Milano Film Fest 2026: Smart Working per riflettere (con ironia) su come è cambiato il lavoro
Tra i film che hanno accompagnato la prima serata del Milano Film Fest la commedia Smart Working di Svevo Moltrasio con Maccio Capatonda, Sara Lazzaro e Maurizio Nichetti, che è ora al cinema
È partita ufficialmente la seconda edizione del Milano Film Fest (diretta da Claudio Santamaria) e, oltre al film d’apertura Vittorio de Sica – La vita in scena di Francesco Zippel, dopo la cerimonia inaugurale (ricca di star, a partire dai componenti delle giurie) è stato presentato Smart Working di Svevo Moltrasio.
Ad accompagnare la commedia, che è uscita proprio in questi giorni al cinema (grazie a Vision Distribution), il regista e gli interpreti Maccio Capatonda, Sara Lazzaro, Maurizio Nichetti e Giulia Bolatti.
Un riflessione sulla contemporaneità
La commedia, ancora una volta, si fa veicolo perfetto per riflettere su un tema che tocca tutti da vicino. In particolare qui ci si concentra sui cambiamenti che, soprattutto negli ultimi anni, ha subito il mondo del lavoro.
Maccio Capatonda interpreta il protagonista Giuliano, convinto che lo smart working abbia finalmente migliorato la sua vita: meno stress, più tempo libero, una famiglia serena e la possibilità di costruire un futuro migliore insieme alla moglie Laura, aspirante scrittrice in attesa del loro secondo figlio. Però quando la sua azienda minaccia di eliminare il lavoro da remoto a causa della scarsa produttività dei dipendenti, l’uomo decide di provare a salvare la situazione e aiutare i colleghi a “lavorare meglio”. Peccato che la situazione, ad un certo punto, gli sfuggirà di mano: tutti i colleghi, uno dopo l’altro, si trasferiranno direttamente a casa di Giuliano, trascinando la famiglia in una spirale di situazioni assurde, convivenze impossibili e follia crescente.
La parola a Maurizio Nichetti
Sul red carpet del Milano Film Fest abbiamo incontrato Maurizio Nichetti, che ci ha anticipato qualcosa del suo ruolo in Smart Working: «Gianni è un pensionato molto prezioso, perché quando in ufficio c’erano dei problemi con i computer lo chiamavano e lui li risolveva. Con lo smart working il suo contributo manca e quindi ci vorranno delle creatività superiori». Cosa pensa dello smart working? «Credo che abusarne faccia male, alla vita privata, alla salute, a tutto. Certo, è utile perchè ti permette di fare in un giorno otto appuntamenti invece di tre, però questo può essere anche pericoloso».
L’attore-regista milanese sarà poi protagonista, sempre all’interno del programma del Milano Film Fest, di un incontro (fissato per il 7 giugno) dedicato al suo film Domani si balla del 1982: «Essendo ambientato nel periodo in cui nascevano le tv private mi è sembrato un bello spunto per parlare di come Milano ha condizionato lo spettacolo italiano per tanti anni». E sottolinea: «Milano Film Fest fa scoprire a molti che la nostra città non solo ha un suo festival, ma anche tanti appuntamenti cinematografici interessanti durante il resto dell’anno».
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