Cercasi tata disperatamente: Elena Radonicich vi conquisterà in un ruolo inaspettato
Intervista all'attrice Elena Radonicich, che vedremo protagonista del film tv Cercasi tata disperatamente. Per lei un ruolo dolce e brillante, che farà breccia nel cuore dei telespettatori
Avete presente quei personaggi con cui ci si trova subito in sintonia e non si può fare a meno di amare? Preparatevi a fare la conoscenza di Marta, la protagonista di Cercasi tata disperatamente, il nuovo film tv della collana Purché finisca bene, che andrà in onda domenica 24 maggio in prima serata su Rai1. Nei suoi panni troviamo Elena Radonicich, raffinatissima attrice che ci sorprende ancora una volta, dimostrando di trovarsi perfettamente a suo agio anche in un registro brillante e riuscendo come sempre ad avvolgere un suo personaggio di disarmante verità. Noi l’abbiamo intervistata per sapere qualcosa in più, però prima vi diamo alcune informazioni sul film.
Una favola moderna
Cercasi tata disperatamente (una produzione Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction) è diretto da Laura Chiossone e vede nel cast, al fianco di Elena Radonicich, Giorgio Pasotti, Giulietta Rebeggiani, Leo Besozzi, Alessio Praticò, Neri Marcorè. Riccardo Maria Manera, Piera Russo, Domenico Pinelli e Pietro Delle Piane.
È una commedia romantica al sapore di favola moderna, che vede protagonista Marta Sironi, una trentacinquenne che sogna di diventare una comica. Peccato che le manchi un po’ di sana ispirazione e che, dopo l’ennesimo fallimento a un concorso di stand-up, si ritrovi licenziata e senza una casa (i suoi coinquilini, stanchi di continuare a pagare l’affitto al posto suo, la sfrattano). La sua migliore amica Fabiana decide quindi di ospitarla per qualche giorno, ma a condizione che metta la testa a posto e cerchi un lavoro. Però Lorenzo, il proprietario del locale dove si tiene il concorso di stand-up (con cui lei ha anche una relazione “senza impegno”), le comunica che è stata ripescata, quindi decide di non perdere questa preziosa occasione ma al tempo stesso, dopo aver letto un annuncio di lavoro, si presenta al colloquio fingendo di essere “Frau Klara” ovvero una tata severa e altamente qualificata. Inizia così a lavorare a casa di Lorenzo Nuti, affascinante vedovo quarantacinquenne, che ormai non sa più come gestire i suoi figli, Chiara e Luigi, due autentiche pesti. Marta non sa ancora che l’incontro con questa famiglia le cambierà la vita, da ogni punto di vista.
Il lavoro con Laura Chiossone e il resto del cast
«Sono stata felice di lavorare con Laura Chiossone, una regista che sa creare lo splendido clima sul set (pulito, allegro, solidale) e questo fa la differenza» – ci spiega Elena Radonicich – «Avevamo poco tempo per girare, ma siamo riusciti comunque a fare emergere gli elementi giusti. Laura mi ha aiutato a cercare questo doppio (Marta/Klara), partendo da me e dalle mie caratteristiche rispetto a ciò che dovevo trasmettere come comicità. Dalla componente spontanea abbiamo quindi costruito il resto, anche attraverso la scelta dei costumi. Alla fine sono riuscita a trovare la giusta dimensione senza cadere nel didascalico e spero che questo arrivi ai telespettatori».
Come si è trovata con i suoi compagni di set? «Con Giorgio Pasotti ho creato un rapporto ottimo, è stato molto bello lavorare con lui. E poi che dire dei ragazzi: Giulietta Rebeggiani, nonostante l’età, si può considerare ormai un’attrice navigata e anche il piccolo Leo Besozzi è pieno di talento!»
Com’è diventata Marta/Klara
Chiediamo quindi a Elena com’è entrata nel mondo della stand-up comedy e nella dimensione tata. «Mi sono guardata qualche video di stand-up, soprattutto internazionale, per farmi un’idea però sappiamo che lì c’è un linguaggio più diretto e una certa interazione con il pubblico. Nel film il focus non è tanto il mondo della stand-up quanto la difficoltà di Marta nel trovare, come comica, una sua voce onesta e vera» – spiega l’attrice – «Invece come tata ho avuto naturalmente come riferimento Mary Poppins per l’estetica, la disciplina e la capacità di aiutare il genitore ad aprirsi. L’altro riferimento è Tata Francesca (della serie tv La tata) per la sua libertà di essere fuori luogo».
Marta infatti inizialmente finge, fa cose distanti da lei e si rende conto di farle molto bene. Ciò che inizia come un gioco si rivela poi una chiave di volta.
«Mi sono trovata bene a interpretare questo ruolo brillante, anche perché vicino alla mia indole» – sottolinea Elena – «Il grande lusso della mia professione è proprio quello di poter fare finta di essere chi si vuole, di poter giocare».
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