Teatro: tra marzo e aprile libri, film e serie tv invadono il palcoscenico
Grandi registi e famosi attori gettano nuova luce su personaggi-icona dei racconti cinematografici e televisivi di ieri e di oggi, ma anche su interpreti famosissimi del passato
Immaginate di ritrovare in scena dei personaggi-cult, nati dalla penna di famosi autori e diventati icone grazie a film per il grande schermo o acclamate serie televisive. Oppure miti del cinema che, da attori, diventano essi stessi personaggi di nuove pièce. È uno dei filoni tematici presenti nei cartelloni teatrali delle prossime settimane, affiancato da quello della satira e della commedia: un genere che il pubblico applaude sempre, sia nelle varianti più leggere e spensierate che in quelle di impronta “black humor”.
Fantozzi, Marilyn Monroe o l’avvocato Malinconico trovano nuove dimensioni e riletture, sotto la guida di registi importanti come Livermore o Gleijeses, che propongono attualissimi spunti di riflessione.
Su il sipario!
Dal piccolo e dal grande schermo
Prosegue la tournée di “Malinconico, moderatamente felice”, progetto di Diego de Silva e Massimiliano Gallo (che è anche regista e interprete principale) che porta sul palco il personaggio prima letterario e poi televisivo di Vincenzo Malinconico, l’avvocato “di insuccesso” dalla carriera sgangherata e dalla vita sentimentale instabile. Lo spettacolo, con ritmo incalzante e grande verve, intreccia riflessioni e battute del suo protagonista, che inciampa nelle complicazioni della vita di tutti i professionisti, i genitori, gli amanti e i coniugi del mondo. Le prossime date sono a Messina (27-29 marzo), Brindisi (8-9 aprile) e Bari (10-12 aprile).
A Milano, al Carcano, arriva “Fantozzi. Una tragedia” (12-15 marzo), con la regia di Davide Livermore e il celebre ragioniere interpretato da Gianni Fantoni (che è anche coautore della drammaturgia). La pièce è suddivisa in quattro atti tragicamente esilaranti (Fantozzi e il lavoro. Fantozzi e le donne. Fantozzi e lo sport. Fantozzi e la coscienza di classe) con un sorprendente epilogo. Nella visione di Livermore torna l’eco della tragedia classica, con destini segnati e ineluttabili e con peripezie che portano all’unica soluzione possibile (la disfatta), ma ci sono anche richiami ai meccanismi teatrali della commedia dell’arte: tutti i personaggi di contorno, dai colleghi alla signorina Silvani, dalla Pina alla contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare, sono maschere, oscillanti tra opportunismo e cattiveria, piaggeria e disincanto. Dopo Milano, lo spettacolo fa tappa a Cremona (17 marzo), Mestre (21-22 marzo) e Pavia (27-29 marzo).
Nel segno di Marilyn
Nell’anno che celebra il centenario della sua nascita, è in prima nazionale al Manzoni di Roma “Marilyn Monroe. Troppo bionda per essere creduta” (fino al 22 marzo), un racconto intenso e coinvolgente sulla leggendaria stella del cinema con le sue maschere, fragilità e contraddizioni, interpretato da Melania Giglio (anche autrice del testo), con Danny Bignotti e Sebastian Gimelli Morosini e con la regia di Daniele Salvo. «Lo spettacolo intende esplorare i lati più intimi e meno noti di Marilyn Monroe, mettendo in luce i suoi rapporti con due figure fondamentali della sua vita, Joe Di Maggio e Milton Greene» spiega l’autrice, e il regista aggiunge: «La nostra Marilyn non è solo quella che la storia del cinema ci ha tramandato come simbolo di sensualità, ma una donna alla continua ricerca di un equilibrio tra il suo bisogno di affetto e il peso della fama».
L’ombra di Marilyn aleggia anche al Manzoni di Milano, dal 17 al 29 marzo, nella rilettura che il regista Geppy Gleijeses fa del film di Billy Wilder “A qualcuno piace caldo”. Il ruolo di Zucchero, che fu della diva americana, è affidato a Euridice Axen, mentre Giulio Corso interpreta Tony-Josephine (nel film Tony Curtis) e Gianluca Ferrato è Joe-Daphne (nel film Jack Lemmon). La commedia cinematografica, come anticipa Gleijeses, «prevedeva decine di ambienti diversi, compresi spiagge e yacht di gran lusso. Ma con pochi oggetti, e soprattutto con l’aiuto di tecnologia e videoproiezioni, l’impresa non è stata impossibile».
Tra satira e ironia
Oltre alle rievocazioni, nelle prossime settimane c’è spazio per ironia e satira. Al Duse di Bologna, dal 13 al 15 marzo, va in scena “Contrazioni pericolose” con Rocío Muñoz Morales, Giorgio Lupano e Gabriele Pignotta, che firma anche testo regia. L’esilarante vicenda si svolge all’interno di un reparto di ginecologia. Una donna sta per partorire e un ostetrico (Pignotta) cerca di tranquillizzarla, ma soprattutto cerca di tranquillizzare l’uomo che la accompagna, che non è il marito, il fratello e nemmeno il compagno. Si tratta di un amico speciale che, solo alla fine della commedia, scoprirà di essere il padre del nascituro. Al centro della storia ci sono pulsioni, paure, speranze e desideri di una generazione in cerca di un equilibrio, nel marasma di una vita che ha perso punti di riferimento. Sempre al Duse, il 18 marzo, Arianna Porcelli Safonov porta la satira di “Odiario”, un monologo comico, corrosivo, lucidissimo e feroce, che ci invita a ridere di tutto ciò che viene spacciato per progresso, crescita, benessere.
Un pizzico di black humor
Non manca il black humor. Al Duse di Genova, dal 18 al 21 marzo, arriva “Il funerale di mia madre. The show”, della giovane inglese Kelly Jones con la regia di Francesca Montanino. È la storia di una drammaturga che non ha mezzi per organizzare il funerale della madre e che decide di raccontare la storia della donna in nuovo testo sulla vita della classe operaia, con cui guadagnare quanto necessario per darle degna sepoltura. Con uno stile molto “Monty Phyton” si parla di vita e di morte, di disuguaglianza sociale e di economie, di politica e di creazione artistica, con ironia e, al tempo stesso, una amara consapevolezza della realtà.
Anche “Il raggio bianco”, di Sergio Pierattini con la regia di Arturo Cirillo, è una commedia nera, cruda e ironica, specchio della nostra epoca. Sul palco si muovono madre e figlia (Milvia Marigliano e Linda Gennari), che in un intreccio di solitudini si sfiorano, si scontrano, si sopportano. È al Gobetti di Torino dal 17 al 22 marzo.
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