23/02/2026

Sanremo 2026: Carlo Conti e Laura Pausini presentano il loro Festival

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 23/02/2026 Aggiornato il 23/02/2026

Carlo Conti e Laura Pausini raccontano, durante la prima conferenza stampa da Sanremo, le loro emozioni alla vigilia della 76esima edizione del Festival

prima conferenza stampa sanremo

Tra poco più di ventiquattro ore si accenderanno i riflettori sulla 76esima edizione del Festival di Sanremo e nella città dei fiori c’è un gran fermento. Carlo Conti è pronto per iniziare e Laura Pausini, che scopriremo in veste di co-conduttrice, è particolarmente emozionata.

Si è visto durante la loro prima conferenza stampa, dove sono già apparsi belli affiatati e qualcosa ci dice che ci regaleranno cinque piacevolissime serate all’insegna della musica.

Da segnalare, nel corso della conferenza, l’incursione telefonica di Fiorello che ha augurato a Carlo Conti (naturalmente con la sua consueta ironia) un Festival ricco di polemiche, invitandolo poi a La Pennicanza (il suo programma in onda su Rai Radio 2) lunedì prossimo.

Carlo Conti ricorda Pippo Baudo

«Per me Sanremo è una seconda casa, tanto che prima o poi dovranno dare la cittadinanza onoraria a me e ad Amadeus!» – esordisce Carlo Conti – «Sono particolarmente felice di condividere questo ultimo anno del mio biennio con Laura, che porterà leggerezza e spontaneità. Il mio lavoro per convincerla a co-condurre è iniziato a marzo dello scorso anno, durante un pranzo. Poi in tutti questi mesi ho cercato di mantenere le cose segrete per poterle svelare man mano. Credo che sarà una bella festa, con tanti sapori e sonorità, poi sono felice di avere come super-ospiti dei pilastri che portano la musica italiana nel mondo. Questo è il primo Festival di Sanremo senza Pippo Baudo e quindi ci sembrava doveroso dedicarlo a lui. E verranno onorati anche altri personaggi che non ci sono più».

E continua: «Devo dire che mi ha molto emozionato l’incontro con il Presidente della Repubblica, che ha certificato come la musica pop sia cultura. Gli ho fatto notare che il nostro Festival è leggermente più giovane della nostra Repubblica che quest’anno compie 80 anni e proprio per questo la prima sera salirà sul palco Anna Pratesi, una signora di Chiavari di 150 anni che il 2 giugno 1946 votò per la prima volta».

Perché Laura Pausini ha detto sì

«La prima proposta per co-condurre il Festival mi era arrivata 15 anni fa, ma non mi sentivo pronta. Ora ho accettato grazie a Carlo Conti, alla sua professionalità (per me essenziale per affrontare un impegno del genere) e alla sua capacità di infondere calma e serenità» – spiega Laura Pausini – «Quando ero stata qui per la prima volta nel 1993, a 18 anni, ero ingenua ed innocente, avevo paura perché Sanremo è Sanremo. Poi nel 1994 sono tornata con Strani amori, con cui mi sono classificata terza e quella è stata l’ultima volta che sono stata qui in conferenza, perché in seguito ho partecipato come ospite. E ogni volta che vedevo il cartello Sanremo mi agitavo, ora invece sto vivendo una fase diversa della mia vita, mi sento più serena e tranquilla. Certo, sono emozionata, ma nel senso più gioioso del termine. Spero di essere all’altezza della situazione e della fiducia che Carlo ha riposto in me. Unico problema: sono logorroica!»

E ci svela: «Nel marzo scorso, quando ho incontrato Carlo a pranzo, ho telefonato subito a Pippo Baudo per chiedergli un consiglio e lui mi ha detto di accettare, perché ero pronta. Lo sento ancora qui con noi».

«Io qui in Italia, in tv, ho fatto solo Laura & Paola con la mia amica Paola Cortellesi, invece all’estero ho già avuto delle esperienze come conduttrice, che ho scelto di fare perché avevo voglia e bisogno di “andare a scuola” proprio per affrontare un giorno un’occasione come questa. Ora finalmente avrò davanti a me gli italiani. E sono felice, perché amo la nazione in cui sono nata e cresciuta» – racconta – «Sono curiosa di vedere cosa succederà alla fine del Festival, non per me ma per le canzoni. Spero che ci sia una donna che possa tornare a viaggiare con la musica italiana nel mondo. Tra l’altro quest’anno ci sono tanti stili diversi ed è interessante come le varie generazioni siano andate a cercare suoni e testi in grado di rappresentare l’attualità».

Scatta inevitabile la domanda sugli haters social che ultimamente l’hanno presa un po’ di mira: «Ci sono sempre state persone a cui piaccio e a chi no, è inevitabile per le persone che hanno ampio seguito. Sotto i post ci sono tanti commenti, ma a fare notizia sono sempre quelli più maleducati. Di certo tutte le persone che mi fermano per strada non passano il loro tempo a commentare sui social. Io mi sento amata».