13/01/2026

Film tv: Zvanì – Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 13/01/2026 Aggiornato il 14/01/2026

Martedì 13 gennaio, in prima serata su Rai1, andrà in onda il film tv Zvanì – Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli, con Federico Cesari, Benedetta Porcaroli, Liliana Bottone, Margherita Buy e Riccardo Scamarcio

Zvanì

L’intrattenimento si sposa con la cultura grazie a progetti raffinati e ispirati come Zvanì – Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli, film tv (una coproduzione Rai Fiction e MeMo Films) diretto da Giuseppe Piccioni.

Come si può intuire dal titolo, ci racconta il celebre poeta romagnolo in una prospettiva nuova, lontana da quell’alone “polveroso” in cui troppe volte è stato relegato (come molti altri intellettuali che hanno fatto la storia).

Il soggetto e la sceneggiatura sono firmati da Sandro Petraglia.

A interpretare Giovanni Pascoli è Federico Cesari, che abbiamo già apprezzato tra l’altro nella serie tv Tutto chiede salvezza.  Al suo fianco troviamo altri bravissimi attori come Benedetta Porcaroli, Liliana Bottone, Luca Maria Vannuccini, Riccardo Scamarcio e Margherita Buy.

Il film verrà trasmesso il 13 gennaio, in prima serata su Rai1.

Un racconto intimo e pieno di sfumature

La narrazione inizia nel 1912: Giovanni Pascoli è morto e un treno parte da Bologna per le sue esequie con studenti, autorità e parenti, tra i quali la sorella Maria, chiamata Mariù. Il viaggio riflette il lutto del paese, dove persone di tutte le classi sociali rendono omaggio al poeta. La sua vita viene ripercorsa attraverso i ricordi di Mariù: l’assassinio del padre, la giovinezza segnata dalla povertà, l’impegno politico e il rapporto complicato con Giosuè Carducci. Nonostante le difficoltà Giovanni riesce comunque a laurearsi e, dopo anni, riabbraccia le sorelle con cui torna a vivere. Le dinamiche familiari però sono un po’ tese: Ida, più indipendente, lascia infatti il fratello per cercare una vita propria. Giovanni, famoso ma infelice, si ritira con Mariù a Castelvecchio, dove il treno che lo porta alla sepoltura attraversa uno spazio surreale, con apparizioni misteriose, come nelle sue poesie.

L’approccio di Piccioni e Petraglia

«Era da tanto tempo che speravo di fare un film su Pascoli e quando c’è stata la possibilità con la Rai è stato un dono» – dice Sandro Petraglia – «Ho pensato che avremmo potuto raccontarlo mettendo insieme fantasmi e personaggi presenti sul treno, evitando il biopic tradizionale. L’idea era raccontare un giovane alle prese con il disagio economico e le avventure politiche che lo portarono anche in prigione, ma permisero il crescere della poesia dentro di lui».

«Era impossible raccontare tutta la vita d Pascoli: sarebbe servita una serie intera. Abbiamo fatto quindi delle cesure lasciando allo spettatore un ruolo immaginativo» – spiega Giuseppe Piccioni – «Qui troviamo un Pascoli attratto dagli ideali rivoluzionari, che si laurea tardi a 27 anni, ma non smette mai di scrivere ed essere un poeta». E aggiunge: «È un film di fantasmi e apparizioni, in cui si entra e si esce nella sua vita. Si viaggia nel tempo e si cerca di restituire il più possibile qualcosa che si avvicina al Pascoli».

La parola al cast

«Dopo essere uscito dall’esperienza del socialismo umanitario, sente la missione di rappresentare un modello morale per la società e anche per la sua famiglia. Un modello di bene e protezione, che si fa laboratorio d’amore per le sorelle con cui cerca di ricreare quel nido famigliare perso durante l’infanzia» – spiega Federico Cesari – «Per me Pascoli ha una modernità incredibile e spero che la sua visione filosofica possa essere ispirazione per i giovani, in particolare nel modo di intendere la vita contro i grandi slanci dell’ego. Lui respinge la gloria terrena e porta tutto in una dimensione più intima, di riconnessione con la natura e i rapporti umani». E aggiunge: «Vogliamo comunicare che anche i poeti sono stati giovani e sono riusciti a costruire qualcosa con lo studio e l’impegno. Io in particolare, dopo aver realizzato questo film, ho capito ancora di più l’importanza e l’immediatezza della poesia».

A interpretare Mariù è Benedetta Porcaroli che dice: «Lei cercherà di tenersi vicino il fratello per tutta la vita. Per paura di rimanere sola sconfina nel possesso e nel controllo. Lei comunque è anche la sua prima prima fan, colei che ha sempre creduto nel suo talento»

Lilliana Bottone è invece Ida: «Per me la scrittura è stata una base molto concreta, dalla quale sono partita per scavare dentro di me, cercando anche quei rapporti che sono stati determinanti per la crescita e la ricerca dell’indipendenza. È stato bello poi creare delle scene ambientate in casa, nella sfera personale e più sincera, che permette a chi guarda di identificarsi maggiormente con i personaggi che ho trovato particolarmente ricchi di sfaccettature e con una loro modernità».