Serie tv: su Rai1 arriva La Preside Luisa Ranieri
Luisa Ranieri è protagonista de La Preside, la serie tv liberamente ispirata alla storia vera di Eugenia Carfora, in onda su Rai1 dal 12 gennaio
Dopo essere stato presentato alla 20esima edizione della Festa del Cinema di Roma, La Preside arriva finalmente in tv.
L’appuntamento è per quattro prime serate su Rai1, a partire dal 12 gennaio.
La serie tv (prodotta da Bibi Film TV e Zocotoco, in collaborazione con Rai Fiction) è nata da un’idea di Luca Zingaretti ed è liberamente ispirata a Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano divenuta simbolo di coraggio e determinazione nella lotta per il riscatto educativo e sociale. A interpretarla, mettendoci come sempre anima e cuore (oltre che grande talento), è Luisa Ranieri. Nel cast troviamo anche Alessandro Tedeschi, Francesco Zenga, Ludovica Nasti, Pasquale Brunetti, Luigi D’Oriano, Alessandro De Martino, Aurora Venosa, Francesca Bellamoli, Brunella Cacciuni, Salvatore Cominale, Alessandro De Renzi, Tony Laudadio, Ivan Castiglione, Daniela Ioia, Simone Borrelli, Enzo Casertano, Claudia Tranchese, Loris De Luna, Andrea Mautone, Autilia Ranieri, Luciana Zazzera. La regia è firmata invece da Luca Miniero.
Una storia vera e preziosa
Quella che viene portata sullo schermo da La Preside è una storia di grande attualità, che racconta la forza di una donna visionaria e ostinata che ha fatto di tutto per aiutare dei ragazzi cresciuti in un contesto difficile, ridando loro la speranza di un futuro migliore. Una storia che sottolinea il ruolo fondamentale della scuola nella società.
La Preside interpretata da Luisa Ranieri si chiama Eugenia Liguori ha 47 anni e, per il suo primo incarico con questo ruolo, sceglie l’Istituto Anna Maria Ortese (NA), ovvero l’inferno in terra. È infatti posizionato al centro di una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa e, come se non bastasse, l’istituto è tristemente famoso per l’assenteismo degli studenti e la totale mancanza di risorse. Però quella che ad altri potrebbe sembrare una sfida impossibile, per Eugenia diventa una missione che affronta con entusiasmo, nonostante le mille difficoltà. Eugenia fa di testa sua mettendosi continuamente in pericolo e l’unico a condividere i suoi metodi è Vittorio, insegnante di italiano appena arrivato dal nord perché attratto dalla storia dell’Ortese.
La parola a Luca Zingaretti e Luca Miniero
Durante la conferenza stampa di presentazione Luca Zingaretti racconta la genesi della serie: «Luisa mi ha segnalato il documentario di Domenico Iannacone che parlava di Eugenia Carfora e ho deciso subito di chiamarla. Lei, pensando non fossi veramente io, ha riattaccato il telefono e così il giorno dopo mi sono messo su un treno e l’ho raggiunta a Caivano per parlarle di persona». E sottolinea: «Mi piace raccontare storie belle e questa parla di una donna che si è messa contro tutto e tutti (dalla pigrizia delle istituzioni al malaffare), riuscendo con la forza della legge a smuovere le acque. Ci sono poi i ragazzi, i veri vincitori, che hanno accettato la mano tesa della preside che è andata a casa a prenderli, capendo che la scuola è il luogo dove le generazioni si incontrano e gli esseri umani crescono, andando incontro alla vita con dignità. In Rai abbiamo trovato un’accoglienza immediata, anche perché questa è una storia da servizio pubblico».
«Questa è una serie che parla di scuola e quindi parla di noi» – dice Luca Miniero – «È stata girata non lontano da Caivano. Abbiamo cambiato location per motivi registici, ma l’immagine della scuola vicino ai palazzoni la rende universale e questo secondo me è molto interessante».
…e a Luisa Ranieri
«Questa serie è arrivata al momento giusto. Nel 2019 avevo visto Come figli miei, il documentario di Domenico Iannacone prodotto dalla Rai e quando ho incontrato Eugenia con Luca abbiamo pensato che si dovesse fare una fiction. Lei è riuscita a trasmettermi la sua forza, la luce per raccontare, nel buio della periferia, qualcosa di molto bello realizzato dai singoli, che fanno la differenza. Ci sono poi le storie dei ragazzi che sono potentissime e un cast di giovani attori pazzeschi (alcuni esordienti), è stato molto bello trovare sintonia con loro. Per me è stato un viaggio non solo verso il personaggio, ma anche umano. Non dimentichiamoci poi di Napoli, con cui io e Luca abbiamo un rapporto viscerale. Io la definisco la Rio de Janeiro italiana, dove si trovano un po’ tutti gli strati sociali mischiati insieme e questo crea una grane energia. Penso sia l’estratto dell’Italia, solo che a Napoli tutto è più colorato».
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