Venezia 83: la prima volta di Vanessa Scalera
In concorso alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia anche Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, con protagonista una strepitosa Vanessa Scalera
Dopo aver aperto tre anni fa la Mostra del Cinema di Venezia con Comandante, Edoardo De Angelis torna in concorso con Il fuoco che ti porti dentro. Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Franchini (edito da Marsilio Editori), vede protagonista una strepitosa Vanessa Scalera alla sua prima volta al Lido.
Una storia dal sapore autobiografico, che vede Vanessa nei panni della madre dello scrittore, mentre quest’ultimo è interpretato da Lino Musella.
Nel cast anche Elena Radonicich, Ivana Lotito, Nicole Malaj, Samuele Mazza, Tony Laudadio e Tommaso Ragno.
La colonna sonora è firmata da La Niña. Che dire: un progetto che mette insieme tante eccellenze del nostro paese.
Il fuoco che ti porti dentro uscirà nelle sale grazie a 01 Distribution, in data ancora da definirsi.
Questioni di famiglia
Antonio è fuggito da tempo dalla natia Napoli e si è trasferito a Milano, dove ha costruito una famiglia e una carriera di successo. Tra i motivi della sua fuga anche la madre Angela, una donna che possiamo definire esagerata, nel bene e nel male: è infatti irresistibile, qualunquista, conservatrice e ostile come poche. La donna lo raggiunge per Natale e sembra decisa a restare con lui. La cena della Vigilia finisce così per trasformarsi in un campo di battaglia emotivo, comico e feroce al tempo stesso, che fa riemergere un passato di sopraffazioni e incomprensioni. Un corpo a corpo sentimentale tra madre e figlio ma anche con un tenace cappone, che non vuole saperne di finire in pentola; con l’attesa di una figlia che non si sa se mai arriverà e un ospite tanto illustre quanto inaspettato.
La parola a scrittore e regista
«Per come era stata raccontata questa storia nel libro, non era facile trarne un film. Però penso che le imprese più difficili siano anche le più stimolanti per chi lo fa» – spiega lo scrittore Antonio Franchini durante la conferenza stampa – «Ero confortato dal fatto di averlo messo in ottime mani: conoscevo sia gli sceneggiatori che Edoardo e avevo cognizione degli attori, ero sicuro che sarebbe venuta fuori una cosa forte. Il film è qualcosa di autonomo rispetto al libro, ma ne conserva lo spirito profondo».
«Antonio mi raccontò di questo personaggio ispirato a sua madre Angela, che in molti tratti mi ha ricordato mia nonna. Pensavo fosse una meravigliosa opera letteraria e, quando ho saputo che lui voleva farne un film, ho sentito il richiamo. L’adattamento è stata una vera sfida, però mi sono trovato in una condizione privilegiata, perché lui aveva scritto un personaggio memorabile» – dice Edoardo De Angelis.
L’emozione di Vanessa Scalera e Lino Musella
Nonostante abbia alle spalle una lunga carriera, questa è la prima volta di Vanessa Scalera in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Come la vive? «È una botta emotiva enorme!». Poi su Angela e sul lavoro sul set racconta: «Angela non la considero solo una madre, ma una donna che subisce il fascino del figlio. Sul set con Lino abbiamo lavorato non parlandoci ma osservandoci, per mettere in scena il non detto che c’è tra di loro. Ho osservato Lino per tutto il tempo (non me ne vogliano gli altri colleghi!), per me lui era una calamita e questo mi ha aiutato».
«Non è che io e Vanessa non ci siamo mai parlati, diciamo che non lo facevamo dei nostri personaggi. Anche con gli altri splendidi colleghi ci siamo osservati, guardati e lasciati guidare da Edoardo» – precisa Lino Musella – «La storia mi ha commosso fin dal prima lettura della sceneggiatura. Devo ammettere che al primo ciak non avevo ancora letto il romanzo e ho recuperato dopo, ma fondamentale per me è stato incontrare Antonio dal vivo durante una cena prima di farne una mia visione».
Il tocco de La Niña
Alla conferenza stampa era presente anche La Niña, al secolo Carola Moccia, che racconta così il suo processo creativo per la realizzazione della colonna sonora: «Conoscevo già il libro: me l’aveva regalato una mia amica e l’ho amato molto. Trovo le note di regia di Edoardo suggestive, credo che abbia sapientemente spiegato il misticismo alla base del suo lavoro, che approfondisce le radici materne, che sono però anche una allegoria di tanto altro. Con la musica ho cercato di andare a fondo di questo groviglio mistico difficile da sciogliere
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