28/09/2026

Milano Fashion Week P/E 2027: tra romanticismo e grinta pop-rock

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 28/09/2026 Aggiornato il 28/09/2026

Durante questa Milano Fashion Week abbiamo visto collezioni Primavera-Estate 2027 che si muovono sull'onda del romanticismo e altri più sul ritmo del pop-rock. Scopritele con noi

Ci sono tanti modi di raccontare le donne, anche attraverso gli abiti. D’altra parte basta seguire i mood che possono accompagnare la vita di ognuna di noi: ci sono momenti in cui ci facciamo abbracciare dal romanticismo, mentre altri in cui siamo animate dal girl power e ci sentiamo particolarmente grintose. E molte delle collezioni Primavera-Estate 2026 presentate durante questa Milano Fashion Week rappresentano queste diverse anime traducendo in capi sentimenti, stati d’animo, immaginari, stili e ritmi.

Praise of Shadow di SaraWong

«Questa stagione lasciamo da parte l’ombra discreta. Offriamo un’ode alle ombre magnifiche, dove la profondità artistica orientale incontra il dramma dell’estetica di corte» – così la stilista Sara Wong descrive la collezione del brand che porta il suo nome. Un romantico incontro tra Oriente e occidente, che si muove su tre registri: l’ombra come sfondo, l’ombra come luogo del dramma e l’ombra come medaglia al coraggio, prova che la vulnerabilità diventa forza.

Il risultato sono capi rilassati e al tempo stesso monumentali, cont agli a vista, bordi grezzi e drappeggi asimmetrici che attraversano forme sontuose.

Crepe, spine e catene riappaiono come spille ornate e medaglioni preziosi. Pizzi antichi, morbidi come pelle, e tessuti ricamati aristocratici evocano tralci e ombre floreali tramite trafori e perline, portando il romanticismo di ogni dettaglio alla massima espressione.

La palette cromatica comprende varietà di verdi e blu, di rosa e giallo.

Il Silenzio di Lug Von Siga

Una delle più belle scoperte di questa Milano Fashion Week è stata indubbiamente Lug Von Siga, raffinato brand turco al suo debutto milanese. La sua caratteristica è quella di dare vita, con le sue creazioni, a un dialogo tra memoria, identità e presente.

La collezione presentata, intitolata Il Silenzio, si ispira all’universo spirituale e poetico di Rumi e Shams, riflettendo sull’amore, sul desiderio, sulla devozione e sui legami invisibili che esistono al di là delle parole. 

Simbolo ricorrente è il fazzoletto, quello che secondo un’antica tradizione dell’Anatolia gli innamorati si scambiano al momento della separazione.

I capi della collezione sembrano uscire dagli armadi delle nonne, ma in realtà vengono rilette in chiave contemporanea.

Il bianco è il colore dominante, unito a delicate tonalità traslucide.

Tessuti velati e trasparenti, seta, georgette e taffetà si combinano con materiali tecnici, accostando texture e sensibilità contrastanti per esprimere il dialogo tra passato e presente, tradizione e innovazione. Tessuti fluidi incontrano superfici più strutturate, mentre intricati dettagli artigianali interrompono le linee pulite della collezione.

Nissa ci porta nel Giardino dell’Eden

È pura esplorazione della femminilità Garden of Eden, la collezione di Nissa che attraversa l’idea del Paradiso, immaginando un mondo sospeso tra natura e fantasia, innocenza e desiderio, delicatezza e forza.

Silhouette allungate incontrano drappeggi fluidi, delicate trasparenze e ricercati dettagli di superficie. Gli abiti seguono e rivelano il corpo attraverso schiene scoperte, tagli asimmetrici e sensuali spacchi, mentre pizzi, ricami, paillettes e strati impalpabili introducono luce, texture e movimento. I rasi drappeggiati richiamano i riflessi dell’acqua e delle fontane che attraversano il giardino, amplificando la sensazione di fluidità.

Anche la palette cromatica segue l’atmosfera paradisiaca, quindi spazio a avorio e perla, rosa cipria e rosa polveroso, salvia e muschio, verdi botanici profondi e blu crepuscolari, punteggiati dal nero.

La collezione Unexpected di Custo Barcelona

Un brand dall’indole pop, che racconta una donna che ha voglia di mordere la vita è indubbiamente Custo Barcelona. Il suo è uno stile che, in 45 anni di storia, ha dei tratti riconoscibili ma in continua evoluzione.

Lo possiamo notare in Unexpected, la collezione Primavera-Estate 2026 che si nutre di contrasti e contaminazioni, come quella tra la sensualità di lino e seta con la precisione delle fibre tecniche.

Sui capi si gioca molto con i volumi, mentre superfici luminose, cangianti e materiche catturano la luce amplificandone il movimento. E questo succede per gli abiti, come per i pantaloni e i top.

Naturalmente Unexpected è una collezione molto colorata (poteva essere altrimenti?) e passa da tonalità pastello ad altre più vivaci.

Il pop come fil rouge tra generazioni per Francesca Liberatore

La nuova collezione di Francesca Liberatore indaga quella necessità di ricompense e gratificazioni che provano, in maniera diversa, adulti e bambini (non a caso in passerella abbiamo visto sfilare anche dei giovanissimi modelli). E come lo fa? Con capi dall’anima pop: completi e abiti in cotone fantasia (frutto della collaborazione con il marchio cinese ASK) a cui sono abbinati tessuti tecnici con jacquard che rimandano agli angeli e agli UFO, ai pianeti e alle galassie. Un chiaro invito della stilista ad alzare lo sguardo verso il cielo.

Naturalmente non finisce qui: le forme e le decorazioni si mixano in sovrapposizioni libere da riferimenti rigidi, tra ricami couture romantici, jacquard geometrici e floreali, bordati in raso. Il bidimensionale si fa tridimensionale a seconda dell’uso e del movimento, dando vita a gonne che cambiano proporzione attorno al corpo, aprendosi a nuove possibilità. In una collezione firmata Liberatore non possono mancare i bomber: vengono proposti ampi e morbidi, doppiati in fantasie e rigati.

Segnaliamo inoltre che continua la partnership tra la Maison e Sony: otto modelle (precedentemente racchiuse in Blind Box) hanno sfilato con le 1000XM6, proposte nell’intera gamma cromatica.

Il Grunge secondo Simon Cracker

All’interno di LineaPelle Designers Edition abbiamo scoperto anche Via Francia, la nuova collezione di Simon Cracker. Lo stilista parte da una riflessione fondamentale: «La nuova generazione non rinuncia alla moda, eppure è sempre più lontana dalle possibilità economiche attuali. C’è una distanza assurda tra le passerelle e la gente comune». Da qui la sua scelta di inserire nelle sue sfilate capi upcycling traducibili, che da sempre è uno dei suoi tratti distintivi. Nella nuova collezione troviamo anche dei capi assemblati interamente a mano, senza l’uso di elettricità.

«Con Via Francia dico la mia sul Grunge, fondendolo con i codici Simon Cracker: magliette promozionali abbinate ad abiti eleganti, pelle patchwork o spalmata di colori plastici, portapranzo usati come borse e accenni al Settecento reinterpretati tramite il riciclo di tessuti deadstock» – racconta lo stilista, che ancora una volta brilla per la sua libertà creativa.