30/07/2019

Ed Sheeran con il suo album di duetti continua a polverizzare record

Veronica Colella Pubblicato il Aggiornato il 30/07/2019

Tra i compagni di duetti Justin Bieber e Bruno Mars, Eminem e 50 Cent. Per questo il suo nuovo album è stato definito una capsula temporale che racchiude il sound pop del 2019

Ed Sheeran

L’ultimo album di Ed Sheeran ha appena polverizzato l’ennesimo record su Spotify, superando i 69 milioni di ascoltatori mensili a livello globale.

Un successo clamoroso che conferma la sua capacità di uscire dagli schemi del ragazzo timido armato di chitarra acustica, sfondando tutte le barriere tra i generi per invadere ogni angolo di mercato discografico.

Il sound del 2019

Chiamare No. 6 collaborations project un album di duetti sarebbe riduttivo. La rivista NME l’ha definito “la perfetta capsula temporale per racchiudere il suono del pop nel 2019” e in effetti con questo progetto Sheeran è riuscito a coinvolgere tutti gli artisti di punta del momento. Tra i 22 illustri ospiti troviamo Khalid, Camila Cabello e Cardi B, l’immancabile Justin Bieber, Stormzy, il duo esplosivo formato da Eminem e 50 Cent, il redivivo Skrillex (molto più soft del solito in Way to break my heart) e gli inattesi Chris Stapleton e Bruno Mars, che con Blow mettono per un attimo da parte country e R&B per darsi all’hard rock. L’impronta di Sheeran si ritrova nei piccoli tocchi di umiltà che lo hanno sempre reso particolarmente avvicinabile, come i riferimenti all’ansia sociale e alla paura di perdere i capelli. In inglese si dice “humblebrag”, ovvero tirarsela con modestia, ed è un po’ il suo marchio di fabbrica. Nelle sue canzoni passa dall’autocritica verso il suo aspetto fisico a vantarsi candidamente di aver guadagnato mezzo miliardo con il suo ultimo tour. Perché è vero, ormai può permettersi di fare un mixtape con tutti gli artisti di cui è fan per puro divertimento, ma non si è affatto montato la testa. Anzi, darebbe qualsiasi cosa per riavere la libertà di sedersi al pub con una birra e un pacchetto di patatine, come una persona qualunque.

Le sperimentazioni grime

Questo disco è il seguito ideale dell’EP del 2011 No. 5 Collaborations Project, con cui Sheeran si era divertito a collaborare con artisti grime, ovvero un sottogenere della EDM britannica influenzato dall’hip hop e dalla dancehall giamaicana. Sul disco appaiono nomi che probabilmente da questo lato della Manica conoscono in pochi, come Ghetts, Devlin, Wiley e Wretch 32. A un primo ascolto difficilmente assoceremmo il loro stile all’autore di ballate strappalacrime come The A Team o Perfect, eppure questo equilibrio tra dolcezza e aggressività ha funzionato benissimo. Negli anni successivi gli hanno addirittura chiesto di ricambiare il favore, cantando intermezzi melodici in singoli introspettivi come Hush little baby di Wretch 32 e (All along the) Watchtower di Devlin.

Troppo successo può essere stressante

Chi pensa che la vita della superstar sia una passeggiata, non ha mai conosciuto Ed Sheeran. Di recente ha annunciato un ritiro in Nigeria per riprendersi dalle fatiche del tour, un’affermazione semiseria che però potrebbe essere indicativa della sua stanchezza e della voglia di ritrovare un po’ di tranquillità. Non gli piacciono le folle, odia essere filmato, al suo fianco vuole solo amici stretti e la moglie Cherry ed è un habitué degli attacchi di panico. Un paio d’anni fa è stato persino vittima di bullismo da parte di un gruppo di connazionali ubriachi, che l’hanno preso in giro senza pietà su un volo EasyJet. Fortunatamente, il bisogno di isolarsi può essere facilmente assecondato se si è una superstar con a disposizione milioni di sterline. Non solo la sua voglia di privacy lo ha spinto a comprarsi le case confinanti con la sua villa, ma pare che voglia acquistare anche l’appartamento sopra al suo club-ristorante di Portobello Road, giusto per mettere le mani avanti con possibili lamentele per il rumore.