ACIDO ACETILS PE 30CPR 100MG

1,41 €

Prezzo indicativo

Principio attivo: ACIDO ACETILSALICILICO
  • ATC: B01AC06
  • Descrizione tipo ricetta: RR - RIPETIBILE 10V IN 6MESI
  • Presenza Glutine:
  • Presenza Lattosio: Il farmaco contiene lattosio

Data ultimo aggiornamento: 29/10/2025

- Prevenzione secondaria dell'infarto del miocardio. - Prevenzione della morbilità cardiovascolare in pazienti affetti da angina pectoris stabile. - Anamnesi di angina pectoris instabile, eccetto durante la fase acuta. - Prevenzione dell'occlusione dell'innesto dopo bypass aortocoronarico (CABG). - Angioplastica coronarica, eccetto durante la fase acuta. - Prevenzione secondaria degli attacchi ischemici transitori (TIA) e degli accidenti ischemici cerebrovascolari (CVA), purchè siano state escluse emorragie intracerebrali. ACIDO ACETILSALICILICO PENSA non è raccomandato in situazioni di emergenza.
Ogni compressa gastroresistente contiene 100 mg di acido acetilsalicilico. Eccipienti con effetti noti: Ogni compressa gastroresistente contiene 60 mg di lattosio monoidrato. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Controindicazioni

- Ipersensibilità ai composti dell’acido salicilico o ai FANS e ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; - Anamnesi di asma indotta da salicilati o sostanze con un meccanismo d'azione simile, in particolare i FANS; - Ulcere gastrointestinali acute; - Anamnesi di sanguinamento o perforazione gastrointestinale (insufficienza gastrica o intestinale) causata da una precedente terapia con FANS; - Ulcera/emorragia gastrica e duodenale attiva o con anamnesi ricorrente con episodi di ulcerazione o sanguinamento, o altri tipi di sanguinamento come emorragie cerebrovascolari; - Diatesi emorragica; patologie della coagulazione come emofilia e trombocitopenia; - Grave insufficienza epatica; - Grave insufficienza renale; - Grave insufficienza cardiaca; - Dosi superiori a 100 mg/die durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6); - Metotrexato utilizzato a dosi superiori a 15 mg/settimana (vedere paragrafo 4.5).

Posologia

Posologia Adulti Prevenzione secondaria dell'infarto del miocardio: La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.
Prevenzione della morbilità cardiovascolare nei pazienti affetti da angina pectoris stabile: La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.
Anamnesi di angina pectoris instabile, eccetto durante la fase acuta: La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.
Prevenzione dell'occlusione dell'innesto dopo bypass aortocoronarico (CABG): La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.
Angioplastica coronarica, eccetto durante la fase acuta: La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.
Prevenzione secondaria degli attacchi ischemici transitori (TIA) e degli accidenti ischemici cerebrovascolari (CVA), purchè siano state escluse emorragie intracerebrali: La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.
ACIDO ACETILSALICILICO PENSA non deve essere utilizzato a dosi più elevate se non su consiglio del medico.
La dose non deve superare i 300 mg al giorno.
Per quanto riguarda il dosaggio, si devono prendere in considerazione le linee guida terapeutiche nazionali e locali.
Anziani In generale, l’acido acetilsalicilico deve essere usato con cautela nei pazienti anziani che sono più soggetti a manifestare eventi indesiderati.
Si raccomanda la dose abituale per gli adulti in assenza di grave insufficienza renale o epatica (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
Il trattamento deve essere rivalutato a intervalli regolari.
Popolazione pediatrica L’acido acetilsalicilico non deve essere somministrato a bambini e adolescenti di età inferiore a 16 anni, salvo consiglio medico laddove il beneficio superi il rischio (vedere paragrafo 4.4).
Modo di somministrazione Per uso orale.
Le compresse devono essere deglutite intere con sufficiente acqua (1/2 bicchiere d'acqua).
A causa del rivestimento gastroresistente, le compresse non devono essere frantumate, rotte o masticate poiché il rivestimento previene effetti irritanti sull'intestino.

Avvertenze e precauzioni

ACIDO ACETILSALICILICO PENSA non è adatto all'uso come antinfiammatorio, analgesico o antipiretico.
Si raccomanda l'uso negli adulti e negli adolescenti a partire dai 16 anni di età.
Vi è un aumentato rischio di emorragia e prolungamento del tempo di sanguinamento in particolare durante o dopo un intervento chirurgico (anche in caso di procedure minori, ad esempio l'estrazione di un dente) a causa dell'effetto inibitorio dell'acido acetilsalicilico sull'aggregazione piastrinica che persiste per 4-8 giorni dopo la somministrazione.
Utilizzare con cautela prima di un intervento chirurgico, inclusa l'estrazione di un dente.
Potrebbe essere necessaria la sospensione temporanea del trattamento.
ACIDO ACETILSALICILICO PENSA non è raccomandato durante la menorragia poichè può aumentare il flusso mestruale.
ACIDO ACETILSALICILICO PENSA deve essere usato con cautela nei casi di ipertensione e quando i pazienti hanno una anamnesi pregressa di ulcera gastrica o duodenale o episodi emorragici o sono sottoposti a terapia con anticoagulanti.
I pazienti devono segnalare al proprio medico eventuali sintomi di sanguinamento insoliti.
Se si verifica sanguinamento gastrointestinale o ulcera, il trattamento deve essere sospeso.
L'acido acetilsalicilico deve essere usato con cautela nei pazienti con moderata compromissione della funzionalità renale o epatica (controindicato se grave) o in pazienti disidratati poiché l'uso dei FANS può provocare un deterioramento della funzionalità renale.
I test di funzionalità epatica devono essere eseguiti regolarmente nei pazienti che presentano insufficienza epatica lieve o moderata.
L'acido acetilsalicilico può favorire broncospasmo e attacchi d'asma o altre reazioni di ipersensibilità.
I fattori di rischio sono asma, febbre da fieno, polipi nasali o patologie respiratorie croniche.
Lo stesso vale per i pazienti che manifestano reazioni allergiche anche ad altre sostanze (ad es.
con reazioni cutanee, prurito o orticaria).
ACIDO ACETILSALICILICO PENSA non deve essere utilizzato in pazienti con anamnesi di asma causata da salicilati o FANS (vedere paragrafo 4.3).
Raramente sono state segnalate reazioni cutanee gravi, inclusa la sindrome di Stevens-Johnson, in associazione all'uso di acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.8).
Il trattamento con ACIDO ACETILSALICILICO PENSA deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.
I pazienti anziani sono particolarmente sensibili agli eventi avversi da FANS e dell’acido acetilsalicilico, in particolare al sanguinamento e alla perforazione gastrointestinale che possono risultare fatali (vedere paragrafo 4.2).
Quando è necessaria una terapia prolungata, questi pazienti devono essere rivalutati regolarmente.
Questo medicinale non deve essere assunto insieme ad altri medicinali contenenti acido acetilsalicilico o altri FANS (vedere paragrafo 4.5).
Il trattamento concomitante con ACIDO ACETILSALICILICO PENSA e altri farmaci che alterano l’emostasi (ad es.
anticoagulanti come warfarin, agenti trombolitici e antiaggreganti piastrinici, farmaci antinfiammatori e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) non è raccomandato, se non strettamente indicato, in quanto possono aumentare il rischio di emorragia (vedere paragrafo 4.5).
Se non si può evitare la combinazione, si raccomanda un attento monitoraggio dei segni di sanguinamento e del tempo di sanguinamento.
Si raccomanda cautela nei pazienti che assumono in concomitanza farmaci che potrebbero aumentare il rischio di ulcera, come corticosteroidi orali, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e deferasirox (vedere paragrafo 4.5).
Il rischio di emorragia gastrointestinale potrebbe anche essere aumentato dall’alcol (vedere paragrafo 4.5).
L'acido acetilsalicilico a basse dosi riduce l'escrezione di acido urico.
Per questo motivo, i pazienti che tendono ad avere una ridotta escrezione di acido urico possono manifestare attacchi di gotta (vedere paragrafi 4.5 e 4.8).
Il rischio di effetto ipoglicemizzante con sulfaniluree e insuline può essere potenziato con ACIDO ACETILSALICILICO PENSA assunto in caso di sovradosaggio (vedere paragrafo 4.5).
ACIDO ACETILSALICILICO PENSA deve essere usato con cautela nei pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi.
Popolazione pediatrica L’uso di questo medicinale non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti sotto i 16 anni di età a meno che i benefici attesi non superino i rischi.
L'acido acetilsalicilico può contribuire alla comparsa della sindrome di Reye in alcuni bambini.
La sindrome di Reye è una malattia molto rara che colpisce il cervello e il fegato e può essere fatale.
Per questo motivo, i bambini e gli adolescenti sotto i 16 anni che hanno o si stanno riprendendo dalla varicella o da sintomi simil-influenzali non devono usare questo medicinale.
Durante l'utilizzo di questo prodotto, se si verificano cambiamenti nel comportamento con nausea e vomito, il paziente deve consultare un medico poiché questi sintomi potrebbero essere un segno precoce della sindrome di Reye, che richiede un trattamento medico immediato.
Questo medicinale contiene lattosio.
I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit totale di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Associazioni controindicate Metotrexato (usato a dosi >15 mg/settimana): La combinazione dei farmaci, metotrexato e acido acetilsalicilico, aumenta la tossicità ematologica del metotrexato a causa della ridotta clearance renale del metotrexato indotta dall’acido acetilsalicilico.
Pertanto, l’uso concomitante di metotrexato (a dosi >15 mg/settimana) con ACIDO ACETILSALICILICO PENSA è controindicato (vedere paragrafo 4.3).
Associazioni non raccomandate Agenti uricosurici, ad es.
probenecid, sulfinpirazone
I salicilati invertono l’effetto del probenecid e del sulfinpirazone dovuto all’inibizione del riassorbimento tubulare.
La combinazione dovrebbe essere evitata.
Associazioni che richiedono precauzioni d'impiego o che devono essere prese in considerazione Anticoagulanti e trombolitici L’acido acetilsalicilico può aumentare gli effetti degli agenti trombolitici.
Aumento del rischio di sanguinamento dovuto all’inibizione della funzione trombocitica, alla lesione della mucosa duodenale e allo spostamento degli anticoagulanti orali dai loro siti di legame con le proteine plasmatiche.
I pazienti trattati contemporaneamente con acido acetilsalicilico e altri agenti antitrombotici devono essere attentamente monitorati per segni di sanguinamento e tempo di sanguinamento (vedere paragrafo 4.4).
In particolare, il trattamento con acido acetilsalicilico non deve essere iniziato entro le prime 24 ore dopo il trattamento con alteplase in pazienti con ictus acuto.
Pertanto, l'uso concomitante non è raccomandato.
Agenti antipiastrinici (ad es.
clopidogrel, ticlopidina, cilostazolo e dipiridamolo) e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI; come sertralina o paroxetina)
Aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4).
Antidiabetici, ad es.
sulfaniluree e insulina
I salicilati possono aumentare l’effetto ipoglicemizzante degli antidiabetici.
Pertanto, un aggiustamento verso il basso del dosaggio dell'antidiabetico può essere appropriato se vengono utilizzate grandi dosi di salicilati.
Si raccomandano maggiori controlli della glicemia.
Digossina e litio L’acido acetilsalicilico compromette l’escrezione renale di digossina e litio, determinando un aumento delle concentrazioni plasmatiche.
Si raccomanda il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di digossina e litio all’inizio e alla fine del trattamento con acido acetilsalicilico.
Potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose.
Diuretici e antipertensivi I FANS possono ridurre gli effetti antipertensivi dei diuretici e di altri agenti antipertensivi.
La pressione sanguigna dovrebbe essere ben monitorata.
L'uso concomitante di acido acetilsalicilico con ACE inibitori, antagonisti dei recettori dell'angiotensina II e bloccanti dei canali del calcio potrebbe aumentare il rischio di insufficienza renale acuta, soprattutto ad alte dosi di acido acetilsalicilico.
Per tale terapia di associazione deve essere utilizzato acido acetilsalicilico a basso dosaggio (≤100 mg al giorno).
Diuretici dell'ansa: rischio di insufficienza renale acuta dovuta alla ridotta filtrazione glomerulare attraverso la ridotta sintesi renale di prostaglandine.
Si raccomanda di idratare il paziente e monitorare la funzionalità renale all’inizio del trattamento.
I pazienti trattati contemporaneamente con verapamil e acido acetilsalicilico devono essere attentamente monitorati per eventuali segni di sanguinamento e tempo di sanguinamento.
Inibitori dell'anidrasi carbonica (acetazolamide) Può provocare acidosi grave e aumento della tossicità sul sistema nervoso centrale.
Corticosteroidi sistemici Il rischio di ulcerazione e sanguinamento gastrointestinale può aumentare quando l’acido acetilsalicilico e i corticosteroidi vengono co-somministrati (vedere paragrafo 4.4).
Può essere opportuno prendere in considerazione l'uso della gastroprotezione nei pazienti che assumono acido acetilsalicilico e corticosteroidi, soprattutto se sono anziani.
Pertanto, l'uso concomitante non è raccomandato.
Metotrexato (usato a dosi <15 mg/settimana): L’associazione dei farmaci metotrexato e acido acetilsalicilico può aumentare la tossicità ematologica del metotrexato a causa della ridotta clearance renale del metotrexato da parte dell’acido acetilsalicilico.
Devono essere effettuati controlli settimanali dell'emocromo durante le prime settimane di associazione.
Un monitoraggio più attento dovrebbe essere effettuato anche in presenza di una funzionalità renale anche lievemente compromessa, così come negli anziani.
La somministrazione concomitante di acido acetilsalicilico e metotrexato a dosi superiori a 15 mg/settimana è controindicata (vedere paragrafo 4.3).
Altri FANS Aumento del rischio di ulcerazioni e sanguinamento gastrointestinale a causa di effetti sinergici.
Se l'uso concomitante è necessario, ove appropriato, può essere preso in considerazione l'uso della gastroprotezione per la profilassi del danno gastrointestinale indotto dai FANS.
Ibuprofene Dati sperimentali suggeriscono che l’ibuprofene può inibire l’effetto dell’acido acetilsalicilico a basse dosi sull’aggregazione piastrinica quando vengono somministrati in concomitanza.
Tuttavia, i limiti di questi dati e le incertezze riguardanti l'estrapolazione dei dati ex vivo alla situazione clinica implicano che non è possibile trarre conclusioni definitive per l'uso regolare di ibuprofene e che non si ritiene probabile alcun effetto clinicamente rilevante per l'uso occasionale di ibuprofene (vedere paragrafo 5.1).
Metamizolo Il metamizolo può ridurre l’effetto dell’acido acetilsalicilico sull’aggregazione piastrinica se assunto in concomitanza.
Pertanto, questa combinazione deve essere usata con cautela nei pazienti che assumono acido acetilsalicilico a basse dosi per la cardioprotezione.
Ciclosporina, tacrolimus L'uso concomitante di FANS e ciclosporina o tacrolimus può aumentare l'effetto nefrotossico di ciclosporina e tacrolimus.
La funzionalità renale deve essere monitorata in caso di uso concomitante di questi agenti e di acido acetilsalicilico.
Valproato È stato segnalato che l’acido acetilsalicilico diminuisce il legame del valproato con l’albumina sierica, aumentando così le sue concentrazioni plasmatiche libere allo stato stazionario.
I livelli di valproato devono essere attentamente monitorati durante la somministrazione concomitante.
Fenitoina Il salicilato diminuisce il legame della fenitoina con l’albumina plasmatica.
Ciò può portare ad una diminuzione dei livelli plasmatici di fenitoina totale, ma ad un aumento della frazione di fenitoina libera.
La concentrazione non legata, e quindi l'effetto terapeutico, non sembra essere significativamente alterata.
Alcol La somministrazione concomitante di alcol e acido acetilsalicilico aumenta il rischio di sanguinamento gastrointestinale.
Questa combinazione dovrebbe essere evitata.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più comuni all'acido acetilsalicilico sono disturbi gastrointestinali quali nausea e vomito.
Sono state osservate inoltre emorragie e ulcere gastrointestinali.
Elenco tabulato delle reazioni avverse Gli effetti collaterali sono raggruppati sulla base della classificazione per sistemi e organi.
All’interno di ciascuna classe di sistemi e organi le frequenze sono definite come: Molto comune: ≥ 1/10; Comune: ≥ 1/100, < 1/10; Non comune: ≥ 1/1 000, < 1/100; Raro: ≥ 1/10 000, < 1/1 000; Molto raro: < 1/10 000; Non nota: la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili.
Classificazione per sistemi e organi Comune Non comune Raro Non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico Aumento della tendenza al sanguinamento  Trombocitopenia, agranulocitosi, anemia aplastica Episodi di sanguinamento con tempo di sanguinamento prolungato come epistassi, sanguinamento gengivale.
I sintomi possono persistere per un periodo di 4-8 giorni dopo la sospensione dell’acido acetilsalicilico.
Di conseguenza potrebbe esserci un aumento del rischio di sanguinamento durante le procedure chirurgiche.
Sanguinamento gastrointestinale esistente (ematemesi, melena) o occulto, che può portare ad anemia da carenza di ferro (più comune a dosi più elevate).
Disturbi del sistema immunitario   Reazioni di ipersensibilità, angioedema, edema allergico, reazioni anafilattiche incluso shock anafilattico 
Disturbi del metabolismo e della nutrizione    Iperuricemia, ipoglicemia
Patologie del sistema nervoso   Emorragia intracranica Cefalea, capogiro
Patologie dell'orecchio e del labirinto    Ridotta capacità uditiva; tinnito
Patologie vascolari   Vasculite emorragica 
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche  Rinite, dispnea Broncospasmo, attacchi d'asma 
Patologie gastrointestinali Dispepsia, nausea, vomito, diarrea  Grave emorragia gastrointestinale Ulcere e perforazioni gastriche o duodenali
Patologie epatobiliari   Sindrome di Reye Insufficienza epatica, aumento degli enzimi epatici
Patologie della pelle e del tessuto sottocutaneo  Orticaria Sindrome di Stevens-Johnson, sindrome di Lyells, porpora, eritema nodoso, eritema multiforme 
Patologie renali e urinarie    Compromissione della funzionalità renale, insufficienza renale acuta
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella   Menorragia 
Segnalazione di sospette reazioni avverse La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Dosi basse (fino a 100 mg/giorno): Studi clinici indicano che dosi fino a 100 mg/die possono essere considerate sicure limitatamente ad un impiego in ambito ostetrico, tali dosi richiedono un monitoraggio specialistico.
Dosi di 100-500 mg/giorno: L’esperienza clinica relativa all’uso di dosi superiori a 100 mg/die fino a 500 mg/die è insufficiente.
Pertanto, le raccomandazioni riportate di seguito per dosi pari o superiori a 500 mg/die si applicano anche a questo intervallo di dosi.
Dosi di 500 mg/giorno e superiori: L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale.
I dati provenienti da studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto spontaneo, di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine all’inizio della gravidanza.
Il rischio assoluto di malformazioni cardiovascolari è aumentato da meno dell’1% fino a circa l’1,5%.
Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia.
Negli animali, è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine determina un aumento delle perdite pre e post impianto e della mortalità embrio-fetale.
Inoltre, è stato segnalato un aumento dell’incidenza di varie malformazioni, comprese quelle cardiovascolari, negli animali a cui era stato somministrato un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico.
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza l'acido acetilsalicilico non deve essere somministrato se non in caso di assoluta necessità.
Se l'acido acetilsalicilico viene utilizzato da una donna che sta tentando di concepire, o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta la più bassa possibile e la durata del trattamento deve essere la più breve possibile.
Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: - tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); - disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligoidramnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: - possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, effetto antiaggregante che può verificarsi anche a dosi molto basse; - inibizione delle contrazioni uterine con conseguente ritardo o prolungamento del travaglio.
Di conseguenza, l'acido acetilsalicilico a dosi pari o superiori a 100 mg/die è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.
Allattamento Piccole quantità di salicilati e dei loro metaboliti vengono escreti nel latte materno.
Poiché fino ad ora non sono stati segnalati effetti avversi per il neonato, l'uso a breve termine della dose raccomandata non richiede la sospensione dell'allattamento.
In caso di uso a lungo termine e/o di somministrazione di dosi più elevate, l’allattamento deve essere interrotto.
Fertilità Il trattamento con ACIDO ACETILSALICILICO PENSA può portare a una ridotta fertilità nelle donne e non è raccomandato alle donne che tentano di concepire.
Nelle donne che hanno difficoltà a concepire o che sono sottoposte ad accertamenti sulla fertilità deve essere presa in considerazione la sospensione del farmaco.

Conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 30°C.

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Segnalazione degli effetti indesiderati
Se dovesse manifestarsi un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, è doveroso rivolgersi al proprio medico, ad uno specialista e/o al farmacista. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.