02/03/2020

Elio Germano: i suoi film più belli da (ri)vedere

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 02/03/2020 Aggiornato il 03/04/2020

La 70esima edizione del Festival di Berlino si è conclusa con uno splendido premio ad Elio Germano come migliore attore. Cogliamo l'occasione per (ri)vedere alcuni dei suoi film più belli

Elio Germano

Si è da poco conclusa la 70esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, con delle splendide notizie per l’Italia: i fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, infatti, si sono portati a casa l’Orso d’Argento per la migliore sceneggiatura con il loro Favolacce, mentre Elio Germano ha vinto l’Orso d’Argento per il miglior attore con Volevo nascondermi di Giorgio Diritti. Vi è venuta voglia di (ri)vedere qualche film con Elio Germano? Vi consigliamo qualche titolo.

Un riconoscimento meritato per la sua incredibile interpretazione del pittore Antonio Ligabue, punta di diamante in una carriera che è sempre stata di alto livello.

Volevo nascondermi arriva al cinema

Non si può che partire proprio da Volevo nascondermi diretto da Giorgio Diritti, che 01 Distribution ha deciso di portare al cinema già il 4 marzo, nonostante l’allarme Coronavirus e la sospensione dell’attività di alcune sale (in particolare nel Nord Italia). Una scelta importante, che speriamo possa dare una scossa alla situazione e aiutare l’industria culturale italiana a ripartire.

Il film, come anticipato, è incentrato sulla storia del pittore Antonio Ligabue, interpretato da Elio Germano. Toni è il figlio di una emigrante italiana che, respinto in Italia dalla Svizzera (dove ha trascorso un’infanzia e un’adolescenza difficili), vive per anni in una capanna. A cambiargli la vita l’incontro con lo scultore Renato Marino Mazzacurati, che gli dà l’occasione per riavvicinarsi alla pittura: da qui inizia il suo riscatto, in quando sente che l’arte è l’unico tramite per costruire la sua identità, la vera possibilità di farsi riconoscere e amare dal mondo. Toni è un uomo solo, rachitico, brutto, sovente deriso e umiliato, che diventerà il pittore immaginifico che dipinge il suo mondo fantastico di tigri, gorilla e giaguari stando sulle sponde del Po. Nemmeno il manicomio in cui verrà rinchiuso lo fermerà, tanto che una volta uscito vedrà finalmente riconosciuto pubblicamente il suo talento.

Altri suoi film cult 

Il prossimo 25 settembre Elio Germano compirà 40 anni, di cui 27 passati nel mondo del cinema. Il suo esordio, lo ricordiamo, risale infatti al 1993 con la commedia Ci hai rotto papà, l’ultimo film diretto da Castellano e Pipolo.
Un talento, quello di Elio, che non è passato inosservato tanto che negli anni a seguire non ha mai smesso di lavorare. Però l’anno della svolta può essere considerato il 2007 quando, dopo aver fatto scandalo con un nudo integrale nel film Nessuna qualità agli eroi di Paolo Franchi, vince il suo primo David di Donatello per Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti. Un regista quest’ultimo con cui torna a lavorare per il film La nostra vita, per il quale nel 2010 vince il premio per la miglior interpretazione maschile (ex aequo con Javier Bardem) al Festival di Cannes. Pensate che prima di lui solo Marcello Mastroianni era riuscito ad aggiudicarsi tale riconoscimento.
Un altro film che merita di essere visto è indubbiamente Il giovane favoloso di Mario Martone (2014), in cui Elio Germano interpreta Giacomo Leopardi: un ruolo per il quale ha ottenuto numerosi premi.
Come non citare poi Suburra di Stefano Sollima (2015), che ha fatto immergere l’attore in atmosfere crime più dark.
Di recente ci siamo innamorati anche della sua interpretazione ne L’uomo senza gravità, una delicata favola diretta da Marco Bonfanti (che trovate su Netflix).
E attenzione: attendiamo con ansia l’uscita in aprile del già citato Favolacce dei fratelli D’Innocenzo, perché il protagonista è proprio Elio Germano!