28/03/2022

Oscar 2022: I segni del cuore è il Miglior film. Niente statuetta per Sorrentino

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 28/03/2022 Aggiornato il 28/03/2022

Durante una notte degli Oscar frizzante e movimentata (forse un po' troppo) I segni del cuore viene proclamato Miglior film. Niente da fare, purtroppo, per Paolo Sorrentino e il suo È stata la mano di Dio

(L-R) Eugenio Derbez, Sian Heder, Marlee Matlin, Troy Kotsur, Emilia Jones, Daniel Durant and Amy Forsyth, winners of the Best Picture award for ‘CODA’, posing on stage in the press room at the 94th Academy Awards held at the Dolby Theatre in Hollywood, CA on Sundayday, ​March 27, 2022. (Photo By Sthanlee B. Mirador/Sipa USA)

Si è tenuta presso il Dolby Theatre di Los Angeles la 94esima edizione dei Premi Oscar, che ha proclamato I segni del cuore Miglior film, riservando poi ben sei statuette a Dune.

Delusione per l’Italia, che non porta a casa nessun premio: in particolare ci spiace per Paolo Sorrentino, che con il suo È stata la mano di Dio avrebbe potuto fare il bis a otto anni di distanza dall’Oscar a La grande bellezza.

Rispetto al passato la cerimonia degli Academy Awards 2022 è stata più moderna, meno solenne e più frizzante anche grazie alla conduzione di tre splendide donne ovvero Regina Hall, Amy Schumer e Wanda Sykes, che hanno osato senza temere di essere politicamente scorrette. Un mood che ha tenuto una delle special guest, ovvero il sempre irriverente Chris Rock, che quando è salito sul palco ha osato fare una battuta sui capelli rasati di Jada Pinkett Smith, ricevendo come risposta (in diretta mondiale) un pugno e insulti vari da parte del consorte Will Smith. Un brutto episodio di machismo, che un attore di quel calibro (tra l’altro premiato proprio in serata con un Oscar) poteva risparmarsi.

Tra sorprese e conferme

Con le sue dodici nomination, il titolo che partiva privilegiato era indubbiamente Il potere del cane di Jane Campion, che però non ha fatto quell’incetta di statuette che ci si aspettava. Spicca indubbiamente l’Oscar per la Miglior regia: Jane Campion è infatti la terza donna nella storia a vincere in questa categoria (prima di lei Kathryn Bigelow e Chloé Zhao). L’Academy ha eletto Miglior film I segni del cuore di Sian Heder, che conquista anche l’Oscar per il Miglior attore non protagonista grazie a Troy Kotsur e quello per la Miglior sceneggiatura originale (andato sempre a Sian Heder). Che dire: nonostante le critiche positive, forse in pochi avrebbero scommesso su questo successo, considerati gli altri “contendenti”.

Una sorpresa (almeno dal nostro punto di vista) anche la vittoria di Will Smith come Miglior attore protagonista per Una famiglia vincente – King Richard, mentre concordiamo totalmente sugli Oscar al femminile. Jessica Chastain meritava decisamente la vittoria come Miglior attrice protagonista e Ariana DeBose (emergente dal talento straordinario) quello come Miglior attrice non protagonista.

Applausi poi a Kenneth Branagh, che con il suo Belfast ha vinto come Migliore sceneggiatura originale.

Arriviamo quindi alle note dolenti per noi italiani: Paolo Sorrentino è stato infatti sconfitto nella categoria Miglior film internazionale da Drive My Car di Ryusuke Hamaguchi ed Enrico Casarosa (regista di Luca) da Encanto di Byron Howard e Jared Bush come Miglior film d’animazione.

E ancora: Miglior documentario è Summer of Soul (…Or, When the Revolution Could Not Be Televised) di Questlove, Joseph Patel, Robert Fyvolent e David Dinerstein; Miglior cortometraggio documentario è The Queen of Basketball di Ben Proudfoot; Miglior cortometraggio è The Long Goodbye di Aneil Karia e Riz Ahmed; Miglior cortometraggio d’animazione è The Windshield Wiper di Alberto Mielgo e Leo Sanchez.

I premi tecnici

Tra i premi tecnici, come anticipato, a predominare è stato Dune che in effetti è una vera opera d’arte, in particolare dal punto di vista visivo. Il film di Denis Villeneuve ha infatti vinto nelle categorie Miglior montaggio (Joe Walker), Miglior scenografia (Patrice Vermette e Zsuzsanna Sipos), Miglior fotografia (Greig Fraser), Migliori effetti speciali (Paul Lambert, Tristen Myles, Brian Connor e Gerd Nefzer), Miglior sonoro (Mac Ruth, Mark Mangini, Theo Green, Doug Hemphill, Ron Bartlett). Dune si porta a casa anche l’Oscar per la Migliore colonna sonora grazie al grande compositore Hans Zimmer, invece la Migliore canzone originale è No Time To Die di Billie Eilish e Finneas per l’omonimo film.

I Migliori costumi sono quelli creati da Jenny Beavan per Crudelia, mentre il Miglior trucco e acconciatura quelli di Linda Dowds, Stephanie Ingram e Justin Raleigh per Gli occhi di Tammy Faye.