30/01/2026

Yoga: vuoi fare un reset? Allora ridi!

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 30/01/2026 Aggiornato il 30/01/2026

La tradizione yogica insegna che abbinare la pratica alla risata comporta benefici importanti, sia per il corpo che per la sfera emotiva, e ci sono studi scientifici a comprovarlo

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Lo conosciamo bene. Lo stress è la condizione psicoemotiva più diffusa perché tutte, prima o poi, in misura diversa, lo sperimentiamo o ne siamo schiacciate. «Quando siamo sotto pressione, il corpo produce cortisolo, un ormone che ha un ruolo di difesa, perché serve all’organismo a reagire prontamente e quindi a sopravvivere al momento stressante. La situazione si complica quando lo stress si prolunga e il cortisolo, di conseguenza, rimane a lungo presente in quantità troppo elevate» racconta l’insegnante di yoga Francesca Cassia. Le conseguenze diventano anche fisiche: il corpo si irrigidisce, il respiro si accorcia, l’energia cala, si verificano accumuli anomali di grasso (specie nella zona dell’addome), il sistema nervoso rimane sempre in stato di allerta. In questa situazione, come spiega l’esperta, yoga e risata sono due rimedi potenti, che anche nella tradizione indiana vanno a braccetto.

Il mistico e maestro yogi Sadhguru insegna che “chi non sa ridere non può meditare: la risata è l’esuberanza dell’energia”, creando quindi un legame fra i principi dello yoga e capacità di ridere.

C’è anche lo yoga della risata

Associare concettualmente la pratica yoga e la risata non è un azzardo e non è affatto casuale che esista una disciplina chiamata proprio “yoga della risata”: una forma di yoga in cui esercizi di respirazione (pranayama) si combinano con risate auto-indotte (simulate) per ottenere benefici fisici e psicologici.

Il corpo smette di difendersi

Ridere non è un gesto fine a se stesso: «È un reset intelligente. Quando ridiamo, qualcosa si riallinea automaticamente nell’organismo: il sistema nervoso abbassa la guardia, il cortisolo scende, il respiro si fa più ampio senza che nessuno lo “aggiusti”. È come se il corpo dicesse: ok, ora posso stare qui. E da lì cambia tutto: aumenta l’ossigenazione, l’ansia si calma, la lucidità aumenta, ci si sente più presenti» descrive Cassia, spiegando che ridere mentre si pratica yoga ammorbidisce il controllo e rende anche il movimento del flow più vero, più fluido, meno performativo, in quanto il corpo “smette di difendersi”.

Per tornare all’essenziale

Dal punto di vista filosofico, i maestri indiani tramandano che ridere è pratica di non-attaccamento pura. «È il gesto più semplice per tornare all’essenziale, perché riporta in uno stato infantile del corpo, non ingenuo ma saggio, dove l’intelligenza non è rigida, è giocosa e crea uno spazio in cui nasce la libertà» commenta l’insegnante. Ecco perché lo yoga della risata è tanto benefico.

Le conferme scientifiche

Ma se ancora il ragionamento non vi convince, perché vi sembra troppo astratto, Francesca Cassia riporta anche dati clinici, riassumendo i risultati di due studi eseguiti sul campo per provare il legame reale fra riso, yoga e cortisolo. Il primo è uno studio controllato con allievi di yoga della risata, che ha preso in esame i livelli di cortisolo subito dopo la pratica e 30 minuti dopo la fine della sessione. Misurando quello che si chiama “cortisolo/DHEA”, che è un indicatore medico dell’equilibrio ormonale e della risposta allo stress, ne ha verificato il deciso crollo. Il secondo studio è una meta-analisi che esamina 8 studi precedenti (su 315 persone) e si incentra proprio sul potere della risata: ridere spontaneamente può ridurre il cortisolo mediamente del 31-37% in chi lo fa rispetto ai gruppi di controllo dei partecipanti che non ridono. “È la controprova del fatto che anche una singola sessione di risate può fare una differenza significativa” conclude Cassia.