Cannes 2026: tutti i vincitori di un festival all’insegna del cinema d’autore e impegnato
La 79esima edizione del Festival di Cannes si è conclusa con la consegna della Palma d'oro al film Fjord di Cristian Mungiu, con protagonisti Sebastian Stan e Renate Reinsve
La 79esima edizione del Festival di Cannes ha messo in primo piano i contenuti, l’impegno e il cinema d’autore (anche se il red carpet non ha mancato di essere sfavillante).
Lo conferma il palmarès, frutto del lavoro della giuria internazionale presieduta dal regista sudcoreano Park Chan-wook, che ha assegnato la Palma d’oro a Fjord di Cristian Mungiu, con protagonisti Sebastian Stan e Renate Reinsve.
Il regista rumeno, lo ricordiamo, aveva già vinto l’ambito premio nel 2007 con il film 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni.
Unica presenza italiana sul palco, in questa edizione senza nostri film in concorso, quella di Francesco Favino, chiamato a consegnare il premio per la migliore attrice (andato ex-aequo ad entrambe le protagoniste di All of a Sudden, Virginie Efira e Tao Okamoto).
Cosa c’è da sapere su Fjord
Il film Fjord racconta la storia della famiglia Gheorghiu, composta da padre rumeno, madre norvegese e cinque figli. Da Bucarest si trasferiscono nel paesino d’origine della madre, Lisbet, in un fiordo. Loro sono dei ferventi cristiani evangelici, che non accettano la modernità: i loro valori cozzano con quelli progressisti e laici delle istituzioni norvegesi, rappresentati dai vicini di casa, gli Halberg, che culminano in un intervento dei servizi sociali quando una maestra di scuola scopre delle ecchimosi sul corpo dei giovani Gheorghiu. I sospetti si concentrano sul padre Mihai, che così si trova a difendere in tribunale non soltanto la propria patria potestà, ma la pari dignità della sua cultura d’origine.
Gli altri premi
Il Grand Prix Speciale della Giuria è andato invece a Minotaure del regista russo Andrey Zvyagintsev, che parla della guerra in Ucraina.
Premio per la Miglior regia, ex aequo, a Javier Calva e Javier Ambrossi per La bola negra e Pawel Pawlikowski per Fatherland.
La Migliore sceneggiatura è quella di Emmanuel Marre per A Man oh His Time.
Il Premio Speciale della Giuria è andato a Valeska Grisebach per The Dreamed Adventure.
I premi per la recitazione sono entrambi “doppi”: Migliori attrici sono infatti Virginie Efira e Tao Okamoto per All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi, mentre Migliori attori Valentin Campagne e Emmanuel Macchia per Coward di Lukas Dhont.
Camera d’Or a Ben’Imana di Marie Clémentine Dusabejambo.
Palma d’oro per il miglior cortometraggio a For the Opponents di Federico Luis.
Ricordiamo poi le Palme d’oro onorarie a Peter Jackson, Barbra Streisand e John Travolta.
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