01/08/2019

Romulus: dopo il successo de Il Primo Re arriva anche la serie

Veronica Colella Pubblicato il 01/08/2019 Aggiornato il 01/08/2019

Matteo Rovere sta girando la nuova serie di Sky Original Romulus, che racconta la nascita di Roma e la storia di Romolo e Remo. Atmosfere, rimandi mitologici sono fatti per conquistare il pubblico internazionale che ha amato Vikings o Spartacus. Ma con una maggiore accuratezza storica

Romulus

Sono da poco iniziate le riprese di Romulus, la serie Sky Original dedicata alla fondazione di Roma, diretta da Matteo Rovere sulla scia del grande successo ottenuto con Il Primo Re. Una sfida di tutto rispetto per il regista, che prova a tentare il pubblico internazionale con un racconto crudo e realistico che attinge alla nostra tradizione mitologica.

Le atmosfere si preannunciano appetibili per gli amanti delle serie storiche, come Spartacus e Vikings, con un tocco sovrannaturale fornito dall’intervento divino nelle vicende dei mortali.

Un progetto ambizioso

Dalle prime informazioni sappiamo che la serie sarà ambientata nell’ottavo secolo prima di Cristo e che, nonostante la presenza di divinità, non si tratterà dell’ennesimo fantasy, bensì di un’epica vera e propria, racchiusa in 10 episodi. Il rigore storico è sempre il fiore all’occhiello della produzione, in continuità con il film che ha ispirato la serie. Tutto deve essere autentico: dalla ricostruzione fedele di due intere città alla meticolosa riproduzione delle armi dell’epoca, senza trascurare la lingua. I personaggi infatti parleranno ancora in “proto-latino”, ovvero in un idioma precedente al latino che conosciamo, frutto della ricostruzione ipotetica della lingua degli abitanti del Lazio secondo le ricerche effettuate dai semiologi.
Siamo sicuri che questa scelta non renderà la visione meno godibile e sarà ben accolta dai fan delle serie tv, ormai perfettamente a loro agio con i sottotitoli (Gomorra docet).

La trama e il cast

Matteo Rovere, regista e showrunner, descrive la storia come un racconto “di sentimenti, guerra, fratellanza, coraggio e paura”, che si propone di affiancare all’indagine sulle origini della capitale una riflessione sul significato stesso del potere così come lo intendiamo in Occidente.
I ruoli dei giovani protagonisti, che interpretano tre ragazzi “segnati dalla morte” (Ieros, Wiros e la vestale Ilia), dovrebbero essere affidati ad Andrea Arcangeli (di Trust, la serie di Danny Boyle sul rapimento Getty), Francesco Di Napoli (La paranza dei bambini) e Marianna Fontana (Capri-Revolution). Tra gli altri nomi associati al progetto ci sono molti volti noti del cinema e della televisione italiana, tra cui Giovanni Buselli (il Capaebomba di Gomorra), Silvia Calderoni (Riccardo va all’inferno), Demetra Avincola (l’attrice che piace tanto a Liberato), Massimiliano Rossi (Tefarie ne Il Primo Re), Ivana Lotito (Il grande spirito), Gabriel Montesi (Il campione) e Vanessa Scalera.

Sulle orme del Primo Re

Le riprese della serie sono appena iniziate, ma il film è un’ottima indicazione di quello che possiamo aspettarci. La nuova trama è ambientata nello stesso mondo brutale e primitivo, pur non seguendo direttamente la stessa vicenda. Per chi se lo fosse perso, il film racconta la storia di Romolo e Remo (Alessio Lapice e Alessandro Borghi), due pastori travolti dall’esondazione del Tevere e ridotti in schiavitù dalle genti di Alba, destinati a pagare un prezzo molto alto per compiere il loro destino.
Andando in controtendenza rispetto ai blockbuster hollywoodiani, con Il Primo Re Matteo Rovere ha prediletto l’artigianalità: solo riprese con luce naturale (la bellissima fotografia di Daniele Ciprì) e dialoghi ridotti all’osso, tutte scelte studiate per calare lo spettatore nella realtà dei personaggi.
Una scelta premiata dalla critica, con la candidatura a 8 Nastri d’Argento, e dal botteghino, dove si è difeso piuttosto bene nonostante la concorrenza spietata di Green Book e Creed 2.