02/02/2023

Acufeni: come conviverci

Simona Lovati
A cura di Simona Lovati
Pubblicato il 02/02/2023 Aggiornato il 02/02/2023

Possono essere molto fastidiosi e peggiorare la qualità della vita. La buona notizia è che oggi c’è una soluzione per trasformare il fischio in “rumore bianco”

acufene

Si manifesta con un fischio, un fruscio, un ronzio o comunque con un suono acuto in assenza di uno stimolo sonoro esterno. È questo l’identikit dell’acufene, che può essere secondario, cioè legato a una patologia dell’orecchio, a un’esposizione ripetuta a suoni ad alta intensità, a farmaci ototossici (che danneggiano l’orecchio), oppure idiopatico, cioè senza una causa riscontrabile. Quest’ultimo rappresenta il 90 per cento dei casi delle persone affette dal problema.

Un campanello d’allarme?

«L’acufene può essere continuo e ripetuto oppure intermittente. Nelle persone con più di 50 anni di età può essere dovuto a un’ipoacusia neurosensoriale data da un invecchiamento delle cellule dell’orecchio interno», spiega la dottoressa Francesca Pirola, otorinolaringoiatra di Humanitas Medical Care Monza e Milano.

Nelle persone più giovani, ma non solo, l’acufene, accompagnato da ipoacusia improvvisa (calo dell’udito) e da vertigini, deve essere un campanello di allarme per chiedere tempestivamente la consulenza di uno specialista.

Soluzioni high tech

Anche se ad oggi non esistono farmaci o terapie per eliminare l’acufene, ci sono delle protesi acustiche (non ancora in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale) che inviano all’orecchio “rumore bianco”, cioè suoni in grado di mascherare quello dell’acufene.«A questo, può essere opportuno affiancare sedute di supporto psicologico, perché lo stress può essere associato a un peggioramento della percezione di questo sintomo», precisa la dottoressa Pirola.

Quando si può risolvere

Il disturbo invece è potenzialmente trattabile quando è connesso a una malattia organica, per esempio corpi estranei, vestibolopatie periferiche (vertigini), conflitti neuro-vascolari dell’orecchio interno o problemi di tensione della regione temporo-mandibolare. Per questi motivi è buona norma effettuare una valutazione otorinolaringoiatrica in caso di insorgenza di questo fastidioso sintomo.