05/03/2021

Sanremo 2021: le pagelle della terza serata. I voti alle cover e ai conduttori

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 05/03/2021 Aggiornato il 05/03/2021

La terza serata del 71esimo Festival di Sanremo, dedicata alle cover, è stata buona dal punto di vista artistico. Non si può dire lo stesso della conduzione, lenta e noiosa

sanremo 2021 - gazzè-silvestri

Come ormai da tradizione, il Festival di Sanremo dedica la terza serata alle cover. E così anche in questa 71esima edizione i Big in gara hanno scelto una canzone italiana e l’hanno interpretata a loro modo, in alcuni casi con il supporto di altri artisti ospiti.

Il livello generale? Piuttosto buono, nonostante ci siano stati alcuni momenti in cui avremmo voluto tanto avere dei tappi per le orecchie a portata di mano.

La serata è stata molto lunga (è finita intorno alle 2) e, dato che la conduzione si è dimostrata lenta e noiosa, è probabile che molti si siano addormentati molto prima di scoprire la classifica finale.

Le pagelle dei Big in gara

Noemi – Prima di andare via (di Neffa) con Neffa: l’appeal funk del pezzo viene amplificato e l’effetto non è niente male, anche se la voce di Noemi sovrasta quella di Neffa. Bello il suo look con top e pantalone total black. 6/7

Fulminacci – Penso Positivo (di Jovanotti) con Valerio Lundini e Roy Paci: versione un po’ piatta e banale, senza personalità. 5

Francesco Renga – Una ragione di più (di Ornella Vanoni) con Casadilego: momento di grandissimo impatto emotivo. La giovanissima Casadilego (vincitrice dell’ultima edizione di X Factor) è stata pienamente all’altezza della situazione. 8/9

Extraliscio Feat Davide Toffolo – Medley Rosamunda (di Gabriella Ferri) con Peter Pichler: bella immersione in una tradizione che non ha spesso spazio in tv. Ci hanno portato un tocco di allegria. 6/7

Fasma – La fine (di Nesli) con Nesli: dopo i problemi iniziali, dovuti a un microfono non funzionante, i due hanno portato avanti la loro performance senza infamia e senza lode. 6+

Bugo – Un’avventura (di Lucio Battisti) feat Pinguini Tattici Nucleari: come distruggere un pezzo storico. 4

Francesca Michielin e Fedez – Medley E allora felicità (con pezzi di Calcutta, Daniele Silvestri, Jalisse, Al Bano e Romina, Aleandro Baldi e Francesca Alotta): i due ci hanno regalato un momento fresco e divertente. Lei tecnicamente impeccabile e lui, per fortuna, meno nervoso e più sciolto. Bello l’abito da collegiale di Francesca. 8

Irama – Cyrano (di Francesco Guccini): anche in questo caso (essendo l’artista in quarantena) abbiamo visto la registrazione delle prove generali, ma nulla toglie all’intensità della sua interpretazione. Una cover senza inutili orpelli, che però si arricchisce di una intro originale registrata per l’occasione dallo stesso Guccini. 8

Maneskin – Amandoti (dei Cccp di Giovanni Lindo Ferretti) con Manuel Agnelli: performance che ha mandato letteralmente in estasi il pubblico a casa. Un pezzo iconico della new wave italiana è stata rivisitata da ragazzi che all’epoca non erano nemmeno nati, ma che ne hanno rispettato lo spirito facendolo proprio. Manuel Agnelli è stata poi la ciliegina sulla torta ed è stato bello vedere i Maneskin esibirsi con il primo che ha creduto in loro (ai tempi di X Factor). 10

Random – Ragazzo fortunato (di Jovanotti) con The Kolors: nemmeno la band capitanata da Stash è riuscito a salvare una cover che va oltre il brutto. 4-

Willie Peyote – Giudizi universali (di Samuele Bersani) con Samuele Bersani: è uno dei pezzi più belli della storia contemporanea della musica e Willie l’ha affrontato con grande rispetto, amalgamandosi con la voce e la portata emotiva del suo autore. 8+

Orietta Berti – Io che amo solo te (di Sergio Endrigo) con Le Deva: per accompagnare la splendida voce di Orietta ci volevano delle artiste di livello e chi meglio de Le Deva? Un momento emozionante, di grande classe (anche negli outfit di tutte e cinque). 9

Ghemon – Medley Le Ragazze, Donne, Acqua e Sapone, La Canzone del Sole con i Neri per Caso: ci hanno regalato un gran bel momento, in cui la voce è stata assoluta protagonista. 7/8

La Rappresentante di Lista – Splendido splendente (di Donatella Rettore) con Donatella Rettore: un pezzo pienamente nelle corde della band, impreziosito dalla presenza di questa icona della musica pop italiana. Promosso a pieni voti il tailleur pantalone della frontwoman. 7/8

Arisa – Quando (di Pino Daniele) con Michele Bravi: ci spiace dirlo, ma un pezzo meraviglioso come questo non si meritava una interpretazione così sottotono. Non male il look black and white di Arisa. 5

Madame – Prisencolinensinainciusol (di Adriano Celentano): performance che coreograficamente richiama e omaggia l’originale con una rivisitazione del pezzo in chiave funky. Madame, semplice con il suo tailleur pantalone, si muove e canta come una vera star. 9

Lo Stato Sociale – Non è per sempre (Afterhours) con Emanuela Fanelli, Francesco Pannofino e i lavoratori dello spettacolo: se la sono cavata piuttosto bene musicalmente, ma il loro obiettivo era quello di lanciare un messaggio forte per sensibilizzare sulla situazione dei lavoratori dello spettacolo che sono fermi da un anno. Bravi! 10

Annalisa – La musica è finita (di Ornella Vanoni) con Federico Poggipollini: vocalmente nulla da dire su di lei, ma l’interpretazione è stata fredda e priva di pathos. Bocciata totalmente a livello di look: forse sarebbe il caso di dirle che mini-abiti e gli stivaloni non sono propriamente il massimo dell’eleganza, anzi! 5

Gaia – Mi sono innamorato di te (di Luigi Tenco) con Lous and The Yakuza: un duetto incantevole, che ha visto protagoniste due artiste di spessore (nonostante la giovane età). Intense ed emozionanti. Che classe! (anche nella scelta dell’outfit). 9+

Colapesce Dimartino – Povera Patria (di Franco Battiato): l’inserto vocale inedito di Franco Battiato è stato un colpo al cuore, ma purtroppo il duo non ci ha convinto, non ha fatto arrivare a casa la potenza della canzone. 5/6

Coma_Cose – Il mio canto libero (di Lucio Battisti) con Alberto Radius e Mamakass: si è visto fin da subito che era la loro tazza di tè. Sono stati molto bravi, delicati al punto giusto. Promosso anche il look casual-chic. 7+

Malika Ayane – Insieme a te non ci sto più (di Caterina Caselli): dal punto di vista tecnico lei è sempre perfetta, poi ha affrontato questo pezzo con eleganza e morbidezza. Una meraviglia, anche nel look da diva retrò. 8

Max Gazzè – Del mondo (dei Csi di Giovanni Lindo Ferretti) con Daniele Silvestri e Magical Mistery Band: un tuffo nel passato, nel periodo più ispirato e dirompente della musica alternativa, con un pezzo di rara forza e bellezza interpretato magnificamente. 9

Ermal Meta – Caruso (di Lucio Dalla) con Napoli Mandolin Orchestra: pezzo bellissimo, ma questa versione l’abbiamo trovata un po’ piatta, anche a livello interpretativo. 6-

Aiello – Gianna (Rino Gaetano) con Vegas Jones: bell’arrangiamento con elementi elettronici, che danno nuova linfa e dinamismo al pezzo. Buono anche il contributo di Vegas Jones. 7+

Le pagelle del cast

Ci spiace dirlo, ma sul fronte conduzione e show stavolta proprio non ci siamo. E purtroppo non ha aiutato la scelta di Vittoria Ceretti come co-conduttrice. L’unico che continua a darci soddisfazioni è Achille Lauro.

Amadeus – una conduzione da sbadiglio per il direttore artistico del Festival, che ieri sera si è improvvisamente ricordato dei lavoratori dello spettacolo (forse perché ci hanno pensato prima i ragazzi de Lo Stato Sociale?). Che dire: avrebbe dovuto farlo fin dal primo momento in cui ha messo piede sul palco del Teatro Ariston. E che dire della sua gentil consorte piazzata non solo al PrimaFestival, ma anche in un momento promozionale nel bel mezzo della serata? 4-

Fiorello – purtroppo alla terza serata si è spento anche Fiorello. Ha cercato di piazzare qua e là qualche battuta, si è persino prestato a una gag con Amadeus che prevedeva il suo taglio dei baffi in diretta, ma non è servito a dare brio. 6

Vittoria Ceretti – la top model è stata indubbiamente una visione celestiale, ma purtroppo non è stata spigliata ed empatica (anzi ad alcuni potrebbe essere sembrata anche un po’ antipatica). 6-

Zlatan Ibrahimović – stavolta è riuscito a creare maggiore feeling con i telespettatori, dopo aver raccontato i suoi imprevisti sulla strada per Sanremo e aver cantato con l’amico

Sinisa Mihajlovic. 6/7

Achille Lauro – ci ha regalato forse il quadro più bello, coinvolgendo Monica Guerritore ed Emma, sulle note del brano Penelope. 7+