07/09/2020

Venezia 77: Guadagnino racconta Ferragamo, artigiano geniale

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 07/09/2020 Aggiornato il 07/09/2020

Presentato alla 77esima Mostra del Cinema Salvatore – Shoemaker of dreams, il documentario di Luca Guadagnino sullo stilista Salvatore Ferragamo

venezia 77 - ferragamo

Il mondo della moda non è fatto solo di sfilate, shooting e tanto glamour, ma anche di splendide storie. Una di queste è quella di Salvatore Ferragamo, fondatore dell’omonima maison, raccontata dal regista Luca Guadagnino nel documentario Salvatore – Shoemaker of dreams, presentato fuori concorso alla 77esima Mostra del Cinema di Venezia.

Scritto da Dana Thomas, con la voce narrante di Michael Stuhlbarg, il film sarà distribuito nelle sale italiane Italia da Lucky Red (in data, al momento, non ancora annunciata).

Un ritratto artistico e imprenditoriale

Salvatore – Shoemaker of dreams è un perfetto ritratto umano, artistico e imprenditoriale di Salvatore Ferragamo. La narrazione parte dalla sua infanzia a Bonito (in provincia di Avellino), dove ha realizzato le prime scarpe e continua con la partenza per gli Stati Uniti, in cerca di fortuna. Una fortuna che, grazie al talento e alla dedizione, è riuscito ad avere entrando persino in un ambiente esclusivo come quello hollywoodiano. Da apprendista ciabattino a Napoli, Salvatore Ferragamo si è trovato proprietario dell’Hollywood Boot Shop in California. Si racconta poi la coraggiosa decisione di tornare in Italia e stabilirsi a Firenze, affrontando anche una dura crisi economica, ma uscendone da vincitore.

Salvatore – Shoemaker of dreams è frutto di tre anni di lavoro, durante i quali il regista ha collaborato con la Fondazione e il Museo Salvatore Ferragamo che gli hanno dato accesso a interviste, aneddoti, informazioni oltre alle ultime e preziose testimonianze di Wanda Miletti, moglie di Salvatore. Nel film troviamo le testimonianze di altri membri della famiglia, ma anche del regista Martin Scorsese, della costumista Deborah Nadoolman Landis e dinumerosi studiosi, docenti, stilisti, giornalisti, critici di moda e cinematografici.

La parola a Luca Guadagnino

«Avevo già lavorato con la maison Ferragamo nel 2013, per un fahion film. In quella occasione ho ricevuto un libro che raccontava la storia di Salvatore Ferragamo e mi ha appassionato così tanto, che ho subito capito che sarebbe stato un film stupendo» racconta Luca Guadagnino, che torna alla Mostra del Cinema di Venezia dopo due anni (nel 2018 era in concorso con il remake di Suspiria). «Ho quindi incontrato la famiglia e ci siamo confrontati sulla sua figura titanica, concludendo che il documentario fosse la forma più giusta per raccontarlo, perché avrebbe persomesso di capire i vari strati della sua vita».

«C’è tanto lavoro dietro questo film» continua il regista . «Abbiamo fatto numerose interviste e recuperato del materiale d’archivio, anche esterno. Ci sono persino i film che girava in super8. Lui, infatti, amava il cinema e non a caso si è ritrovato a Hollywood, dove è diventato amico delle star e ha creato delle scarpe che hanno contribuito a creare un certo immaginario relativo allo star system». E aggiunge: «Salvatore Ferragamo è stato un fuoriclasse, un vero outsider ed è proprio questo che mi affascina di lui. Anch’io, infatti, mi considero un outsider».