Yoga: non forzare! L’approccio è soft
Per godere dei benefici della pratica, occorre evitare la ricerca della prestazione e ascoltare i propri bisogni e le proprie possibilità
Perché la pratica dello yoga sia profondamente benefica e rigenerante, sia per il corpo che per la psiche, è bene accostarsi a questa antica disciplina con un approccio mentale un po’ diverso da quello con cui si affrontano gli allenamenti fitness in palestra, tipico della cultura occidentale. Come spiega l’insegnante Francesca Cassia, sono molte le donne che si avvicinano allo yoga perché modella il corpo, o perché regala calma, tranquillità, centratura e sicurezza, ma nella filosofia sottesa alla disciplina indiana l’obiettivo non si raggiunge forzando il corpo, imponendogli esercizi e tenute sempre più sfidanti, creando pressioni sia per il fisico che per la mente.
L’esperta insegna che la parola d’ordine per il praticante è “elasticità della mente”, perché è con questo approccio che si devono affrontare asana e sequenze sul tappetino.
Sempre in ascolto
«Non è l’asana perfetto che crea la silhouette, ma il modo in cui il corpo si muove quando è in ascolto di se stesso» chiarisce Cassia. Il presupposto del lavoro sul tappetino, quindi, non è obbligarsi a eseguire movimenti e pose estreme, complesse, difficili, impeccabili, ma ascoltare i bisogni del corpo, assecondare le sue possibilità. «In questa logica, ogni allungamento, ogni apertura nasce dal bisogno del corpo e non da una pressione esterna» sottolinea l’insegnante. Attraverso questo percorso, che deve essere sempre olistico, cioè considerare fisico e mente insieme, il corpo impara a muoversi con fluidità e la mente a sviluppare resilienza, energia, presenza e concentrazione. Tutto avviene in modo dolce, naturale: i muscoli acquistano progressivamente tono, senza irrigidirsi, il respiro si fa ampio, la mente si calma, il metabolismo viene attivato e la postura acquista più equilibrio. L’armonia anche estetica di una posizione come quella mostrata da Giulia Albiero, nella foto sopra, è frutto di questo lavoro soft, che non ha nulla a che vedere con la ricerca della prestazione ad ogni costo.
In equilibrio tra forza e leggerezza
Nella filosofia degli antichi maestri yogi, che riprende un passaggio del testo-cardine della disciplina, gli Yoga Sutra, queste regole vengono espresse con il principio dello Sthira-Sukhan Asanam: significa che l’asana deve essere stabile e confortevole, deve trovare equilibrio tra forza e leggerezza, deve essere confortevole e procurare benessere. «Solo in questo modo il corpo può trasformarsi senza sforzo, in modo libero, e la mente acquistare equilibrio e consapevolezza, senza stress: il corretto approccio parte dalla testa e fa sì che “il dentro plasmi anche il fuori”» conclude Cassia.
Ti potrebbe interessare anche:
- Gambe pesanti? Prova gli esercizi antigonfiore
- Pilates: mobilizza la schiena e definisci il punto vita sulla Fitball
- Acquagym: 10 esercizi top per le gambe
- Running: serve un massaggio decontratturante dopo l'allenamento
- Pilates: addome forte e schiena flessibile con la Fitball



