26/10/2020

Festa del cinema di Roma: con la chiusura delle sale il finale è amaro

Elena Goretti
A cura di Elena Goretti
Pubblicato il 26/10/2020 Aggiornato il 26/10/2020
Festa del cinema 2020 - finale

Dieci giorni di film sul grande schermo, anteprime, incontri con grandi registi, attori, sceneggiatori e produttori: come un baluardo in mezzo all’assedio, per l’intera durata della sua programmazione la Festa del cinema di Roma ha cercato di celebrare la bellezza della settima arte nonostante la seconda ondata dei contagi da Covid 19.

Ma non è bastato: pur dimostrando che con sanificazioni continue, distanziamenti (di 3 poltrone) e mascherine si può godere del grande cinema in sicurezza, l’ultimo Dpcm del 24 ottobre ha sancito la chiusura di tutte le le sale fino al 24 novembre, bloccando temporaneamente tutte le proiezioni in programma.

Un finale poco festoso

E così, mentre arriva la notizia dell’assegnazione del Premio del pubblico al film Eté 85 (Estate ’85) di François Ozon, il clima che si respira nell’ultimo giorno della kermesse romana è tutt’altro che di festa. Il direttore artistico Antonio Monda, insieme alla presidente della Fondazione Cinema per Roma Laura Delli Colli e il direttore generale della Fondazione Francesca Via hanno premiato il regista “a distanza” esprimendo soddisfazione per essere riusciti a svolgere la manifestazione fino alla fine, ma anche grande dispiacere per il destino delle sale.

Il commento del vincitore

Nell’accettare il premio, anche il regista François Ozon ha espresso il suo parere sulle misure messe in atto per contenere i contagi: «Continuare a sostenere il cinema e permettere al pubblico di scoprire i film su un grande schermo è importante. Estate ’85 è stato girato in pellicola per consentire agli spettatori di condividere le emozioni dei personaggi in una sala cinematografica, quindi ringrazio dal profondo del cuore la Festa di Roma che lo ha proiettato sul grande schermo e il pubblico che lo ha premiato».

Storia di un’estate

Il film, tratto dal romanzo di Aidan Chambers Danza sulla mia tomba, racconta l’estate di due ragazzi (interpretati dai bravissimi Félix Levebvre e Benjamin Voisin) sulle coste della Normandia, tra la leggerezza dell’amore che sboccia e il dramma di un evento terribile. Simile per certi aspetti a Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino per le continue citazioni letterarie, la fotografia e i costumi, il film di Ozon ha in più una vena thriller che tiene gli spettatori incollati alla poltrona e che regala un finale davvero difficile da dimenticare. Specie a chi avrà la fortuna di vederlo al cinema.