HPV tra dubbi e paure (infondate)
Il 4 marzo si celebra la Giornata Mondiale contro l'HPV, un'occasione per sensibilizzare sull'importanza della prevenzione contro il Papillomavirus
Una giornata, il 4 marzo, per riflettere su un nemico silenzioso ma prevenibile: il Papillomavirus umano (HPV). Non solo una ricorrenza sul calendario, ma una chiamata all’azione per tutti. A ricordarcelo con forza è la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), che proprio oggi lancia un appello chiaro: in Italia, ogni anno, circa 5.000 tumori sono causati da questo virus. Ma la notizia da tenere a mente un’altra: possiamo fermarlo.
L’importanza del vaccino
«La vaccinazione anti-HPV rappresenta uno degli strumenti più efficaci che abbiamo a disposizione», sottolinea il professor Francesco Schittulli, presidente LILT. «Per questo è fondamentale continuare a investire sulla prevenzione, sull’informazione corretta e sull’aumento delle coperture vaccinali, soprattutto tra i più giovani. Bisogna recuperare i ritardi accumulati negli anni della pandemia e accelerare le coperture vaccinali».
Una diffidenza immotivata
In Italia, purtroppo, la percentuale di ragazze e ragazzi vaccinati rimane ben lontana dalla soglia del 95 per cento raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e auspicata entro il 2030. Ci sono forti discrepanze territoriali e, in ogni caso, nessuna regione ha raggiunto finora il target desiderato: in Lombardia i vaccinati si attestano al 77 per centro, mentre in Sicilia al 23 per cento.
Tra dubbi e fake news
Secondo quanto emerso dal progetto europeo Perch, a cui ha partecipato anche l’Istituto Superiore di Sanità, il 40 per cento dei genitori intervistati dice di non aver aderito al piano vaccinale per i propri figli per paura degli effetti avversi. Il 70 per cento denuncia la difficoltà nel raggiungere il centro vaccinale e 6 intervistati su 10 non sanno che il vaccino è gratuito.
Come e quando farlo
Per questo vanno ribadite alcune informazioni. L’età vaccinale è stata fissata a 12 anni perché a questa età di norma non si è ancora entrati in contatto con il virus. La vaccinazione è gratuita fino ai 25 anni e con una quota di compartecipazione in alcune regioni si può richiedere persino in età adulta (utile soprattutto per le persone che hanno più partner). E’ raccomandato anche ai maschi. Per loro le zone più a rischio sono pene, ano, gola e zona testa-collo.
Un impegno comune (anche a scuola)
La famiglia riceve una lettera di invito con l’appuntamento della vaccinazione per i figli nella Asl più vicina. Ma la prevenzione passa anche dai banchi di scuola. Grazie a protocolli d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, la LILT entra negli istituti per educare i ragazzi alla consapevolezza.
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