12/05/2021

David di Donatello 2021: nell’edizione delle sorprese trionfa Volevo nascondermi

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 12/05/2021 Aggiornato il 12/05/2021

È il film Volevo nascondermi di Giorgio Diritti con il sempre bravissimo Elio Germano il trionfatore della 66esima edizione dei David di Donatello. Molte le sorprese, tra cui Checco Zalone che batte Laura Pausini

Elio Germano

Si è tenuta, in presenza e in due location separate (gli studi televisivi Rai Fabrizio Frizzi e il Teatro dell’Opera di Roma), la 66esima edizione dei David di Donatello che è stata condotta da Carlo Conti e trasmessa in diretta su Rai 1. Una serata di grande festa per il cinema italiano, che ha visto trionfare (con ben sette statuette) Volevo nascondermi di Giorgio Diritti, che racconta la storia travagliata del pittore e scultore Antonio Ligabue.

La giuria ha voluto premiare un film indiscutibilmente di valore, ma onestamente ci si aspettava che venissero maggiormente valorizzati altri talenti come i fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo che con il loro Favolacce hanno conquistato la critica e prima ancora il Festival di Berlino (premiati per la miglior sceneggiatura).

Che dire poi delle voci femminili: Emma Dante con il suo Le sorelle Macaluso non ha ricevuto nemmeno un David, mentre Susanna Nicchiarelli con Miss Marx si è portata a casa qualche premio ma ha visto sfumare il sogno di vincere in una delle categorie principali. Chissà quando riusciremo a vedere una donna avere la meglio quando si parla di miglior regia e miglior film.

 

I premi principali, con effetto sorpresa

Quali sono i sette David di Volevo nascondermi? Miglior film, Miglior regia (a Giorgio Diritti), Miglior attore protagonista (a Elio Germano – riconoscimento che aveva ricevuto anche al Festival di Berlino 2020), Miglior autore della fotografia (a Matteo Cocco), Miglior scenografia (a Ludovica Ferrario, Alessandra Mura e Paola Zamagni), Miglior acconciatore (ad Aldo Signoretti), Miglior suono (a Carlo Missidenti, Filippo Toso, Luca Leprotti, Marco Biscarini e Francesco Tumminello).

Il David come Miglior attrice protagonista è andato alla mitica Sophia Loren per La vita davanti a sé che, accompagnata sul palco dal figlio (nonché regista del film) Edoardo Ponti, non ha trattenuto la sua emozione.

Il film L’incredibile storia dell’Isola delle Rose di Sydney Sibilia si è guadagnato i due David per i Miglior attori non protagonisti, andati a Matilda De Angelis e Fabrizio Bentivoglio.

Ci sono state poi delle sorprese. Chi si sarebbe aspettato, per esempio, di vedere Checco Zalone con Immigrato (dal film Tolo Tolo) sconfiggere Laura Pausini e la sua Io si (da La vita davanti a sé) come Miglior canzone originale? E probabilmente in molti davano per scontata la vittoria di Notturno di Gianfranco Rosi come Miglior documentario (Premio Cecilia Mangini), riconoscimento che invece è andato ad Alex Infascelli per Mi chiamo Francesco Totti.

Non ha invece stupito che il David per il Miglior regista esordiente andasse a Pietro Castellitto per I predatori, film che rappresenta una vera ventata d’aria fresca nel cinema italiano, già premiato alla Mostra del Cinema di Venezia per la migliore sceneggiatura nella sezione Orizzonti.

Gli altri premi

Uno dei momenti più toccanti è stato quando la piccola Emma, figlia di Mattia Torre, è salita con la madre a ritirare il premio per la Migliore sceneggiatura originale (per il film Figli diretto da Giuseppe Bonito) e ha preso il microfono ricordando il padre che non c’è più. Invece il premio per la Miglior sceneggiatura adattata è andato a Gianni Di Gregorio e Marco Pettenello per Lontano Lontano (diretto proprio da Di Gregorio).

Ci sono quindi i David conquistati da Miss Marx di Susanna Nicchiarelli: Miglior produttore (Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo film con Rai Cinema, Joseph Rouschop e Valérie Bournonville per Tarantula Belgique), Miglior compositore (Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo e Downtown Boys), Miglior costumista (Massimo Cantini Parrini).

Invece il premio come Miglior truccatore è andato a Luigi Ciminelli, Andrea Leanza e Federica Castelli per Hammamet; quello di Miglior montatore a Esmeralda Calabria per Favolacce; quello per i Migliori effetti speciali visivi a Stefano Leoni ed Elisabetta Rocca per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose.

Miglior cortometraggio è Anna di Domenico Croce e Stefano Malchiodi e Miglior film straniero 1917 di Sam Mendes.

Il David Giovani è andato a 18 regali di Francesco Amato e quello dello spettatore a Tolo Tolo di Luca Medici (vero nome di Checco Zalone).

Segnaliamo che nel corso della serata sono stati consegnati dei David speciali a Sandra Milo, Diego Abatantuono e Monica Bellucci.