28/12/2021

Ossa forti: stop alla sedentarietà

Simona Lovati
A cura di Simona Lovati
Pubblicato il 28/12/2021 Aggiornato il 28/12/2021

Per migliorare il benessere delle ossa, e limitare il rischio di fratture, la parola d’ordine è movimento, dalla camminata al ballo

ossa forti

I dati parlano chiaro. In base all’ultima un’indagine Istat  l’8,1 per cento dei nostri connazionali ha dichiarato di essere affetto da osteoporosi (una patologia che indebolisce le ossa e le rende più soggette a fratture).

Gli esperti sono unanimi. Oltre a uno stile di vita sano, per prevenire la fragilità ossea è fondamentale praticare un po’ di attività fisica, anche tutti i giorni.

Il ruolo del movimento

«È stato dimostrato che esiste una stretta correlazione tra tessuto scheletrico e massa muscolare scheletrica, cioè i muscoli veri e propri. La trazione esercitata dalla muscolatura sull’osso è essenziale per indurre la struttura delle ossa a remineralizzarsi. D’altro canto, è stato anche sottolineato a più riprese come, durante il movimento, i muscoli rilascino sostanze fondamentali (ormoni) per ottenere un effetto trofico sulle cellule delle ossa e viceversa», sottolinea la professoressa Sabrina Corbetta, responsabile del servizio di Endocrinologia e Diabetologia dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano (gruppo San Donato) e docente di Endocrinologia all’Università degli Studi di Milano.

Un “declino” naturale

Ahinoi, a partire dai 40 si assiste a una perdita fisiologica e progressiva del tessuto muscolare scheletrico (una diminuzione del 7 per cento per ogni decade di vita dopo i fatidici “anta”). E questo processo è parallelo alla perdita di massa ossea a partire dai 50 anni, che per la donna rappresenta un momento critico a causa di un calo degli ormoni femminili estrogeni, importanti per la salute delle ossa. Questo deficit può essere parzialmente contrastato con lo sport, che deve essere visto come prevenzione primaria contro l’osteoporosi, ma anche come prevenzione secondaria dopo una frattura da fragilità, che spesso genera insicurezza e disabilità. L’attività fisica dopo una frattura, eseguita sotto la supervisione di un fisioterapista che saprà consigliare i movimenti giusti, è fondamentale per riacquisire una corretta postura e un buon equilibrio.

Quale scegliere

«Sono da preferire le attività fisiche che agiscono contro la forza di gravità, per esempio camminata, corsa leggera, ginnastica, pilates, ballo. Il nuoto è meno efficace in questo senso, perché l’acqua sostiene il corpo, attenuando l’effetto antigravitazionale», conclude. Gli esperti raccomandano di muoversi almeno 30 minuti al giorno per cinque giorni la settimana (anche sette giorni su sette). La camminata a passo moderato è perfetta per iniziare a fare un po’ di esercizio e può essere eseguita quotidianamente. La regola d’oro è indossare le scarpe adatte alla conformazione del proprio piede dotate di ammortizzatori e suola flessibile.

Dieta & co.

Da non sottovalutare l’importanza di una corretta alimentazione, che preveda frutta, verdura, carboidrati semplici e il giusto apporto di calcio, contenuto in latte, formaggi (meglio non troppo grassi per non incidere sul peso), yogurt, semi oleosi e legumi, e di vitamina D, da supportare eventualmente con integratori su consiglio dello specialista. È importante astenersi dal fumo e consumare alcolici in modo moderato.