La Valle dell’Eden è la serie tv da recuperare

Redazione Pubblicato il 29/10/2026 Aggiornato il 29/10/2026

Su Netflix è arrivata da qualche settimana la versione seriale de La Valle dell'Eden, capolavoro della letteratura di John Steinbeck. Ecco cosa c'è da sapere

la valle dell'Eden

Una serie tv uscita nell’ultimo mese e di cui, a nostro avviso, si è parlato forse un po’ troppo poco? La Valle dell’Eden, disponibile in streaming su Netflix con i suoi sette episodi. Si, parliamo proprio della trasposizione del celebre capolavoro firmato da John Steinbeck (scrittore americano, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura) e pubblicato nel 1952. Nel cast troviamo Florence Pugh, Christopher Abbott, Mike Faist, Hoon Lee, Tracy Letts, Ciarán Hinds, Martha Plimpton, Joseph Zada e Joe Anders.

Un racconto intenso e proprio per questo impegnativo, ma che vale il binge watching.

La prima generazione

Il racconto di questa saga familiare inizia nella seconda metà dell’800. I fratelli Adam e Charles Trask crescono con un padre severo e autoritario, che non ha mai dato loro affetto. I due sono molto diversi tra di loro: Adam è più dolce, mentre Charles è istintivo e irruente. Il padre però decide di far seguire le sue orme e quindi di trasformare in un militare Adam, lasciando il secondogenito a casa a badare alla fattoria. I fratelli rimangono distanti per anni, ma una volta ricongiunti si imbattono in un altro motivo di divisione. Una notte, infatti, trovano sulla porta di casa una giovane donna in fin di vita: il suo nome è Cathy Ames ed è stata ridotta in quelle condizioni dal suo amante. Un particolare che però lei tiene ben nascosto (come il suo passato da prostituta), fingendo di essere una tenera fanciulla indifesa. Adam cade nella sua trappola, mentre Charles capisce fin da subito che è un tipo pericoloso. Il primo finisce per sposarla e il secondo diventa il suo amante. Adam, desideroso di creare una famiglia tutta sua, si trasferisce con la moglie in California. Cathy scopre di essere incinta ed è costretta a portare avanti la gravidanza anche se la desidera. Nascono due gemelli, ma lei decide di andarsene e cerca anche di uccidere Adam, non riuscendoci.

La storia che si ripete con i figli

Passano gli anni e Adam cresce i figli Caleb detto Cal e Aron insieme al fedele domestico Lee, con il supporto dell’amico Samuel Hamilton. Intanto Cathy, che si fa chiamare Kate, ha continuato a percorrere una strada buia fatta di perdizione e morte, che l’ha portata a diventare proprietaria di un bordello perverso.

Cal scopre la verità sulla madre (il padre aveva raccontato loro che era morta), teme di avere ereditato la sua malvagità e si mette in competizione con Aron per avere le attenzioni del padre. Aron è un tipo buono, pacato e sensibile, tanto che quando Cal gli svela l’identità della madre lui ha un crollo emotivo e si arruola per combattere nella Prima Guerra Mondiale.

Le trasposizioni precedenti

Questa non è la prima trasposizione del romanzo.

La più nota è quella cinematografica firmata da Elia Kazan (concentrata sulla seconda parte del romanzo), che è entrata nel mito anche perché ha segnato l’esordio di James Dean (nel ruolo di Cal Trask).

Tra l’altro, dei tre film in cui è apparso come attore principale, è l’unico uscito quando lui era ancora in vita.

La Valle dell’Eden ha ottenuto quattro candidature ai Premi Oscar®, ma una sola si è trasformata in statuetta: quella per la Miglior attrice non protagonista andata a Jo Van Fleet per la sua interpretazione di Cathy/Kate. Un ruolo che invece nella miniserie tv andata in onda nel 1981 è andato a Jane Seymour.  

Pare inoltre che nel 1998 una compagnia teatrale femminile giapponese chiamata Takarazuka Revue ne abbia tratto un musical.

 

Una serie introspettiva

La serie targata Netflix (che tra l’altro è stata sceneggiata da Zoe Kazan, nipote di Elia) porta un valore aggiunto a questo classico, dando ancora più spazio alla parte emotiva, psicologica e morale dei personaggi. C’è una maggiore introspezione, portata anche dal personaggio di Lee, interpretato benissimo da Hoon Lee. Come entrano bene nella complessità dei loro personaggi Mike Faist e Joseph Zada, rispettivamente Charles e Cal.

Poi c’è lei, la regina Florence Pugh che qui dà una delle sue performance attoriali migliori. Non deve essere stato facile entrare nell’oscurità di Cathy/Kate, nella sua voglia di emancipazione che diventa ossessione e la porta in fondo a un baratro trasformatosi nella sua comfort zone. Lei non vuole vedere la luce (anche fisicamente), non ha intenzione di redimersi. È consapevole della sua natura e la segue, senza guardarsi mai indietro, anche perché è nel suo passato che si nasconde quella molla che ha fatto scattare la sua crudeltà e l’odio, in particolare nei confronti degli uomini.

E qui ci possiamo collegare a una delle parole chiavi della serie, che dà anche il titolo al suo ultimo episodio: Timshel. È una parola ebraica che si traduce con “tu puoi” con riferimento al libero arbitrio, esercitato dai vari personaggi, nel bene e nel male.