06/09/2023

Venezia 80: Matteo Garrone racconta i migranti in Io Capitano

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 06/09/2023 Aggiornato il 06/09/2023

Alla 80esima Mostra del Cinema di Venezia è il turno di Matteo Garrone, in concorso con Io Capitano, film che racconta l'odissea di due giovani senegalesi

80th Venice Film Festival 2023, Photocall film “Io capitano (Me captain)”. Pictured: Matteo Garrone, Seydou Sarr, Moustapha Fall

Dopo aver riletto (con il suo stile inconfondibile) la favola di Pinocchio, Matteo Garrone cambia registro e si tuffa a capofitto nella realtà contemporanea. Lo fa con Io Capitano, film che racconta il viaggio di due giovani migranti e con cui il pluripremiato regista ha deciso di mettersi in gioco, tanto da partecipare in concorso alla 80esima Mostra del Cinema di Venezia.

In attesa di scoprire se riuscirà a conquistare o meno il Leone d’Oro, il pubblico italiano potrà già vedere il film nelle sale dal 7 settembre grazie a 01 Distribution.

Cosa c’è da sapere su Io Capitano

Al centro di Io Capitano ci sono Seydou e Moussa, due giovani senegalesi che decidono di lasciare Dakar per raggiungere l’Europa. Quella che si troveranno a vivere è una vera e propria odissea, attraverso le insidie del deserto, gli orrori dei centri di detenzione in Libia e i pericoli del mare.

A interpretare i due protagonisti sono Seydou Sarr e Moustapha Fall. Per realizzare il film si è partiti dalle testimonianze di chi ha vissuto in prima persona questo duro viaggio. Matteo Garrone ha scritto la sceneggiatura con Massimo Ceccherini, Massimo Gaudioso e Andrea Tagliaferri, avvalendosi della collaborazione di Fofana Amara, Mamadou Kouassi Pli Adama, Arnaud Zohin, Brhane Tareka, Siaka Doumbia, Chiara Leonardi e Nicola di Robilant.

Da segnalare inoltre la colonna sonora firmata da Andrea Farri (ed edita da Sony Music Publishing).

La parola a Matteo Garrone

«L’idea di partenza era quella di raccontare una sorta di controcampo rispetto a quello che siamo abituati a vedere. Da decenni, infatti, ci vengono mostrati barconi arrivare dal Mediterraneo e con il tempo, purtroppo, ci si abitua a considerare i migranti come numeri ma dietro di sono delle persone con le loro storie. Così ho deciso di prendere la macchina da presa e puntarla dall’Africa verso l’Europa, per raccontare il viaggio di questi ragazzi e viverlo insieme a loro, dal loro punto di vista, dando una forma visiva a quel viaggio che l’Occidente non ha» – spiega Matteo Garrone durante la conferenza stampa – «Il mio film racconta una forma di migrazione fatta da giovani alla ricerca del coronamento di un sogno, magari di realizzarsi lavorativamente e aiutare così la loro famiglia. Molti ragazzi si chiedono perché dei loro coetanei vanno in vacanza nel loro paese, mentre loro per andare in Europa devono fare un viaggio pericoloso che può portare anche alla morte. Un viaggio epico. Loro sono gli unici portatori di una epica contemporanea».

E aggiunge: «Io Capitano può essere considerato un road movie, ma anche un racconto/viaggio di formazione».