Sanremo 2026: Leo Gassmann racconta la sua terza volta Naturale
È pronto ad affrontare il suo terzo Festival di Sanremo Leo Gassmann, in gara tra i Big con un brano dal titolo Naturale. Ecco cosa ci ha raccontato
L’abbiamo appena visto in veste di attore nella serie tv L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro (che ha avuto un grande successo) e ora Leo Gassmann si sta preparando ad affrontare un palco che è stato per lui molto importante. Stiamo parlando di quello del Teatro Ariston: sarà infatti tra i Big in gara alla 76esima edizione del Festival di Sanremo con una canzone dal titolo Naturale.
Questa, la ricordiamo, è la terza volta per lui: nel 2020 vinse nella categoria Nuove Proposte e poi partecipò sempre tra i Big nel 2023.
Leo ha incontrato i giornalisti negli uffici di Universal Music, la sua casa discografica, accogliendoli con quel sorriso e quella gentilezza che da sempre lo caratterizza.
Naturale e il legame con Sanremo
«È un grido d’amore, incita le persone a volersi più bene, a valorizzare chi si ha accanto nella propria vita. Credo che ognuno di noi troverà un significato diverso in questa canzone, da mettere al sicuro nel posto giusto del proprio cuore». Così Leo Gassmann ha descritto Naturale e durante la conferenza stampa ci racconta qualcosa in più.
«Si trova a metà strada tra quello che ho fatto fino ad oggi (strizzando quindi l’occhio al pop) e la scelta di compiere un necessario passo di maturità. Sento una grande necessità di raccontare le cose che vivo e il modo in cui guardo il mondo. È una canzone moderna a livello di scrittura (l’unica del mio nuovo album che non ho scritto da solo – ma con Francesco Savini, Mattia Davì e Alessandro Casali) e mi emoziono molto quando la canto. Affronta infatti il tema dell’arrivederci, dell’abbandono, che fa scattare in me dei click emotivi».
Nella serata delle cover Leo canterà Era già tutto previsto di Riccardo Cocciante insieme ad Aiello. «Ero indeciso tra questa canzone e Io che amo solo te di Sergio Endrigo, ma alla fine ho fatto una scelta di pancia e la prima ha avuto la meglio» – racconta – «Poco prima dell’annuncio dei Big di Sanremo, mi trovavo a cena con Aiello (che è un mio caro amico) e gli ho proposto il duetto nel caso fossi stato preso. Lui ci ha accettato e sono molto felice, credo che sentendo le nostre voci insieme su questo pezzo piangerò quasi sicuramente».
A proposito del suo rapporto con il Festival dice: «Non avevo vissuto il mio primo da Big nel migliore dei modi perché mi ero ammalato e, prendendo il cortisone per riprendermi, la voce ha perso forza quindi tutto è diventato più complicato. Ora sono decisamente più consapevole, mi sto preparando per arrivare in forma anche a livello fisico, allenandomi e non bevendo alcolici di nessun tipo (è da due mesi che non mi concedo nemmeno una birra). Quello è infatti un palco che merita rispetto».
Se andrebbe all’Eurovision in caso di vittoria? «Non è nelle mie previsioni vincere Sanremo, ma io vedo la musica un po’ come lo sport. Stavo rileggendo, durante le vacanze di Natale, un mio libro di storia della prima liceo dove si spiegava come le Olimpiadi, durante gli anni di guerra, fermava momentaneamente ogni tipo di conflitto. Penso che la musica dovrebbe essere libera da questioni politiche e, anche se io sono pro-Palestina, mi chiedo se impedire di gareggiare alla controparte sia la via giusta. Penso sia meglio dialogare che alzare muri»
La recitazione e la famiglia
Negli ultimi anni Leo Gassmann si muove tra musica e recitazione, dimostrando in entrambi i campi un grande talento. «Nella musica mi mantengo positivo, poi ho anch’io i miei momenti più introspettivi e nuvolosi, che tiro poi fuori nella recitazione. Mi piace mettermi alla prova» – spiega. E a proposito del rapporto con i genitori Alessandro Gassmann (figlio del celebre Vittorio Gassman) e Sabrina Knaflitz, entrambi attori, dice: «Il fatto di essere figlio di grandi artisti e di persone umanamente straordinarie mi rende fiero». Leo ha recitato con la madre a teatro e sulla possibilità di farlo con il padre confessa: «Papà è un attore e un regista che stimo moltissimo e lavorare con lui sarebbe un grande onore per me. Io seguo il vento e le cose che mi fanno stare bene, quindi se dovesse arrivare una storia interessante padre-figlio perché no?».
E, a proposito del fatto di essere figlio d’arte, aggiunge: «Papà mi ha tramandato una cosa che diceva sempre mio nonno: tra due strade, una in salita e una in discesa, è sempre meglio prendere la prima perché dà più soddisfazione».
Un nuovo album e il tour
Il 10 aprile uscirà Vita Vera Paradiso, il terzo album di Leo Gassmann: «È un disco nato in maniera sincera, tra i viaggi fatti in furgone sotto la pioggia, oppure al mare sotto l’ombra degli alberi. Un lavoro con un focus preciso che fa uscire la mia umanità» – spiega – «Ci sono dentro i miei ascolti, ovvero ispirazioni country, folk e world. Ho poi voluto collaborare con artisti magari non conosciutissimi dal grande pubblico, ma che io stimo molto e fanno parte della mia vita: Clemente Guidi, Fadi e Fasma».
Poi a maggio partirà con un tour nei club. Queste al momento le date: 4 maggio Bologna (Locomotiv), 6 maggio Torino (Hiroshima Mon Amour), 7 maggio Livorno (The Cage), 14 maggio Roma (Largo Venue), 15 maggio Milano (Santeria Toscana), 17 maggio Napoli (Dual Club).
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