29/01/2019

Tumore al polmone: si può scoprire precocemente?

Professor Filippo De Braud Pubblicato il 29/01/2019 Aggiornato il 30/01/2019

Non esistono ancora esami specifici per la diagnosi precoce del carcinoma polmonare. Agire sul piano della prevenzione (no sigartte, sì movimento e dieta sana) è quanto di meglio si possa fare per proteggersi.

Una domanda di: Edoardo
Gentile dottore,
ho 50 anni e ho fumato dai 20 ai 40 anni. Mio padre forte fumatore è morto di carcinoma al polmone quando aveva 63 anni. Le chiedo: esistono degli esami specifici per accertare se anche io sono predisposto o basta, per avere una certezza sulla predisposizione, quello che è successo? Oltre ad aver smesso di fumare cosa posso fare sul piano della prevenzione? Per finire, conviene che faccia ogni anno qualche particolare accertamento per eventualmente individuare tempestivamente le prime cellule tumorali? Mia moglie ha avuto da poco un bambino, vorrei vederlo crescere.
La ringrazio di cuore.
Professor Filippo De Braud
Professor Filippo De Braud

Caro Edoardo,
aver smesso di fumare è sicuramente la cosa più saggia che ha fatto per ridurre il rischio di sviluppare una neoplasia polmonare. Inoltre, il fumo contribuisce anche ad aumentare il rischio di sviluppare altre neoplasie (del distretto cervice facciale, del pancreas, della vescica) oltre che patologie respiratorie e cardiovascolari.
Dopo 10 anni che ha smesso di fumare i rischi sono quasi normalizzati rispetto a quello della popolazione non esposta al fumo e se ora fa anche attenzione a mantenersi in forma e a mangiare bene, avrà attuato la migliore azione preventiva possibile. E’ questa la prevenzione per tutti, al di là della predisposizione genetica: non fumare, fare attività fisica, seguire un’alimentazione corretta. Non ci sono ancora esami specifici per la diagnosi precoce di questa neoplasia quando è ai limiti della diagnostica radiologica. Tra gli esami radiologici sicuramente la TC (tomografia computerizzata) è più accurata della radiografia. Quest’anno sono stati finalmente pubblicati dati positivi da studi di screening con la TC del torace per pazienti fumatori. Tuttavia, a causa del gran numero di falsi positivi (cioè di immagini dubbie ma che per fortuna non erano patologiche in senso neoplastico), questo approccio è ancora oggetto di studio in quelle che sono le popolazioni considerate più a rischio (lei è ancora giovane). I nuovi studi associano alla radiologia nuove tecnologie come la ricerca del DNA delle cellule tumorali nel sangue. Se vuole approfondire, può curiosare nel sito del programma “Smile” promosso dalla Fondazione IRCCS ’Istituto Nazionale di Tumori (info@programmasmile.it). Con cordialità.

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