01/02/2021

Glassboy, il film che trasforma Loretta Goggi in dark lady

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 01/02/2021 Aggiornato il 01/02/2021

Esce il 1° febbraio on demand Glassboy, un incantevole film per ragazzi firmato da Samuele Rossi, con Loretta Goggi decisa a difendere il nipote ad ogni costo

Glassboy - Goggi

Uno dei lati positivi dello streaming è la possibilità di poter scoprire con più facilità dei piccoli gioielli cinematografici, disponibili a portata di click. È il caso di Glassboy di Samuele Rossi, disponibile on demand dal 1° febbraio (su Sky Primafila, Google Play, Infinity, Apple Tv, Chili TV, Rakuten Tv, The Film Club, Io resto in Sala, Più Compagnia).

Si tratta di un film per ragazzi, liberamente ispirato al romanzo Il Bambino di Vetro di Fabrizio Silei (vincitore del Premio Andersen), che ha il sapore della favola ma riesce ad ancorarsi con grande forza alla nostra realtà tanto da coinvolgere anche gli adulti.

Ciliegina sulla torta: un cast splendido che vede in prima linea Loretta Goggi, Giorgia Wurth, David Paryla, Giorgio Colangeli, Massimo De Lorenzo e il giovane Andrea Arru.

Scopriamo la storia

Pino è un ragazzino di undici anni, che a causa di una malattia rara (ereditata dal nonno) è costretto a rimanere la maggior parte del tempo chiuso in casa. E così a lui non rimane che osservare i suoi coetanei giocare dalla finestra, sognando un giorno di potere essere tra di loro. In particolare gli piacerebbe tanto entrare a far parte degli Snerd, uno sgangherato gruppo capitanato da una ragazzina chiamata Mavi, che vede ogni giorno sfrecciare con le loro bici sotto casa sua.

Pino però non passa inosservato e un giorno la coraggiosa Mavi si arrampica fino alla sua finestra per conoscerlo e dargli il coraggio di uscire dalla campana di vetro in cui è stato messo dalla famiglia. I genitori decidono così di fare un tentativo e di mandarlo a scuola insieme agli altri ragazzini, ma verranno osteggiati dalla nonna Helena che ha già perso il marito per colpa della stessa malattia ed è disposta a tutto pur di proteggere il nipote, anche a costo di renderlo infelice.

La parola ai protagonisti

«Sognavo da tempo di dedicare un film all’infanzia, anche perché è un genere che in Italia non si fa o viene comunque considerato di serie b. Io invece vedo come una grande opportunità quella di far parlare i più piccoli e al tempo stesso far tornare bambino il pubblico adulto»  spiega il regista Samuele Rossi durante la conferenza stampa (via Zoom). «È bello poter regalare magia e il digitale non raffredderà in alcun modo le emozioni»

Una delle magie di Glassboy è quella di aver trasformato Loretta Goggi in una sorta di dark lady: «Mi ha stimolato il fatto che Samuele abbia pensato a me per un ruolo molto lontano dalla Loretta che tutti conoscono. Ho cercato di non calcare troppo esteriormente sul lato oscuro di questa donna che, in realtà, è solo terrorizzata all’idea di perdere il nipote». E aggiunge: «Io ho iniziato, anni fa, proprio dalla tv dei ragazzi che all’epoca aveva un certo peso, perché li aiutava a crescere in maniera sana, preparando i lettori e i spettatori del futuro. Ora tutto questo manca in Italia e bisognerebbe tornare ad averlo».

Le fa eco Giorgio Colangeli, che nel film indossa il camice del medico: «Io tra il 1974 e il 1982 ho fatto tanto teatro per ragazzi e di quel periodo ho dei ricordi bellissimi, che con questo film ho voluto in qualche modo rinfrescare. Glassboy è coraggioso, è una grande favola piena di magia e speriamo che si possa presto vedere anche sul grande schermo».

A interpretare la madre di Pino è invece Giorgia Wurth, che dice: «È stato un bel viaggio, sia in senso fisico (dato che abbiamo girato in varie location) che emotivo. Sul set c’era tanta energia positiva, anche grazie alla presenza dei ragazzi, che sono portatori sani di entusiasmo e genuinità».

«I ragazzi sono entrati così tanto nella trama del film che vedevo nei loro occhi un po’ di odio e avevo la sensazione che mi evitassero» dice scherzando Massimo De Lorenzo, che intepreta il prof. Fidenzio. «D’altra parte sono il braccio armato di Loretta, un personaggio oscuro e proprio per questo l’ho accettato con gusto, perché diverso da quelli che mi propongono di solito»..

E infine c’è il giovanissimo (e bravissimo) Andrea Arru: «Pino è un ragazzino che vive in tutti noi, a chiunque è capitato di aver paura di non essere accettato in un gruppo». Poi ora che, a causa della pandemia, anche i più giovani devono vivere isolati scatta ancora di più l’immedesimazione: «Noi, come tutti i ragazzi del mondo, stiamo vivendo male questa situazione, la stiamo soffrendo molto» ammette.