01/09/2019

Venezia 76: Penelope Cruz in versione spia

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il Aggiornato il 02/09/2019

Tra le star femminili presenti alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia anche Penelope Cruz, nel cast di Wasp Network

Penelope Cruz

A due anni di distanza dalla presentazione di Escobar – Il fascino del male, Penelope Cruz torna al Lido. L’attrice spagnola è infatti nel cast di Wasp Network, film in concorso alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia, firmato da un’altra vecchia conoscenza della kermesse ovvero Olivier Assayas. Il bello è che la possiamo vedere in una veste molto particolare, ovvero in quella di una spia cubana.

Ed è in buona compagnia dato che ci sono anche Gael Garcia Bernal e Édgar Ramírez (con cui Penelope ha prima condiviso il set di American Crime Story, dove hanno interpretato i fratelli Gianni e Donatella Versace).

Curiosi di saperne qualcosina in più?

Uno spy thriller ambientato a L’Avana

Tratto dal libro The Last Soldiers of the Cold War di Fernando Morais (a sua volta ispirato a una storia vera), Wasp Network è uno spy-thriller ambientato a L’Avana nel dicembre 1990. René González è un pilota di linea cubano, che ruba un aereo e fugge dal paese lasciando moglie e figlia. Comincia quindi una nuova vita a Miami, presto raggiunto da altri dissidenti cubani, tutti impegnati nella destabilizzazione del regime di Castro.

La parola ai protagonisti

«Non ho mai conosciuto Fernando di persona, perché viviamo molto lontani. Devo dire che lui ha fatto un ottimo lavoro di materiali originali e anche dal contenuto sensibile» racconta il regista Olivier Assayas. «Questo film potevamo girarlo solo a Cuba e devo dire che non abbiamo avuto grossi problemi, anche se eravamo monitorati, perché i cubani erano sospettosi nei confronti di un francese che aveva deciso di raccontare una parte della loro storia moderna. Eravamo lì in un periodo in cui si percepiva la tensione con gli Stati Uniti e infatti, non appena siamo partiti, c’è stato il blocco dei voli diretti tra i due paesi».

«Io credo che nel 2019, in qualunque luogo, la gente debba essere libera di esprimere le proprie opinioni» dice Penelope Cruz. «Come tutti ho molte paure, anche perché viviamo in un mondo dove sta prevalendo l’individualismo amplificato anche dalla tecnologia. Devo ammettere che avrei voluto vivere un po’ di più negli anni’90, ci avrebbe fatto bene anche a livello di sanità mentale. Ora la nostra quotidianità va troppo veloce, siamo legati in maniera ossessiva all’elettronica e nel frattempo ci perdiamo i rapporti umani, disimpariamo a comunicare tra di noi».