14/07/2019

Contraccezione: sicura di essere informata?

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il Aggiornato il 14/07/2019

Le ultime ricerche rivelano che ci sono ancora troppe donne che non si affidano al ginecologo per chiarire dubbi e ottenere suggerimenti. Per questo è stata lanciata la campagna #dilloatuasorella, affidata a LaPina di Radio Deejay

#dilloatuasorella

Erano vent’anni che non veniva svolta una ricerca approfondita sulla sessualità degli italiani. Ma i dati emersi dal rapporto Censis-Bayer, recentemente presentati, rivelano che c’è ancora carenza di informazione in particolare in materia di contraccezione. Lo studio ha scavato nelle abitudini e nei comportamenti della popolazione fra i 18 e i 40 anni, per scoprire come si sono modificati negli ultimi decenni. Nel nostro Paese 12,2 milioni di persone hanno una vita sessualmente attiva (a fronte di 1,6 milioni, che non hanno mai avuto rapporti sessuali) e ne sono abbastanza soddisfatti (54,1%). Il 41,6% dichiara di avere una vita intensa sotto le coperte, gli uomini (53,4%) ne vorrebbero di più.

In Lombardia è presente la percentuale più bassa di italiani con una vita sessuale attiva (69,5%) e la più alta di casti (4,7%)

Più consapevolezza e conoscenza

I dati più preoccupanti riguardano la contraccezione: il 63,3% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto rapporti sessuali completi non protetti: perché non aveva a disposizione un contraccettivo (22,5%), ha deciso di correre il rischio (18,1%), non pensava ci fossero probabilità di una gravidanza (17,9%), la persona con cui era ha detto che andava bene così (15% fra le donne, 22% fra gli uomini). «C’è ancora troppa disinformazione, è grave che queste risposte vengano da adulti, che dovrebbero essere responsabili. È invece importantissimo prendersi cura della propria salute» ammonisce Roberta Rossi, sessuologa e Presidente della Federazione italiana di sessuologia scientifica. «Servono iniziative che promuovano conoscenza e consapevolezza» aggiunge la dottoressa. A questo scopo è stata lanciata la campagna #dilloatuasorella, affidata a LaPina di Radio Deejay, che divulga e arricchisce i contenuti della ricerca attraverso il canale Instagram My Contraception Italia e il sito Scegli tu della Società Italiana Ostetricia e Ginecologia.

La scelta della contraccezione in percentuali

Ma quali forme di contraccezione si scelgono? Il profilattico è la più conosciuta (dal 92,8%), seguito dalla pillola (dall’86,5%, dato che sale al 90,7% tra le donne). “Le donne devono avere una figura di riferimento nel ginecologo, che dovrebbe saper fare anche da psicologo in modo da conquistare la loro fiducia e consigliare il metodo contraccettivo più adatto alle loro necessità” osserva Manuela Farris, specialista in Ginecologia e Ostetricia e membro della Società italiana di contraccezione. Eppure, soprattutto fra i millennials, ci si confronta e ci si informa perlopiù con il partner (69,5% degli intervistati): il medico specialista, almeno per le donne, risponde solo al 53,9% dei quesiti in materia. «Raccontarsi anche all’interno della coppia è un atto di salute sessuale (direi quasi terapeutico) ed è determinante che i partner dialoghino sui propri bisogni. Ma ogni donna deve trovare nel ginecologo un alleato per la propria salute e imparare a non aver paura di raccontare la propria storia» conclude Emmanuele A. Jannini, ordinario di endocrinologia e sessuologia all’università Tor Vergata di Roma.