23/03/2026

Cinema: Il Dio dell’Amore, dal BIF&ST alle sale

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 23/03/2026 Aggiornato il 23/03/2026

Il Dio dell'Amore, il nuovo film di Francesco Lagi, ha aperto la 17esima edizione del BIF&ST ed uscirà nelle sale il 26 marzo. Ecco cosa ha raccontato il cast

Il Dio dell'Amore

È in corso la 17esima edizione BIF&ST – Bari International Film&Tv Festival, che proseguirà a Bari fino al 28 marzo. Film d’apertura è stato Il Dio dell’Amore di Francesco Lagi che racconta, attraverso varie storie e la narrazione del mitico poeta Ovidio, il sentimento più antico, potente e complicato. Nel cast Vanessa Scalera, Francesco Colella, Vinicio Marchioni, Isabella Ragonese, Anna Bellato, Enrico Borello, Benedetta Cimatti, Chiara Ferrara, Corrado Fortuna.

In attesa di poterlo vedere al cinema dal 26 marzo (grazie a Vision Distribution), ecco cosa hanno raccontato il regista e gli attori.

Sulla giostra dell’amore

Il Dio dell’Amore è un viaggio all’interno delle relazioni amorose di alcune persone, che hanno diversi modi di amarsi, sfiorarsi ed entrare in contatto l’uno con l’altro. È un racconto corale che, tra ironia e amarezze, mostra una umanità immersa nel caos dei sentimenti. A fare da guida in questa narrazione è il poeta Ovidio, l’eterno cantore dell’amore che per l’occasione torna dalla Roma Imperiale direttamente nella nostra contemporaneità. A interpretarlo è Francesco Colella che svela: «Non è stato facile interpretare un uomo di 2000 anni! Però l’imperativo per me era rimanere pulito nell’anima per poter raccontare la meglio tutte le sfumature dell’amore».

Il regista Francesco Lagi spiega così la genesi del film: «Con Enrico Audenino abbiamo pensato di concentrarci sull’amore, perché è una materia che ci piace muovere e che riguarda tutti noi, tanto che possiamo metterci dentro pezzi delle nostre vite e di quelle dei nostri amici o parenti. Fin dall’inizio la nostra intenzione era quella di raccontare tanti punti di vista attraverso altrettanti personaggi che abbiamo messo in una sorta di girotondo, di giostra, da cui abbiamo poi costruito la struttura del film».

La parola al cast femminile

«Per me è stato illuminante leggere la sceneggiatura, non è scontato trovare qualcosa di così ben scritto e poi a me da spettatrice piacciono i racconti che si incastrano. Non è facile riuscire a fare una commedia romantica bella e intelligente, accordando tutte queste storie e rendendoci intonati sulla stessa nota» – spiega Isabella Ragonese – «Mi sembrava inoltre bello fare un film che è anche un omaggio a Roma, ai suoi quartieri e alla sua unicità. Tra l’altro Francesco Lagi è stata tra le prime persone che ho conosciuto una volta trasferita nella Capitale».

«Ho sempre avuto una grande stima nei confronti di Francesco, anche seguendo i suoi lavori a teatro insieme ad Anna Bellato. Mi sono sempre chiesta come possano essere ogni volta così alti. Sono stata felice di lavorare con lui e con questo cast stupendo» – dice Vanessa Scalera.

E proprio Anna Bellato sottolinea: «Io e Francesco condividiamo una compagnia teatrale e so bene come si prende cura di ogni suo lavoro. Questo film ha la potenza di farci riconoscere, i personaggi sono talmente “storti” che da attori cerchi di capire come funzionano, ma poi ti rendi conto che le loro caratteristiche fanno parte degli esseri umani. Il mio, per esempio, si divide tra razionalità e affidamento al caso, non si sente in una linea retta».

E anche Benedetta Cimatti parla del suo personaggio: «Per me è stato importante che, fin dalla sceneggiatura, venisse finalmente descritta una donna in maniera libera. Una donna che, dopo i 30 anni, non deve sentire solo l’orologio biologico e la necessità di formare una famiglia. Con questo personaggio ho potutto mostrare una identità femminile che va oltre gli stereotipi e credo che sia molto importante oggi».

…e al cast maschile

«Mi ha commosso trovare nella sceneggiatura questa fortissima umanità nella normalità. Un elemento che purtroppo non si vede molto nel cinema italiano di oggi. Questo è un film che ha a che fare con la grazia e il mistero dell’amore, di quello che ci succede» – dice Vinicio Marchioni.

Corrado Fortuna svela: «Io e Francesco eravamo amici ancora prima di iniziare questo lavoro e rosicavo perché non mi chiamava, poi finalmente l’anno scorso l’ha fatto e naturalmente ho detto subito si. Ho letto il copione e mi ha fatto sentire rappresentato come individuo e generazione».

Invece Enrico Borello racconta: «Io invece Francesco l’ho conosciuto direttamente al provino e mi è stato simpatico fin da subito. Per me è fondamentale avere un buon rapporto con le persone con cui ipoteticamente dovrei lavorare e sono stato felice poi di ritrovarmi in questo gruppo di persone profonde. Ogni personaggio porta un grado di umanità, non vengono rappresentate delle categorie ma persone vive».