03/07/2026

Yoga per migliorare coordinazione e propiocezione

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 03/07/2026 Aggiornato il 03/07/2026
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“Non è la difficoltà dell’asana ciò che allena e trasforma il praticante, ma la capacità che il corpo sviluppa progressivamente di coordinare tutte insieme le sue parti durante un flow o una posa”. Con questa sintesi l’insegnante di yoga Francesca Cassia spiega come la disciplina indiana regali benefici importati anche per la vita quotidiana: in particolare influisce sulla coordinazione e sulla propriocezione, la capacità di percepire il proprio corpo nello spazio, al variare delle posizioni, e nell’esecuzione di tutti i movimenti, anche i più inconsueti.

Nello yoga non si cerca una tenuta perfetta ma ci si esercita per conquistare un sistema corpo-mente che sappia adattarsi al variare delle posizioni.

Come si esegue la spaccata volante

Koundinyasana, la posa del saggio Koundinya o spaccata volante, è uno degli asana più scenografici e chi lo guarda lo giudica per veri esperti: secondo l’insegnante è un utile test per saggiare la propria capacità di “sentirsi” e di controllarsi mentre si lavora sul tappetino.

Potete provare anche voi: entrate nella posa da un semplice affondo, portando le mani a terra e un braccio sotto alla coscia della gamba anteriore. I gomiti sono vicini al busto. Iniziate a basculare avanti e indietro, per trovare il vostro punto di stabilità, poi distendete la gamba anteriore. Solo in un secondo tempo, se riuscite, staccate anche da terra quella posteriore.

Senza i riferimenti abituali

«Che cosa accade in questa posa? Il corpo perde i suoi riferimenti abituali: i piedi non sono a terra, il bacino è sospeso, il peso è sulle braccia, le gambe hanno direzioni opposte, quindi un assetto innaturale» descrive Cassia. Qui entra in gioco la propriocezione, che questo tipo di esercizi sviluppa moltissimo: il sistema dice al praticante dove si trova, in che modo è posizionato nello spazio e questo avviene anche senza doversi guardare allo specchio. La percezione di sé consente di coordinare poi il lavoro di ogni parte del corpo, per mantenere la posa nel modo migliore «Vengono messi in atto dei micro-aggiustamenti continui: un’attivazione profonda del core per conservare la stabilità, un controllo attento dei polsi e delle braccia che sorreggono il peso, oltre che del bacino che muovendosi potrebbe provocare sbilanciamento, una distribuzione perfetta del peso» chiarisce l’esperta, evidenziando come il cervello organizzi e gestisca simultaneamente una complessa rete di azioni. Quando il corpo impara a gestire questa complessità motoria, anche la mente fa “un salto di qualità” e diventa meno rigida, più adattabile ai cambiamenti, più veloce nel prendere decisioni. Acquista insomma una capacità multitasking che non aveva.

A cosa serve

Poiché lo yoga non è affatto una pratica svincolata dalla vita reale, ma fa sentire i suoi benefici anche nelle azioni di tutti i giorni e nello sport, Cassia ricorda che le qualità della propriocezione e della coordinazione sono utilissime ad esempio nella corsa (per cambi di direzione più rapidi ed efficienti), negli sport di squadra (per una migliore reattività), nella danza (per il controllo nello spazio aereo, cioè in elevazione), in tutti gli allenamenti funzionali (che richiedono di non disperdere energie). L’allenamento sul tappetino si riflette anche nei gesti quotidiani più semplici: ci si muove meglio nello spazio, si reagisce a sollecitazioni esterne improvvise senza perdere l’equilibrio, si riducono gli infortuni da disattenzione, ci si sente bene nel proprio corpo anche quando si è sotto stress.