09/02/2019

Sanremo 2019: la top five della serata dei duetti

Francesco Salvatore Cagnazzo Pubblicato il Aggiornato il 09/02/2019

Da Ligabue ad Anastasio, da Arisa a Simone Cristicchi. Ecco i momenti migliori della serata speciale dei duetti sul palco dell'Ariston

sanremo 2019 morgan-lauro

Bene ma non benissimo: la quarta serata del Festival di Sanremo, dal punto di vista dello spettacolo e della musica la migliore finora, non è esplosa come ci si aspettava.

E la Rai ha raccolto 9.552.000 di spettatori e uno share del 46,1%. Mentre l’anno scorso la serata duetti aveva raggiunto il 51.1%.

Questi i nostri 5 momenti più belli della serata.

Ligabue – Ovviamente è stato il momento topico della serata. Più l’esibizione che i siparietti, risultati forzati e anche un po’ fuori luogo. Grandi cori e grande ovazioni dalla sala stampa. Poi ha cantato con Baglioni il Dio è morto di Guccini e l’entusiasmo si è un po’ smorzato. Ad ogni modo, questi sono i veri super ospiti. Citofonare Amoroso, con tutto il rispetto.

Anastasio – A proposito, tra gli ospiti c’era anche lui, il vincitore di X-Factor. Che durante il talent di Sky ha dimostrato un’ottima capacità di scrittura e di interpretazione.  Si è presentato con un suo nuovo pezzo, nei panni del figlio nel monologo di Claudio Bisio. E l’ha fatto anche molto bene. Da sottolineare che la sua presenza non era stata annunciata da nessuno, quindi una vera e propria sorpresa.

Arisa – Non abbiamo perso occasione nel sottolineare quanto la sua canzone ci piaccia. Poi con la presenza un po’ improbabile di Tony Hadley e le grandi performance dei Kataklò l’esibizione è diventata show. Da recuperare.

Loredana Bertè – Un momento all’insegna del rock, anche se Irene Grandi, che l’ha accompagnata, non ha la stessa verve e la stessa intensità di Loredana. E meno male, direi. Comunque uno dei duetti migliori, al contrario di come abbia votato la giuria di qualità. E ci siamo detti tutto.

Achille Lauro – Alla faccia della polemica sull’accostamento tra Rolls Royce ed ecstasy, il criticatissimo, e al contempo acclamatissimo, Achille ha chiamato sul palco Morgan. Che suona contemporaneamente piano e chitarra. E canta pure. Lauro, invece, si sdraia sul piano. Tanta provocazione, forse eccessiva, ma ieri, dal punto di vista dello show, andava benissimo così.