09/10/2020

Le paratiroidi

Vicino alla tiroide, dietro ai suoi lobi, sono localizzate quattro piccole ghiandole, sconosciute ai più: sono le paratiroidi. Eppure si tratta di strutture fondamentali perché producono il paratormone, un ormone che regola la concentrazione di calcio nel sangue e nelle ossa. Ecco come agiscono esattamente.

SECERNONO IL PARATORMONE

Le paratiroidi sono quattro piccole ghiandole endocrine  (hanno la dimensione di una lenticchia) che si trovano dietro la tiroide, posteriormente ai suoi lobi (due sopra e due sotto).
Secernono un ormone poco noto ma essenziale: il paratormone o PTH. Esso, infatti, partecipa al controllo del metabolismo del calcio: regola la calcemia, cioè il livello di calcio nel sangue, e il deposito del minerale nelle ossa. Inoltre, contribuisce a mantenere i livelli corretti di fosfato e favorisce l’attività della vitamina D.

In pratica, quando i livelli di calcio nel sangue sono bassi, le paratiroidi rilasciano il PTH, che aumenta il rilascio di calcio dalle ossa, ne favorisce l’assorbimento intestinale e ne diminuisce l’eliminazione attraverso le urine. Quando il calcio torna ai livelli normali, il PTH cala.

COME FUNZIONANO

Se il paratormone non viene prodotto nelle giuste quantità  (se prodotto in eccesso o carente), i livelli di calcio nell’organismo subiscono delle modifiche. Di conseguenza, anche tutte le funzioni connesse alla calcemia possono alterarsi.
Innanzitutto, considerando che l’osso è costituito per il 90% proprio dal calcio, si può assistere a un indebolimento della massa minerale ossea e a un aumento del rischio di osteoporosi.
Inoltre, poiché il calcio è importante per la trasmissione degli impulsi nervosi, la contrazione muscolare e la coagulazione del sangue, possono comparire problemi come debolezza muscolare, sonnolenza, irritabilità, astenia.

LE MALATTIE DELLE PARATIROIDI

Le paratiroidi possono andare incontro essenzialmente a due malattie: l’iperparatiroidismo, che subentra quando funzionano in eccesso, e l’ipoparatiroidismo, che consiste in un funzionamento ridotto delle ghiandole.

L’IPERPARATIROIDISMO

L’iperparatiroidismo è una malattia causata da un’eccessiva secrezione di paratormone da parte di una o più paratiroidi con conseguente alterazione del metabolismo del calcio e del fosforo.
I medici distinguono tre forme di iperparatiroidismo:
– primitivo, che in genere è dovuto alla presenza di un adenoma, un tumore benigno che secerne quantità eccessive di ormone. Si caratterizza per la presenza di ipercalcemia, ossia livelli troppo elevati di calcio;
– secondario, che consiste in una risposta delle paratiroidi a una condizione di ipocalcemia (calcemia inferiore al normale) cronica, come quella che si può verificare nel caso di un deficit di vitamina D, di insufficienza renale o di sindrome da malassorbimento;
– terziario, più raro. Subentra quando, dopo un lungo periodo di iperparatiroidismo secondario, le paratiroidi perdono la loro capacità di autoregolazione e si mettono quindi a secernere paratormone indipendentemente dalla presenza di ipocalcemia.

I sintomi

All’inizio la malattia può essere asintomatica, ma nel tempo, specie quando la calcemia rimane alterata a lungo, può causare disturbi come ricorrente comparsa di calcoli renali, stanchezza, confusione mentale, depressione, difficoltà di concentrazione, fragilità ossea, fratture per traumi minimi, iperacidità gastrica e dolori addominali.
Altri sintomi legati alla deposizione di sali di calcio nei tessuti molli possono essere la cheratite a livello corneale, le tendiniti calcifiche, le calcificazioni a carico delle cartilagini articolari, del rene e del pancreas.
Talvolta, questo quadro sintomatologico compare in modo improvviso e pericoloso e richiede un trattamento immediato.

Le cure

Nei casi più lievi, può essere sufficiente un attento monitoraggio della situazione. Quando, invece, la malattia è sintomatica si rendono necessari interventi terapeutici mirati.
Nella maggior parte dei casi, gli iperparatiroidismi primari richiedono l’intervento chirurgico con asportazione delle paratiroidi (paratiroidectomia). In alternativa, se l’intervento non può essere praticato, si può ricorrere all’uso di farmaci calciomimetici che preservano i valori della calcemia.

In associazione, il medico può prescrivere supplementi di vitamina D e bifosfonati, farmaci in grado di contrastare il riassorbimento osseo indotto dall’iperparatiroidismo.

L’IPOPARATIROIDISMO

Si parla di ipoparatiroidismo quando le paratiroidi funzionano meno e non producono quantità sufficienti di paratormone, per cui i livelli di calcio nel sangue diminuiscono (si parla di ipocalcemia) e quelli di fosforo aumentano.
La causa più frequente di ipoparatiroidismo è rappresentata da un danno alle paratiroidi conseguente a un intervento chirurgico alla tiroide. L’ipoparatiroidismo, però, può derivare anche da una patologia autoimmune, come l’iposurrenalismo e le malattie autoimmuni della tiroide.

I sintomi

I sintomi più frequenti sono spasmi e crampi muscolari, formicolii e riflessi tendinei aumentati, dolori addominali, unghie fragili, cataratta, capelli o pelle secchi, convulsioni, pizzicore alle labbra o alle dita di mani e piedi.

Le cure

In genere, il medico prescrive supplementi di vitamina D e di carbonato di calcio.