02/09/2019

Venezia ’76: il riscatto e la disillusione di Luca Marinelli-Martin Eden

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il Aggiornato il 02/09/2019

Secondo film italiano in concorso alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia: è il sorprendente Martin Eden di Pietro Marcello, ambientato a Napoli, con Luca Marinelli come protagonista

Luca Marinelli

La 76esima Mostra del Cinema di Venezia non è fatta solo di star internazionali, ma anche di grandi talenti italiani. È il caso del regista Pietro Marcello, in concorso con il suo Martin Eden che ha per protagonista Luca Marinelli.

Un incontro il loro che fa davvero scintille sul grande schermo. Il film è ispirato all’omonimo romanzo di Jack London (del 1909) che è stato rivisitato in una chiave originale e personale. Altro non vi sveliamo, dato che dal 4 settembre potrete vederlo anche al cinema.

Martin Eden napoletano

Martin Eden vive nella periferia di Napoli con la sorella e la famiglia di lei. Di professione fa il marinaio e proprio al porto salva da un brutale pestaggio un ragazzo di nome Arturo. Quest’ultimo è un rampollo della borghesia industriale e il giovane si rende conto del suo status sociale non appena arriva a casa sua e si imbatte nella sorella Elena, una ragazza dolce, raffinata e molto colta. Martin viene subito attratto da lei e dal suo mondo, tanto che si avvicina ai libri e inizia a farsi una cultura personale. Il suo obiettivo è quello di diventare scrittore e migliorare il suo status sociale, ma gli ostacoli non mancheranno. Fondamentale nel suo percorso professionale, ma soprattutto umano, è l’intellettuale Russ Brissenden con cui si avvicina ai circoli socialisti.

La parola ai protagonisti

«Abbiamo scelto di ambientare questo adattamento a Napoli, perché è la location che meglio si presta alla sperimentazine, è un laboratorio all’aperto. Poi è una città di mare, che accoglie le persone. La trasposizione è stata molto libera, anche perché qui in Italia non abbiamo una tradizione letteraria marinara» spiega Pietro Marcello.  «Questa è la storia di un ragazzo che si riscatta con la cultura, ma che al tempo stesso viene disilluso dall’industria culturale. È qualcosa che hanno vissuto Jack London e alti artisti del ‘900, secolo che noi abbiamo attraversato con questo racconto».

«Mi ricordo ancora quando, dopo aver visto Bella e perduta (il suo precedente film), ho desiderato tanto che Pietro mi chiamasse e quando è avvenuto ero felicissimo» dice Luca Marinelli: «È stato profondamente emozionante lavorare a questo progetto. Martin Eden era un avventuriero, che come tanti scrittori del 1900 volevano scoprire il mondo. Lui vede una montagna da sotto, si arrampica e arriva alla cima, ma poi lì trova qualcosa che lo delude finché si perde».

E aggiunge, parlando del suo lavoro: «Bisogna mantenere l’equilibrio, stare con i piedi per terra e ancorarsi alle proprie idee ed emozioni. Questa è la mia strada».