07/03/2021

Sanremo 2021: top e flop della 71esima edizione

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 07/03/2021 Aggiornato il 08/03/2021

La 71esima edizione del Festival di Sanremo si è rivelata piuttosto faticosa, non solo per gli organizzatori ma anche per i telespettatori. Ecco i top e i flop, secondo noi

-Sanremo 2021- Elodie

È terminato, con la vittoria dei Maneskin, il 71esimo Festival di Sanremo. È inutile negare che sia stata un’edizione faticosa, in primis per la Rai che ha dovuto organizzarla tra mille difficoltà per via dell’emergenza Covid, però anche per i telespettatori che si sono trovati davanti a uno show dall’andamento lento attira-sbadiglio.

Per fortuna a vincere è sempre la musica e quest’anno, grazie al festival, abbiamo avuto la possibilità di fare un viaggio affascinante tra i vari generi che oggi rappresentano il panorama artistico italiano.

Insomma, i top e i flop si sono ben bilanciati, anche stavolta.

I top di Sanremo 2021

Iniziamo con i lati positivi di questo Sanremo 2021. Come dicevamo, bisogna dare merito ad Amadeus di avere avuto il coraggio di rompere gli schermi artistici sanremesi, selezionando tra i Big anche nomi sconosciuti ai più che hanno avuto così la possibilità di far scoprire il loro mondo a un pubblico più ampio (parliamo, per esempio di Willie Peyote, Colapesce Dimartino o La Rappresentante di Lista).

Altro top è naturalmente la vittoria, per nulla annunciata o aspettata, dei Maneskin che possiamo già considerare simboli di questa nuova Italia che ha voglia di urlare la sua verità.

A proposito di verità: c’è stato anche Achille Lauro, special guest delle cinque serate, che ha portato la sua sul palco con dei quadri in alcuni casi esteticamente affascinanti e in altri disturbanti, ma ugualmente suggestivi.

Questo Sanremo ha portato alla consacrazione come pop-star di Elodie, splendida co-conduttrice per una serata, che ha dimostrato che non abbiamo nulla da invidiare agli stranieri.

A proposito di girl-power ricordiamo Matilda De Angelis, attrice già amata, ma che sul palco dell’Ariston ci ha dimostrato di essere anche una brava intrattenitrice. E che dire delle sue doti canore!

I flop (oltre ai numeri c’è di più)

Nel corso dell’ultima conferenza stampa, Amadeus e Fiorello hanno dimostrato un certo disappunto nei confronti della stampa, rea di avere etichettato come flop quello che secondo loro è un successo in termini di ascolti. A parte che i numeri parlano chiaro e il calo rispetto allo scorso anno c’è (e diciamolo che, tra l’altro, loro aspettavano di fare il grande colpo dato che si è tutti chiusi in casa), ma ci sono tanti altri motivi per cui usare il termine flop non è poi così fuori luogo.

Prima di tutto si è avuta la pretesa di fare un festival di impianto tradizionale in una situazione eccezionale, per via dei protocolli anti-Covid che ha escluso anche la presenza del pubblico in sala. Ci voleva una visione, che permettesse di creare uno show inedito e diverso, che catturasse l’attenzione dei telespettatori, ormai abituati e ben predisposti alle sperimentazioni.

Come se non bastasse, anche stavolta, le serate sono state lunghe, anzi infinite. Non si può pretendere che da casa ti seguano fino alla fine, soprattutto con scalette monocorde con davvero pochi momenti coinvolgenti.

Bisogna poi dire che l’alchimia tra Amadeus e Fiorello stavolta non ha funzionato, sarà che entrambi sono risultati piuttosto spenti. Colpa dell’Ariston vuoto?

Che dire infine delle gaffe continue, che non sono state ben accolte dai diretti interessati. Un paio di esempi su tutti: la loro versione di Siamo donne, che è sembrata pura parodia e ha giustamente urtato Jo Squillo; l’omaggio a Stefano D’Orazio saltato all’ultimo momento per questioni di tempo, una scelta che ha lasciato l’amaro in bocca ai Pooh come dimostrano alcune dichiarazioni rilasciate da Red Canzian.

Capita di sbagliare, ma bisogna anche ammettere di averlo fatto.