20/04/2026

Emicrania: Francesca Cavallin racconta Una vita a metà

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 20/04/2026 Aggiornato il 20/04/2026

L'attrice Francesca Cavallin è volto e voce di Una vita a metà, documentario disponibile su Prime Video in cui si parla di emicrania. Tra le testimonianze quella di Saverio Raimondo

unavitaameta

In Italia l’emicrania interessa oltre 6 milioni di persone e colpisce le donne con una frequenza tre volte superiore rispetto agli uomini. Eppure ancora oggi rimane una patologia sottovalutata: un paziente su dieci dichiara infatti di non sentirsi compreso da chi ha intorno.

È per questo che risulta particolarmente prezioso un documentario come Una vita a metà, che riflette e approfondisce un problema che influisce in maniera notevole sulla quotidianità di molti di noi.

Scritto e diretto da Donatella Romani e Roberto Amato (prodotto da Telomero Produzioni e realizzato con il contributo non condizionante di AbbVie) è disponibile in streaming su Prime Video. Volto e voce del documentario è l’attrice Francesca Cavallin.

Un racconto di condivisione

La forza di Una vita a metà sta nella condivisione: si tratta infatti di un racconto corale in cui personaggi noti e persone comuni parlano di come cercano di convivere con l’emicrania. Una battaglia non facile, non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico e sociale, come sottolineano gli esperti che hanno partecipato al documentario. Eppure loro ci provano con tutte le loro forze, risultando per tutti noi (che anche solo minimamente in parte capiamo il problema), uno splendido esempio.

«Conoscere i protagonisti di “Una vita a metà” è stata una esperienza di grande forza ed emozione» – commentano gli autori Donatella Romani e Roberto Amato – «Le loro storie toccano profondamente e sono un esempio di come sia possibile trovare un equilibrio fra il buio della malattia e la luce della vita, per superare lo stigma di chi pensa che l’emicrania sia solo un banale mal di testa».

Tra le testimonianze celebri ci sono quelle dell’atleta olimpico Matteo Sartori, della giornalista Monica Guerzoni e dello stand-up comedian Saverio Raimondo che spiega: «L’emicrania è senz’altro una malattia ma per me è sempre stata una caratteristica, come l’essere castano (oggi brizzolato) o basso. E se potessi cambiarne una, interverrei sulla statura! Ci convivo da quando ho 13 anni, ho imparato a conoscerla e a trattarla».

La parola a Francesca Cavallin

Narratrice di Una vita a metà è, come dicevamo, Francesca Cavallin che in occasione della presentazione del documentario alla Casa del Cinema di Roma ha svelato: «Quando il mio agente mi ha proposto questo documentario ho abbracciato subito il progetto, perché (anche se nessuno lo sapeva) io avevo sofferto di emicrania quando avevo 24 anni quindi sapevo bene di cosa sarei andata a trattare e soprattutto ero consapevole della necessità di parlarne dato che avevo vissuto in prima persona queste difficoltà nel far capire alle persone ciò che mi succedeva. Parliamo del “giurassico” ovvero di più di vent’anni fa e pensate che anche all’ospedale non mi credevano».

E continua: «Ho sofferto di emicrania tra il 2001 e il 2003, mi hanno spiegato che probabilmente era legata a una questione ormonale. Però in quegli anni non veniva comunicato molto e così, quando è passata da sola, avevo timore tornasse perché non sapevo per quale motivo mi veniva».