrica Al momento l'esperienza di impiego di Actilyse nei bambini e negli adolescenti è limitata.
Quando Actilyse è considerato per il trattamento dell'ictus ischemico acuto in adolescenti accuratamente selezionati di età ≥16 anni, il beneficio deve essere valutato attentamente rispetto ai rischi su base individuale e discusso appropriatamente con il paziente e genitore/tutore.
Gli adolescenti di età ≥16 anni devono essere trattati secondo le istruzioni previste per la popolazione adulta dopo esecuzione di imaging mediante tecniche appropriate per escludere altre patologie che possono mimare l’ictus e per confermare l'occlusione arteriosa relativa al deficit neurologico (vedere paragrafo 5.1).
Ulteriori avvertenze speciali e precauzioni nell’infarto miocardico acuto e nell’embolia polmonare acuta massiva: Non si deve somministrare una dose superiore a 100 mg di alteplase in quanto associata ad una aumentata incidenza di emorragia intracranica.
Pertanto, si deve prestare attenzione allo scopo di accertarsi che venga somministrata la dose di alteplase raccomandata nel paragrafo 4.2.
Si devono valutare molto attentamente i benefici terapeutici attesi verso i potenziali rischi, specialmente nei pazienti con: • pressione arteriosa sistolica >160 mm Hg (vedere paragrafo 4.3); • peso corporeo < 50 kg; • età avanzata, ossia pazienti di età pari o superiore a 75 anni, nei quali può aumentare il rischio di emorragia intracerebrale.
Antagonisti della GPIIb/IIIa: L’uso concomitante di antagonisti della GPIIb/IIIa aumenta il rischio di sanguinamento.
Ulteriori avvertenze speciali e precauzioni nell’infarto miocardico acuto Aritmie: La trombolisi coronarica può causare aritmia da riperfusione.
L’aritmia da riperfusione può portare ad arresto cardiaco, può essere rischiosa per la vita e richiedere l’uso di terapie antiaritmiche convenzionali.
Ulteriori avvertenze speciali e precauzioni nell’ictus ischemico acuto: Il trattamento trombolitico richiede un monitoraggio adeguato.
Il trattamento deve essere effettuato esclusivamente sotto la responsabilità ed il controllo di un medico qualificato ed esperto nella cura delle patologie neurovascolari e nell’utilizzo dei trattamenti trombolitici e che dispongano delle attrezzature necessarie per monitorare tale uso.
Per la verifica dell’indicazione al trattamento possono essere prese in considerazione misure diagnostiche in remoto, a seconda dei casi (vedere paragrafo 4.1 e 4.2).
Avvertenze speciali / condizioni con un rapporto rischio/beneficio ridotto: Sanguinamento L’emorragia intracerebrale rappresenta la reazione avversa maggiore nel trattamento dell’ictus ischemico acuto (fino al 15% dei pazienti senza alcun aumento della mortalità complessiva e senza alcun aumento rilevante della combinazione mortalità complessiva e disabilità grave, cioè Scala di Rankin modificata [mRS] punteggio di 5 e 6).
Rispetto alle altre indicazioni i pazienti con ictus ischemico acuto trattati con Actilyse presentano un aumento marcato del rischio di emorragie intracraniche dato che il sanguinamento insorge prevalentemente all’interno dell’area infartuata.
Questo riguarda in particolare i seguenti casi: • il beneficio clinico netto diminuisce man mano che aumenta il tempo di trattamento dall'insorgenza dei sintomi dell'ictus.
Pertanto, la somministrazione di Actilyse non deve essere ritardata; • pazienti pretrattati con acido acetilsalicilico (ASA) possono presentare un maggior rischio di emorragie intracraniche e/o mortalità, specialmente se il trattamento con Actilyse viene ritardato; • rispetto ai pazienti più giovani, i pazienti di età avanzata (oltre 80 anni) possono presentare un esito piuttosto sfavorevole indipendentemente dal trattamento.
Questi pazienti sono anche più propensi ad avere ictus più severi che sono associati ad un rischio assoluto più elevato di emorragia intracerebrale quando sottoposti a trombolisi rispetto a ictus più lievi in caso o meno di trombolisi.
Sebbene i dati disponibili indichino che il beneficio netto di Actilyse in pazienti di età superiore a 80 anni sia inferiore rispetto a quello in pazienti più giovani, Actilyse può essere utilizzato in pazienti di età superiore a 80 anni sulla base di un rapporto -beneficio-rischio individuale (vedere paragrafo 5.1).
I pazienti di età avanzata devono essere selezionati con molta attenzione tenendo in considerazione sia lo stato di salute generale che lo stato neurologico.
Gruppi speciali nei quali il rapporto beneficio/rischio è ridotto Il rapporto beneficio/rischio della somministrazione di Actilyse deve essere valutato con attenzione nei pazienti con AIS che presentano le seguenti condizioni: • il beneficio terapeutico è ridotto nei pazienti che hanno avuto un precedente ictus (vedere anche paragrafo 4.3) o in quelli con diabete noto non controllato, pertanto il rapporto beneficio/rischio in questi pazienti è considerato meno favorevole, ma comunque positivo; • nei pazienti con ictus molto lieve, i rischi superano i benefici attesi (vedere paragrafo 4.3); • i pazienti con ictus molto severo sono a maggior rischio di emorragia intracerebrale e morte e non devono essere trattati (vedere paragrafo 4.3); • i pazienti con infarti estesi sono a maggior rischio di esito sfavorevole, tra cui emorragia severa e morte.
In tali pazienti, il rapporto beneficio/rischio deve essere attentamente considerato; • nei pazienti con ictus la probabilità di esiti positivi si riduce con l’aumentare del tempo tra l’inizio dei sintomi e il trattamento l'aumentare dell'età, della severità dell'ictus e dell'aumento dei livelli di glucosio nel sangue al momento del ricovero, mentre aumenta la probabilità di severa disabilità e morte o emorragie intracraniche sintomatiche, indipendentemente dal trattamento; • Convulsioni all’esordio dell’ictus (in questi pazienti, la terapia trombolitica deve essere presa in considerazione solo quando non vi sia sospetto di stroke mimic o trauma cranico significativo); • Nei pazienti con glicemia iniziale < 50 mg/dL, la trombolisi può essere presa in considerazione dopo la correzione a valori glicemici normali se la diagnosi di AIS persiste (vedere paragrafo 4.3).
Monitoraggio della pressione arteriosa È necessario il monitoraggio della pressione arteriosa (PA) durante la somministrazione del trattamento e nelle successive 24 ore dopo il trattamento con alteplase; si raccomanda un trattamento antipertensivo per via endovenosa in caso di PA sistolica > 180 mmHg o PA diastolica > 105 mmHg.
Altre avvertenze speciali: La riperfusione dell'area ischemica può indurre edema cerebrale nella zona infartuata.
A causa dell’aumentato rischio emorragico, non si deve iniziare il trattamento con antiaggreganti piastrinici nelle prime 24 ore successive al trattamento trombolitico con alteplase.
Actilyse contiene polisorbato 80 Questo medicinale contiene 1,0 mg, 2,0 mg o 5,0 mg di polisorbato 80 in ogni flaconcino rispettivamente da 10 mg, 20 mg o 50 mg.
I polisorbati possono causare reazioni allergiche.

Interazioni

Non sono stati effettuati studi formali di interazione con Actilyse e medicinali comunemente somministrati a pazienti con infarto miocardico acuto, embolia polmonare acuta massiva o ictus ischemico acuto.
Farmaci che influenzano la coagulazione/la funzione delle piastrine Il rischio di sanguinamento può aumentare con l’uso di medicinali che influenzano la coagulazione o che alterano la funzione delle piastrine (somministrati prima, durante o dopo la terapia con alteplase).
Questi medicinali devono essere evitati nelle prime 24 ore dopo il trattamento dell’ictus ischemico acuto con Actilyse.
Per quanto riguarda il pretrattamento con queste sostanze, vedere paragrafi 4.2, 4.3 e 4.4.
ACE inibitori Il trattamento concomitante con ACE inibitori può aumentare il rischio di manifestare reazioni di ipersensibilità (vedere paragrafo 4.4).
L’uso concomitante di antagonisti della GPIIb/IIIa aumenta il rischio di sanguinamento.

Effetti indesiderati

La reazione avversa più frequente associata ad Actilyse è il sanguinamento in diverse forme con conseguente diminuzione dei valori di ematocrito e/o emoglobina.
Le reazioni avverse elencate di seguito sono classificate in accordo alla frequenza e alla classificazione per sistemi e organi.
La frequenza è definita in accordo alla seguente convenzione: Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1 000, <1/100), Raro (≥1/10 000, <1/1 000), Molto raro (<1/10 000), Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Ad eccezione dell’emorragia cerebrale/intracranica come reazione avversa nell’indicazione ictus e dell’aritmia da riperfusione nell’indicazione infarto miocardico acuto, non ci sono ragioni mediche per supporre che il profilo qualitativo e quantitativo delle reazioni avverse di Actilyse nelle indicazioni embolia polmonare acuta massiva e ictus ischemico acuto sia diverso dal profilo nell’indicazione infarto miocardico acuto.
Tabella 1 Reazioni avverse nell’infarto miocardico acuto, nell’embolia polmonare acuta massiva e nell’ictus ischemico acuto
Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa
Emorragia
molto comune l’emorragia intracerebrale rappresenta la reazione avversa maggiore nel trattamento dell’ictus ischemico acuto, tutte le emorragie incluse quelle in questa tabella, es.
ICH e non-ICH
comune emorragia intracerebrale (come emorragia cerebrale, ematoma cerebrale, ictus emorragico, trasformazione emorragica dell’ictus, ematoma intracranico, emorragia subaracnoidea) nel trattamento dell’infarto miocardico acuto e dell’embolia polmonare acuta massiva, emorragia faringea, emorragia gastrointestinale (come emorragia gastrica, ulcera gastrica emorragica, emorragia rettale, ematemesi, melena, emorragia del cavo orale, sanguinamento gengivale), ecchimosi, emorragia urogenitale (come ematuria, emorragia del tratto urinario), emorragia a livello del sito di iniezione (emorragia provocata da iniezione, ematoma nella zona di inserzione del catetere, emorragia a livello del sito di inserzione del catetere)
non comune emorragia polmonare (come emottisi, emotorace, emorragia del tratto respiratorio), epistassi, emorragia a livello dell’orecchio
raro emorragia oculare, emopericardio, emorragia retroperitoneale (come ematoma retroperitoneale)
non nota*** sanguinamento a carico di organi parenchimatosi (come emorragia epatica)
Disturbi del sistema immunitario
raro reazioni di ipersensibilità (es.
eruzione cutanea, orticaria, broncospasmo, angioedema, ipotensione, shock)*
molto raro anafilassi grave
Patologie del sistema nervoso
molto raro eventi correlati al sistema nervoso (es.
crisi epilettica, convulsioni, afasia, disturbi del linguaggio, delirio, sindrome cerebrale acuta, agitazione, stato confusionale, depressione, psicosi) spesso associati a concomitanti eventi cerebrovascolari ischemici o emorragici
Patologie cardiache**
molto comune ischemia ricorrente / angina pectoris, ipotensione e insufficienza cardiaca / edema polmonare
comune shock cardiogeno, arresto cardiaco e reinfarto
non comune aritmia da riperfusione (come aritmia, extrasistoli, blocco AV dal primo grado fino al blocco atrioventricolare completo, fibrillazione atriale / flutter, bradicardia, tachicardia, aritmia ventricolare, tachicardia ventricolare / fibrillazione, dissociazione elettromeccanica [EMD]), rigurgito della valvola mitralica, embolia polmonare, altre embolie sistemiche / embolia cerebrale, alterazione del setto ventricolare
Patologie vascolari
raro embolia che può portare conseguenze a livello degli organi interessati
Patologie gastrointestinali
raro nausea
non nota*** vomito
Esami diagnostici
non comune diminuzione della pressione sanguigna
non nota*** aumento della temperatura corporea
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
non nota*** embolia di grasso (embolizzazione di cristalli di colesterolo) che può portare conseguenze a livello degli organi interessati
Procedure mediche e chirurgiche
non nota*** necessità di trasfusione di sangue
*Vedere paragrafi 4.4 e 4.5.
**Patologie cardiache Come con altri agenti trombolitici, gli eventi descritti in precedenza nella sezione pertinente sono stati riportati come conseguenza dell’infarto miocardico e/o della somministrazione di trombolitici.
Questi eventi cardiaci possono essere pericolosi per la vita e possono condurre alla morte.
***Calcolo della frequenza Questa reazione avversa è stata osservata durante l’esperienza post-marketing.
Con un’affidabilità del 95%, la categoria di frequenza non è superiore a “raro”, ma potrebbe essere inferiore.
Non è possibile una stima precisa della frequenza poiché la reazione avversa al medicinale non è stata riscontrata in una banca dati di studi clinici di 8299 pazienti.
Morte ed invalidità permanente sono riportate nei pazienti che hanno avuto un ictus (compresa emorragia intracranica) e altri episodi gravi di emorragie.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati relativi all’uso di alteplase in donne in gravidanza sono in numero limitato.
Gli studi non clinici condotti con alteplase con dosi superiori a quelle utilizzate nell’uomo hanno mostrato immaturità fetale e/o embriotossicità, secondarie all’attività farmacologica nota del medicinale.
Alteplase non è considerato teratogeno (vedere paragrafo 5.3).
Nei casi di malattia acuta e pericolosa per la vita i benefici attesi devono essere valutati rispetto ai potenziali rischi.
Allattamento Non è noto se alteplase sia escreto nel latte materno.
Esistono informazioni insufficienti sull’escrezione di alteplase nel latte di animali.
Si deve usare cautela quando Actilyse è usato in una donna che allatta e deve essere deciso se l’allattamento al seno debba essere interrotto nelle prime 24 ore successive all’uso di Actilyse.
Fertilità Non sono disponibili dati clinici sulla fertilità per Actilyse.
Gli studi non clinici condotti con alteplase non hanno mostrato effetti negativi sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3).

Conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.
Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione vedere paragrafo 6.3.

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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.