16/10/2026

Yoga per allenare la concentrazione

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 16/10/2026 Aggiornato il 16/10/2026

La posa del Guerriero I ci insegna a focalizzare l’attenzione contemporaneamente su un gran numero di dettagli, attitudini, tensioni e rilassamenti muscolari, obiettivi: proprio ciò che accade nella vita

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«Concentrarsi non significa semplicemente stare attenti. Significa imparare a portare la mente esattamente dove serve, nel momento in cui serve»: lo puntualizza l’insegnante di yoga Francesca Cassia, sottolineando quanto la capacità di concentrazione sia importantissima nella nostra vita quotidiana. Siamo costantemente bersagliati da stimoli molteplici, notifiche e richieste, i pensieri si avvicendano in modo rapido, mille esigenze si accavallano: allenare la concentrazione è molto importante e la pratica dello yoga offre uno strumento efficacissimo per questo scopo.

Lo yoga rappresenta un allenamento concreto della concentrazione: “si usa il corpo per educare l’attenzione” sintetizza l’insegnante.

Orientare la mente verso un unico punto

Negli Yoga sutra, un’antica raccolta indiana di aforismi del saggio Patanjali, si parla di dharana, la concentrazione, definendola la capacità di raccogliere la mente e mantenerla orientata verso un unico punto. «Non significa non avere distrazioni, ma accorgersi quando ci si è distratti e tornare» precisa Cassia. Nella pratica dello yoga, ogni volta che perdiamo il focus e ritorniamo al respiro, al corpo, al movimento, stiamo allenando la nostra capacità di esserci: un’attitudine che vale sul tappetino, ma che serve anche nella quotidianità. «La concentrazione non è rigidità. È direzione» spiega l’esperta.

Fra gli asana il Guerriero I (Virabhadrasana I ), anche nella variante con le braccia a candelabro eseguita nella foto da Valentina Verdecchi, è perfetto per allenare la concentrazione. La posizione richiede infatti di mantenere una base stabile, organizzare le gambe, aprire il torace, coordinare le braccia e contemporaneamente mantenere il respiro presente. Le gambe e i piedi costruiscono la stabilità, il bacino e il tronco devono organizzarsi per sostenere l’estensione della colonna. Con le braccia a candelabro, inoltre, aumenta il lavoro della cintura scapolare: le scapole si muovono e si stabilizzano e l’apertura dei gomiti favorisce l’espansione della parte alta del torace.

Gestire più informazioni

Il corpo, insomma, deve coordinare forza, mobilità, equilibrio e respirazione. «Sono molte informazioni da gestire insieme ed è proprio qui che entra in gioco la concentrazione, imparando a scegliere dove posare l’attenzione. Così l’esercizio diventa una palestra, in cui la concentrazione non è più qualcosa di astratto ma si sente nel corpo e nella sua gestione» descrive l’insegnante.