11/02/2019

Sanremo 2019: Ultimo e la polemica che non si placa. Ecco come è andata davvero

Francesco Salvatore Cagnazzo Pubblicato il Aggiornato il 12/02/2019

Dopo la mancata vittoria a Sanremo 2019 Ultimo continua ad attaccare i giornalisti e a gridare al complotto. Che in realtà non c'è mai stato, come vi racconta il nostro inviato

Sanremo 2019 - Conferenza stampa Ultimo

Ne ho/abbiamo sentite di tutti i colori. Ipotesi surreali sul complotto e le ingerenze politiche, sulle “giurie sinistrorse”, sul “festival delle élite e non del popolo”. Tutte le polemiche che non ci sono state durante il festival stanno esplodendo ora. Con un amareggiato Ultimo che aizza i suoi tantissimi fan contro giornalisti e “onorati”.

Non entro nel merito della questione della giuria d’onore, che personalmente non conosco. Ma in sala stampa io c’ero. Tutte e cinque le sere. E anche prima del festival. E noi giornalisti abbiamo sempre sostenuto la bellezza della canzone di Ultimo (e non solo di quella).

Come sono andate davvero le votazioni

Faccio coming out: io ho sempre votato per Ultimo. E sono rimasto colpito da subito dalla sua canzone, ascoltata da prima del suo debutto televisivo. Come sono rimasto colpito da altre canzoni, ma di questo ne abbiamo parlato durante tutte le serate. Anche qui. Basta leggere i pezzi pubblicati. E, con me, tantissimi giornalisti lo hanno fatto. Non perché ci sia stato un “cartello”, semplicemente perché la canzone era oggettivamente bella. E non dico “la più bella”, ma “bella”. Punto.

L’ultima sera siamo stati chiamati a votare. E, più o meno, il verdetto è rimasto lo stesso. Dal primo posto al settimo, questa la nostra classifica: Loredana Berté, Mahmood, Daniele Silvestri, Simone Cristicchi, Arisa, Ultimo e Achille Lauro.

Un po’ diversa, ma neanche tanto, dalla votazione del primo giorno: Mahmood al primo posto, a seguire Simone Cristicchi, Daniele Silvestri, Arisa, Loredana Bertè, Ultimo e Achille Lauro. Ricordiamo che neanche ai giornalisti sono noti i risultati, giorno per giorno, della sala stampa. Le classifiche le abbiamo apprese esattamente come ha fatto il pubblico da casa.

Una volta scoperto il podio – e anche noi siamo rimasti sorpresi e rammaricati dall’assenza di Loredana Bertè – tutti i nostri voti si sono concentrati su chi vi era salito. Abbiamo votato in circa 60 secondi: impossibile mettersi d’accordo. Quindi niente teorie complottistiche e ingerenze politiche. Nella sala stampa votano circa 400 giornalisti, da quelli di Libero e Il Giornale a quelli del Corriere della Sera e Repubblica. E poi dell’Ansa, della Rai, di Mediaset, dei quotidiani e dei periodici, di settore e non. Ognuno, giustamente, con i propri gusti e le proprie idee.

Ha vinto una canzone bella

Non sappiamo se ha vinto la canzone più bella. Sicuramente ha vinto una canzone bella. Personalmente la prima che ho cercato su Youtube mercoledì mattina. E mi/ci dispiace per tutti gli altri che non sono saliti sul podio. Dalla Bertè ad Ultimo. Su quest’ultimo, gioco di parole involontario, mi sento di aggiungere qualcosa. La scelta di un attacco maleducato, offensivo, volgare e arrogante, davanti a un microfono, durante una conferenza stampa, e quindi in un contesto lavorativo e ufficiale, ai danni di una categoria di persone che lo ha sempre difeso e appoggiato, l’anno scorso come quest’anno, è una scelta pessima. Ricordiamo che ha detto: “Avete questa settimana per sentirvi importanti e dovete rompere il ca..o”. Una frase non solo sbagliata nel contenuto, ma soprattutto nella forma. Vuoi esprimere un disappunto? Fallo, ma con rispetto. E noi sceglieremo se applaudirti o meno.

Una strategia poco felice

Ultimo inoltre paga anche le scelte del suo management, che lo ha “blindato” fin dall’inizio. Il cantante non si è mai visto non solo ai party ufficiali della manifestazione ma non ha nemmeno risposto, né per mail né per telefono, alle tante richieste di intervista e/o di informazioni. Ha invece riservato colloqui privati a pochissimi fortunati. Sembra un controsenso: proprio a quelle élite tanto osteggiate. E i pochi eletti, tra l’altro, si sono anche lamentati con i colleghi del suo essere seccato (per scelte sue o di chi per lui, non lo sappiamo) durante queste occasioni.

A Sanremo, inoltre, ci sono due sale dedicate alla stampa: una all’Ariston, un’altra al Palafiori. Ultimo ha deciso di concedere una conferenza stampa solo al Palafiori, trascurando i colleghi della prima sala stampa, quella “storica”. Per poi annullarla a poche ore dall’inizio per “motivi di salute”. Ciononostante lo abbiamo sostenuto lo stesso votandolo e scrivendone bene. Perché la canzone merita, al di là di tutto. Quindi non solo il suo attacco nei confronti dei giornalisti (tutti) era gratuito, sbagliato nei modi e nella forma, ma anche totalmente fuori luogo. E se qualcuno, sbagliando (ci teniamo a sottolinearlo), gli ha inveito contro, è stato solo successivamente al suo sproloquio.

Ci è poi sembrata una scelta infelice anche quella di scappare da Sanremo nella notte, senza presentarsi l’indomani a Domenica In. E senza farsi fotografare per la copertina di rito di TV Sorrisi e Canzoni, che da sempre celebra i primi tre classificati.

Ma adesso basta con queste polemiche. Che vengano dalla Bertè o da Ultimo non importa. Mahmood ha vinto, e merita la sua vittoria. Forse il regolamento è migliorabile, tutto lo è, a Sanremo e in una qualsiasi manifestazione come questa. Ma è stato approvato e firmato. Anche da Ultimo. E non se ne può parlare male solo perché non si è vinto. Non c’è altro da aggiungere, pare evidente. Vedremo se il regolamento sarà modificato. Ma è un’altra storia. Adesso, diamo a Mahmood lo spazio e l’attenzione che merita. Sul resto, mettiamo, per favore, una pietra sopra. Sanremo è musica, parole, sorrisi e aggregazione. I riferimenti alla politica, le polemiche, gli attacchi contro le élite teniamoli per le cose più importanti. È lì che dobbiamo farci sentire.