Sanremo 2026: Serena Brancale è pronta ad emozionare con Qui con me
Ad un anno di distanza dal successo di Anema e Core, Serena Brancale torna sul palco di Sanremo con un brano più intimo dal titolo Qui con me, dedicato alla madre
Dopo averci fatto ballare a cantare con la sua trascinante Anema e Core, Serena Brancale torna a Sanremo mostrandoci un altro lato di sé, più intimo, fragile e introspettivo.
Sarà infatti in gara con Qui con me, una canzone dedicata alla madre scomparsa che siamo sicuri riuscirà a toccare le corde dell’anima di tutti coloro che l’ascolteranno.
L’artista, attualmente impegnata (come i suoi colleghi) nelle prime prove con l’orchestra, ha incontrato la stampa all’Hotel Principe di Savoia di Milano e ha raccontato come si sta preparando a questa 76esima edizione del Festival.
La voce (e il cuore) al centro
«Posso dirvi che sarà un’esibizione scarna, voglio mettere la voce al centro. Starò sul palco immobile con l’asta, senza alcun gesto da cantante. So già che sarà molto emozionante» – racconta Serena Brancale – «È stato bellissimo, durante le prove, sentire l’orchestra applaudire. Mia sorella Nicole, che è il mio portafortuna e anche quest’anno sarà il mio direttore d’orchestra, aveva gli occhi lucidi. Ora mi sento finalmente pronta per cantare questa canzone, lo scorso anno non ci sarei riuscita, penso che sia giusto arrivare alla consapevolezza dopo vari step. Solitamente faccio quello che sento: adoro pezzi come Anema e Core o Serenata, ma proprio quando lanciavo quest’ultima iniziavo a scrivere Qui con me. Durante questa estate stupenda (con tanti concerti fatti all’estero) ho pensato a cosa portare a Sanremo: io sono festa, ma anche altro e ho deciso di raccontarlo. Credo sia importante mettere in evidenza varie parti di me».
Non ci è dato ancora sapere chi duetterà con lei nella serata cover, ma sottolinea: «Sarà un momento diverso, che condividerò con qualcuno che stimo. Il fil rouge rimarrà comunque Qui con me».
Andrebbe all’Eurovision in caso di vittoria (considerando che alcuni artisti, come Levante, non ci andrebbero come protesta per via della presenza di Israele)? «Al momento non ci sto pensando, quando sarà il momento prenderò una posizione. Comunque credo che si possa lanciare un messaggio anche andandoci, non facendosi da parte».
Il legame con la madre
«In questa canzone racconto una ferita che rimane, anche se l’ho metabolizzata» – spiega – «Nel testo parlo anche delle somiglianze fisiche tra me e mia madre. Poi ci sono dei modi di parlare suoi che un tempo non sopportavo e mi sono resa conto di essere diventata come lei. E poi a mio fratello minore, che ha 23 anni, mi trovo a dire le stesse cose che lei diceva a me. Lui è nato quando mia madre aveva 43 anni, mentre mia sorella Nicole (la maggiore) è uscita di casa presto per studiare grazie a delle borse di studio. Così io sono stata un po’ la figlia prediletta, anche perché cantavo e mi piaceva recitare: lei mi accompagnava ai provini e poi amava la musica, era infatti un contralto e aveva un coro di musica barocca». E aggiunge: «La mia famiglia non sapeva se fossi pronta o meno per questa canzone. Mi piacerebbe tanto che mio padre venisse con noi a Sanremo».
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