22/02/2023

Berlino 2023: riflettori sulle donne che sfidano la ‘ndrangheta in The Good Mothers

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 22/02/2023 Aggiornato il 22/02/2023

In concorso nella nuova sezione Berlinale Series The Good Mothers, la serie tv originale italiana targata Disney+ con Micaela Ramazzotti, Gaia Girace, Valentina Bellè e Simona Distefano

The Good Mothers

Negli ultimi anni il mondo delle serie tv ha alzato l’asticella della qualità, avvicinandosi sempre di più al cinema. Non a caso negli ultimi anni i vari festival internazionali hanno iniziato a dare spazio alla serialità d’autore e ora il 73esimo Festival Internazionale del Cinema di Berlino ha creato Berlinale Series, una sezione con una scelta di titoli che concorrono tra di loro per un ambito Award.

Tra i titoli che tengono a battesimo questo nuovo concorso c’è The Good Mothers, la serie tv originale italiana targata Disney+ che racconta la storia di donne che hanno deciso di sfidare la ‘ndrangheta, interpretate da Micaela Ramazzotti, Gaia Girace, Valentina Bellè e Simona Distefano.

Storie di donne coraggiose

The Good Mothers è una serie tv (prodotta da House Productions e Wildside, una società del gruppo Fremantle) basata sull’omonimo bestseller del giornalista Alex Perry, datato 2018 e premiato dalla Foreign Press Association. Ad adattarlo per il piccolo schermo è stato Stephen Butchard, mentre dietro la macchina da presa troviamo Julian Jarrold (già regista di film come Becoming Jane – Il ritratto di una donna contro e di serie come This England o The Crown – per alcuni episodi) ed Elisa Amoruso (che ha diretto, per esempio, il documentario Chiara Ferragni – Unposted e la serie tv Fedeltà).

The Good Mothers racconta la ‘ndrangheta interamente, dal punto di vista delle donne che hanno osato sfidarla, decidendo di collaborare con una coraggiosa magistrata di nome Anna Colace (interpretata da Barbara Chichiarelli) che lavora per distruggerla dall’interno. Parliamo di Lea Garofalo (interpretata da Micaela Ramazzotti) e sua figlia Denise Cosco (Gaia Girace), Giuseppina Pesce (Valentina Bellè) e Concetta Cacciola (Simona Distefano). Nel cast anche Francesco Colella e Andrea Dodero.

I sei episodi della serie saranno trasmessi sulla piattaforma Disney+, dal 5 aprile.  

La parola al cast

«Questa avventura è iniziata dopo aver letto lo script di Stephen Butchard. Non sapendo nulla sulla ‘ndrangheta, mi ha aperto gli occhi» – dice Julian Jarrold durante la conferenza stampa internazionale a Berlino. «Conoscevo storie come quella di Lea Garofalo, ma non nel dettaglio e leggendo il libro di Alex Perry sono rimasta impressionata dal fatto che queste donne, in tempi moderni, abbiano potuto vivere in situazoni così oppressive. Per la serie abbiamo deciso di rimanere sul punto di vista delle donne, cercando di rappresentare i loro sentimenti reali» – aggiunge Elisa Amoruso.

«Sono felice di aver lavorato con un cast composto da queste attrici eccezionali» – esordisce Micaela Ramazzotti, che su Lea Garofalo dice – «Lei ha fatto una cosa potentissima: è cresciuta con la paura della ‘ndrangheta e poi è andata contro quest’ultima, consapevole di quella che sarebbe potuta essere la sua fine. Però è riuscita a trasmettere il senso di libertà e indipendenza alla figlia, che ha poi testimoniato contro il padre e gli altri che avevano ucciso la madre. Diciamo che Lea ha scoccato la freccia e l’ha mandata più lontano possibile, nella paura ha trovato la forza».

A interpretare la figlia Denise è Gaia Girace (sì, proprio la nostra amata Lila de L’amica geniale): «Questa serie mi ha fatto aprire gli occhi sulla ‘ndrangheta, prima sempre mostrata dal punto di vista maschile. Stavolta è rappresentata da donne vittime, costrette a sposarsi a sedici anni, magari con un uomo che magari neanche conoscevano per poi piegarsi tutta la vita al suo volere. Nel corso della storia vediamo crescere e maturare Denise, tanto che dopo la sparizione della madre non si piega e decide di combattere contro il padre e la sua famiglia nonostante si trovi da sola».

«Non conoscevo Giuseppina Pesce, quindi sono partita da zero e ho compiuto un viaggio difficile ma interessante. Se cresci in un ambiente culturale radicato, dove l’alternativa non esiste, è difficile uscirne. Però queste donne prendono coscienza di sé, maturando l’idea di ribellarsi per ottenere la propria libertà e quella dei loro figli» – spiega Valentina Bellè.

«La loro condizione sociale non tollera la libertà e la violenza serve per mantenere il controllo» – sottolinea Simona Distefano che interpreta Concetta Cacciola – «Ho sempre desiderato raccontare storie di donne coraggiose e in questo caso ancora di più, perché si tratta di lotte silenziose che non sempre fanno rumore. Far parte di questo progetto mi rende orgogliosa».