03/10/2019

Teatro: Elio fa il suo debutto nel segno di Gaber

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il Aggiornato il 03/10/2019

Lo storico leader de Le Storie Tese porta a teatro Il Grigio, la pièce scritta da Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Prima nazionale al Teatro Carcano di Milano il 3 ottobre e poi in tournée in tutta Italia

Elio a teatro

Un uomo si ritira a vivere da solo in campagna, per concentrarsi su di sé e sui problemi che lo affliggono, e si trova a combattere con un coinquilino intelligentissimo e arguto, di cui non riesce a liberarsi: un topo, reale o forse solo immaginato, che lo spinge ad affrontare i suoi fantasmi, le sue debolezze, le sue meschinità, i suoi errori: è la trama di “Il Grigio”, pièce scritta nel 1988 da Giorgio Gaber e Sandro Luporini, che arriva in prima nazionale a Milano (Teatro Carcano, dal 3 al 13 ottobre) con la regia di Giorgio Gallione e che proseguirà poi in tournée in tutta Italia. Protagonista, solo in scena, è Elio.

Lo storico leader delle Storie Tese, personaggio istrionico e multiforne che nel suo percorso artistico ha mescolato la musica e la TV, la radio e il cinema, approda alla sua prima esperienza da attore di teatro.

Una nuova sfida

«Ho un’ansia fortissima. All’inizio questa mi sembrava una mission impossible: adesso, reduce da un mese di prove, solo difficile. Anzi, una fatica mostruosa» rivela. «Questa è la prima volta che sono su un palcoscenico da solo, perché ho sempre amato starci in compagnia, e mi misuro con un testo di un mostro sacro come Gaber: insomma una sfida, tanto più che io non mi sento attore e nemmeno cantante, ma piuttosto flautista» aggiunge scaramantico. Il fil rouge della musica, che è quasi sempre presente nelle variegate esperienze professionali di Elio, si ritrova anche in questo suo debutto teatrale: al testo originale dell’opera, infatti, sono intercalate una decina di canzoni di Gaber che, come spiega il regista, riprendono e sviluppano i temi, i sentimenti e le situazioni del Grigio. «In pratica ho accettato dopo un lungo corteggiamento, ma ho imposto le canzoni: così posso sentirmi più a mio agio» scherza il protagonista.

Un cinquantenne in crisi

Sui temi che la vicenda affronta, Elio rivela di sentirsi in totale sintonia e che Gaber li ha solo esposti con parole migliori di quelle che avrebbe potuto usare lui. «Mi ritrovo in quell’uomo dalla prima all’ultima sillaba. Sono la persona perfetta per interpretare il cinquantenne in crisi: io sono stato sempre in crisi, ho sempre avuto voglia di scappare in campagna (pur essendo ancora qui) e a molte tematiche presenti nel Grigio penso da tempo» racconta. Quali sono quelle che sente più vicine? «La convivenza uomo-donna e tante difficoltà della vita di tutti i giorni le abbiamo sempre affrontate anche con Elio e le Storie Tese, a modo nostro e con un linguaggio di rottura. Ma a ben vedere, studiando il testo, ho capito che Gaber aveva visto lungo e trent’anni fa ha scritto cose di un’attualità sconcertante: le coppie aperte, il figlio che non sai se sia tuo o no, i rapporti umani complicati sono tutte realtà presenti intorno a noi ogni giorno» osserva Elio. E conclude ritornando ancora agli arrangiamenti musicali dello spettacolo, di Paolo Silvestri: «Per dirla con Sfera Ebbasta… lui davvero spacca».