06/07/2021

Raffaella Carrà, la più amata dagli italiani (ma anche dagli spagnoli!)

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 06/07/2021 Aggiornato il 06/07/2021

La scomparsa di Raffaella Carrà lascia un grande vuoto in tutti noi. Se ne va una diva e un'icona pop insostituibile

Rafafella Carrà

Raffaella Carrà non c’è più. Ce lo ripetiamo, ma continuiamo ad avere la sensazione di vivere un brutto sogno. La sua morte (a 78 anni), così improvvisa e inaspettata per noi, ci ha colpito profondamente lasciandoci un grande vuoto, come se ad andarsene sia stata una della nostra famiglia.

Perché questo era Raffaella: una di casa. Una casa in cui lei, per tanti anni, è entrata a passi di danza attraverso quel piccolo schermo che lei ha contribuito a trasformare in una scatola magica.

Il suo nome è infatti scolpito nelle pagine della storia dello spettacolo e non solo in Italia: ricordiamo, infatti, che era amatissima anche in Spagna (che ha sempre considerato la sua seconda casa) e in varie parti del mondo.

Raffaella è diventata una vera icona, non solo grazie al suo straordinario talento (nel ballo e nel canto, come nella conduzione e persino nella recitazione), ma anche per la sua determinazione che l’ha portata ad osare e a precorrere i tempi, ad abbattere dei tabù e a liberare le donne dalla gabbia dei cliché.

Nonostante il suo status di diva, lei non ha mai fatto nulla per tenere le distanze dal suo pubblico, anzi la luce di cui brillava arrivava a noi come un caldo abbraccia che ci scaldava il cuore facendoci sentire meno soli. 

Dall’esordio al cinema alla conquista della tv

Forse i più giovani non lo sanno, ma il suo percorso artistico iniziò con il cinema e con il suo vero nome ovvero Raffaella Pelloni. A soli otto anni esordì nel film Tormento del passato di Mario Bonnard (1952), per poi continuare con piccole parti finché nel 1960 si diplomò al Centro Sperimentale di Cinematografia. Negli anni a seguire arrivarono film importanti come I compagni di Mario Monicelli (1963) e Il colonnello Von Ryan di Mark Robson (1965), dove recitò al fianco di Frank Sinatra.

Dalla metà degli anni’60 cominciò a farsi chiamare Raffaella Carrà e sul finire del decennio arrivò il primo successo televisivo con il programma Io, Agata e tu in cui lanciò un nuovo stile di showgirl.

Negli anni’70 Raffaella partecipò a show che entrarono nella storia come Canzonissima e Milleluci, al fianco di grandi personaggi come Corrado e Mina. Nel frattempo diede il via alla sigla-mania: le sigle cantante da lei divennero infatti delle hit, da Ma che musica maestro! a Chissà che va, passando per la sensuale e divertente Tuca Tuca.

Questo fu solo l’inizio di una carriera discografica esplosiva (che andava di pari passo con quella televisiva): come dimenticare successi come Rumore, A far l’amore comincia tu, Fiesta o Tanti auguri?.

Dagli anni’80 ai giorni nostri

Negli anni’80 Raffaella condusse Fantastico, Domenica In e Pronto, Raffaella? ovvero il primo programma di mezzogiorno della Rai.

A seguire ci fu un breve passaggio a Mediaset (all’epoca chiamata Fininvest) dove fu regina di alcuni programmi e un periodo passato in Spagna.

Al suo ritorno, nel 1995, tornò su Rai 1 per condurre un altro programma diventato cult ovvero Carramba! Che sorpresa, che diventò Carramba! Che fortuna nella sua versione legata alla Lotteria Italia.

Nel 2001 presentò invece la 51esima edizione del Festival di Sanremo. Seguirono anni in cui Raffaella si dedicò a vari progetti, tra televisione e musica, finché nel 2014 tornò con il talent Forte Forte Forte. Invece nel 2016 fu una dei giudici di The Voice of Italy.

Il suo ultimo programma, su Rai 3, è stato A raccontare comincia tu: un format che ha visto Raffaella incontrare e intervistare vari personaggi, con il suo stile elegante e discreto (nonché inimitabile).